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Milano : TEA, 2015
Abstract: Nella Via Privata Vassallo, a Sestri Ponente, il tempo trascorre lento, le tradizioni si rispettano e il clamore del mondo arriva attutito. Regine di questo regno, chiunque vi abiti lo sa, sono le signorine Devoto: Santa, Mariannin e Siria, uguali eppur diverse, e convinte che il genere umano si divida in due: le persone per bene, rispettabili, cristiane e all'antica, e quelle poco raccomandabili, cioè tutte le altre. Miti e riservate, saranno proprio loro, tuttavia, a scendere in campo per prime e con insospettabile decisione quando la tranquillità e il buon nome del loro mondo verranno minacciati. Qualcuno infatti ha messo gli occhi sulle belle proprietà della Via Privata Vassallo, qualcuno pronto anche al crimine pur di ottenere ciò che vuole. Il romanzo di Renzo Bistolfi è una fotografia degli anni Cinquanta, velata di amabile nostalgia per un luogo e un tempo ormai scomparsi, e per una piccola folla di personaggi di straordinaria umanità.
Moderators: Valentina Tosi
11 marzo 2026 alle 08:26
Ecco un’altra storia di un mondo che non c’è più, scritta con garbo e intelligenza da Renzo Bistolfi. Corrono sempre gli anni ‘50, il luogo della vicenda è quello consueto, cioè Sestri Ponente dove nella via Privata Vassallo, su cui si affacciano diverse abitazioni, in un grande appartamento di una palazzina di cinque piani vivono le sorelle Devoto. Si tratta di tre signore anziane, zitelle, molto legate al loro mondo che sta scomparendo e che dividono la giornata fra casa e chiesa. E’ un quartiere di gente non certo giovane, in una posizione invidiabile che attira l’attenzione di un immobiliarista, un uomo senza scrupoli che mette in atto qualsiasi sistema per poterselo accaparrare. E’ un uomo che non si ferma di fronte a niente, che non esita ricorrere a metodi anche illegali, a giungere perfino a un sequestro di persona per realizzare i suoi scopi. Non ha fatto i conti però con le sorelle Devoto e con le loro attempate amiche.
Non vado oltre, per non svelare la trama di questo gradevole giallo, dove più della vicenda in sé contano i personaggi, la loro descrizione, le relazioni che intrattengono, il mondo in cui vivono legato alle tradizioni e a una visione della vita ben poco edonistica. E’ indubbiamente una scoperta quella dell’Italia che era uscita da poco dalla guerra e che stava piano piano tornando a nascere, un’epoca in cui le relazioni umane erano la priorità, dove la gente si radunava il giovedì sera al bar che aveva un apparecchio televisivo per vedere Lascia o raddoppia, un mondo in cui ancora ci si aiutava e non si inseguivano feticci quali il guadagno non tanto per la necessità di vivere, ma come obiettivo unico e determinante.
In un quadro così la beata ingenuità delle signorine Devoto strappa più di un sorriso, anche perché sembra di vederle nei loro pomeriggi ricevere le amiche per un caffè e un biscotto insieme e un inevitabile chiacchiericcio senza malevolenza, ma come modo di condividere notizie che oggi non sarebbero degne di nota.
La penna dell’autore scorre con mano leggera sul foglio, in un ritmo costante che solo in determinate occasioni accelera, ma sempre senza strafare, e d’altra parte delle vecchiette mica possono mettersi a correre.
Si comincia a leggere con curiosità e pagina dopo pagina, appassionandosi, si arriva alla fine in qualche ora di puro e semplice svago, senza affaticarsi e senza doversi fermare a riflettere, immersi in un’atmosfera di un’epoca che pareva eterna, ma che in pochi anni sarebbe scomparsa, tanto da diventare un lontano ricordo.
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