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Territorio nemico
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Cornwell, Bernard <1944->

Territorio nemico

Milano : Longanesi, [2002]

Abstract: Nel 1803, Sir Arthur Wellesley, forte dell'alleanza con la Compagnia delle Indie Orientali, muove la sua armata verso la città fortificata di Ahmadnagar, nell'Hyderabad. Tra i soldati inglesi c'è il giovane sergente Richard Sharpe, cui viene assegnato il rischioso compito di catturare il maggiore William Dodd, che ha tradito l'esercito di Sua Maestà e guidato un drappello di mercenari maratti nel massacro di un'intera guarnigione britannica. Sharpe è il solo in grado di riconoscere il criminale, che riesce a far perdere le proprie tracce. Quando, in una missione diplomatica presso il comandante dei maratti, costui offre a Sharpe il grado di tenente, il giovane sergente sarà costretto a scegliere tra la lealtà e il tradimento.

Moderators: Valentina Tosi

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Secondo episodio delle avventure di Richard Sharpe Territorio nemico si svolge esclusivamente in India; il generale Sir Arthur Wellesley, futuro duca di Wellington, è impegnato con la sua armata a conquistare la città di Ahmadnagar, nell'Hyderabad. Come sempre si fa notare il sergente Sharpe per ardimento e per astuzia, riuscendo perfino nella vittoriosa battaglia finale a salvare il suo generale, che lo ringrazierà con la promozione a sottotenente.
La trama è senz’altro ben congegnata, assistita da un ritmo costante che solo nelle fasi più critiche e accese della battaglie diventa incalzante. Molti dei protagonisti sono esistiti veramente, non Sharpe di certo, ma Arthur Wellesley, Colin Campbell e perfino Anthony Pohlmann che, dopo aver servito con il grado di sergente nell’esercito della Compagnia delle Indie Orientali, divenne comandante dei maratti nella battaglia di Assaye, dalla quale uscì sconfitto, nonostante la schiacciante superiorità numerica in uomini e cannoni.
Al riguardo la preparazione di questo scontro e le fasi dello stesso sono descritte con straordinaria abilità dal Bernard Cornwell; infatti non si può che apprezzare la capacità di trasmettere al lettore una visione nell’insieme e nei particolari tali da inchiodarlo letteralmente al libro, desideroso di seguire lo sviluppo dell’evento, al quale inconsciamente partecipa.
E’ questo un pregio notevole, peraltro che ho già riscontrato in altri lavori di questo fecondo narratore inglese che si conferma ancora una volta una certezza per quanto concerne la riuscita delle sue opere, tutte di qualità più che buona e ovviamente molto richieste dal pubblico.
Non ho altro da dire, se non che la lettura è sicuramente consigliata.

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