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Dove vola la polvere
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Nguyễn, Phan Quế Mai <1973->

Dove vola la polvere

Nord, 2023

Abstract: Il rombo degli elicotteri squarcia il silenzio delle risaie. Poi una raffica di colpi, e il fiume che si tinge di rosso… Trang ha ancora negli occhi l’ultimo bombardamento che ha devastato il suo villaggio, lasciando la propria famiglia senza più niente. E allora lei e la sorella Quỳnh decidono di andare a Saigon, dove per ragazze carine come loro è facile guadagnare. Basta sedersi nei bar a bere con gli americani. La realtà, però, è molto diversa, e solo l'incontro con un ufficiale sensibile e gentile, che la tratta con rispetto, sarà per Trang una luce di gioia. Ma di breve durata.Phong ha avuto una vita durissima. Fin dalla nascita, ha subito i soprusi e le angherie delle persone. Perché lui è «meno della polvere», epiteto con cui vengono insultati i bambini nati dalle relazioni tra soldati americani e donne vietnamite. E Phong, con la sua pelle nera e i capelli ricci, ha sempre portato le proprie origini scritte in faccia. Eppure, adesso che ha quarant'anni, spera che quel marchio d'infamia possa valere per lui e i suoi figli un visto per gli Stati Uniti. E il suo cammino s’incrocerà con quello di Dan, un veterano tornato in Vietnam per esorcizzare i fantasmi del passato e fare i conti con un segreto che potrebbe distruggere il suo matrimonio…È stata la guerra a segnare per sempre Trang, Phong e Dan, a costringerli a compiere scelte dolorosissime, che si ripercuotono sulle generazioni successive. Eppure sono proprio queste scelte a legare i loro destini, a permettere loro di superare le differenze e trovare una lingua comune, nella compassione e nella speranza di un futuro di pace.

Moderators: Valentina Tosi

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Quanto mi aveva entusiasmato Le montagne che cantano, tanto mi ha deluso Dove vola la polvere. Intendiamoci, non è che questo libro sia scritto male, ma è che la trama e soprattutto il tocco di grazia del primo non sono riscontrabili nel secondo, con una storia più convenzionale e, soprattutto, con quel profumo d´oriente e di pulito che si è smarrito. Non è la prima volta che nella produzione letteraria di un autore a un´opera di rilevante livello ne segue una più modesta, per quanto ancora accettabile. Va dato atto alla narratrice che si è impegnata a parlare delle conseguenze di una guerra che non guardano in faccia nessuno, né il vincitore, né il vinto. Però se questo è un argomento particolarmente caro agli americani, il cui impegno in Vietnam è costato sangue e dolore, per non parlare delle nevrosi dei reduci, si è persa quell´atmosfera del primo libro; infatti lì la famiglia era al centro di tutto e non a caso esprimeva una filosofia con molta probabilità tipicamente orientale, in forza della quale una vita è possibile dopo la morte se si resta nel ricordo di qualcuno, il che fa apparire ciascun membro di una famiglia come un anello indissolubile di una lunga catena che è fatta di nascite e morti, ma che è anche una traccia evidente di quanto siamo stati, mai inutili e sempre necessari. Purtroppo, complice la trama, si è persa l´atmosfera, è venuto meno quel misticismo che è possibile raggiungere in unione con la natura e perfino lo stile, prima snello, ma non povero, ne ha risentito, con una scrittura più americana che asiatica.
Il libro si può senz´altro leggere, potrà anche piacere, ma l´inevitabile confronto con il precedente lo vede soccombente.

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