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I quattro maestri
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Mancuso, Vito <1962->

I quattro maestri

Garzanti, 2020

Abstract: «I quattro maestri nel loro insieme prefigurano un itinerario. La meta è il maestro più importante: il maestro interiore, il quinto maestro.» Socrate, l'educatore. Buddha, il medico. Confucio, il politico. Gesù, il profeta. Risalendo alle antiche tradizioni spirituali e filosofiche dell'umanità, Vito Mancuso individua nel pensiero di queste quattro figure gli insegnamenti ancora validi e preziosi per noi, uomini e donne di oggi. La loro parola diventa così una guida decisiva per percorrere con maggiore consapevolezza gli impervi sentieri della nostra esistenza, convivere con il caos che ogni giorno sperimentiamo, e tracciare una strada nuova verso l'autentica pace interiore. Perché interrogando questi quattro grandi con sapienza e curiosità, e avvicinando a noi il loro profondo messaggio, saremo in grado di risvegliare il maestro da cui non possiamo prescindere: la nostra coscienza, il quinto maestro. Per diventare così consapevoli che la forza per definire le nostre vite è dentro di noi, e che possiamo essere noi stessi i creatori della nostra felicità.

Moderators: Valentina Tosi

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Socrate, Buddha, Confucio, Gesù Cristo, quattro protagonisti della storia dell’umanità, le cui vite sono avvolte in un alone mistico, senza certezze se non quelle del loro pensiero rivoluzionario, una traccia indelebile con la cui scia ancor oggi dobbiamo confrontarci, consapevoli di una grandezza che nel tempo mai viene meno.
Con questo libro Vito Mancuso si è prefissato di esporre con razionalità il pensiero di questi quattro grandi maestri della filosofia e della spiritualità, in un compendio che prevede raffronti onde poter discernere su ciò che li accomuna e ciò che li differenzia. Spiegare tutto ciò in modo abbastanza semplice è un compito indubbiamente arduo, ma poiché l’autore si è sempre imposto di comunicare nel modo più accessibile a tutti, pur con qualche parte su cui occorre soffermarsi a ponderare, è possibile dire che anche questa volta è riuscito nell’intento. I quattro personaggi non sono certo delle comparse e oltre tutto sono vissuti in epoche diverse, il che se da un lato può semplificare il discorso, dall’altro lo complica quando si tratta di correlare.
Il primo è Socrate, l’educatore, un ruolo di cui oggi si sente così tanto il bisogno, perché educare è ancor più importante di istruire, è insegnare a trovare in noi quel grande spazio vuoto che siamo soliti chiamare libertà.
Il secondo è Buddha, il medico, un grande dalla capacità profonda dell’analisi e che osservò come tutti soffrano, anche chi in apparenza è forte. Questa sofferenza è oggetto del suo studio e cerca di comprenderne le ragioni.
Il terzo è Confucio, un politico, di natura ottimistica, visto che era convinto della naturale bontà e rettitudine degli esseri umani ed è per questo che al concetto di individuo si sostituisce gradualmente quello di comunità, un procedere insieme nel comune interesse.
Ultimo cronologicamente, ma non come importanza, è Gesù Cristo, il profeta il cui messaggio non è quello del Cristianesimo, che lui non fondò, perché era ebreo e così voleva restare, mentre ciò che noi chiamiamo cristianesimo è successivo e inizia con San Paolo. Gesù guardava al futuro, all’avvento del Regno dei Cieli, mentre il cristianesimo si vota al passato, con la morte e la resurrezione del Cristo. Gesù preannunciò un mondo di equità, di fratellanza e di giustizia, un mondo senza egoismi, senza cattiverie, presenti invece nella realtà del suo tempo e purtroppo anche oggi. Ancora non è arrivato il Regno di Dio, ma non deve tramontare la speranza di giungere a un mondo migliore e questo grazie agli insostituibili insegnamenti di questi quattro maestri, alla loro capacità, se ascoltati, di far emergere in noi ciò che ignoriamo di possedere, cioè la coscienza morale, che per la sua forza, ove coltivata, potremmo definire il quinto maestro.
Indubbiamente lo studio di Mancuso ha portato a evidenziare quelli che lui ritiene i grandi maestri, a cui forse potrebbero aggiungersene altri, perché in fondo chi con il pensiero ha lasciato una traccia, ha contribuito a un accrescimento del nostro modo di concepire l’esistenza, può essere definito un personaggio decisivo per la storia dell’intera umanità.

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