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× Nomi De Giovanni, Maurizio <1958->
× Data 2012
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× Data 2013
× Soggetto 2010-2019

Trovati 5 documenti.

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La condanna del sangue
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Materiale linguistico moderno

De Giovanni, Maurizio <1958->

La condanna del sangue : la primavera del commissario Ricciardi / Maurizio De Giovanni

Torino : Einaudi, 2012

Abstract: Che succede a giocare con le illusioni, a cancellare i sogni? Una cartomante e un'usuraia, nella stessa persona: inventare il futuro e sbriciolarlo tra le dita. Mentre la città si apre alla primavera, nel solito trionfo di profumi e canzoni, il più tenero degli amori diventa la peggiore delle condanne: e spegne nel sangue anche il ricordo di un'antica passione.

Il giorno dei morti
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Materiale linguistico moderno

De Giovanni, Maurizio <1958->

Il giorno dei morti : l'autunno del commissario Ricciardi / Maurizio de Giovanni

Torino : Einaudi, 2012

Abstract: Seduto con un cane a fargli compagnia, un bambino morto per caso. Un orfano, niente famiglia, niente amici. Una fossa comune. E invece qualcuno che si chiede perché, e come, e quando. Qualcuno che si mette a scavare in vite piccole, di cui non ci si cura, di cui non si sa niente. Qualcuno che non si rassegna all'urlo che non sente, al lamento che non riesce a trovare. Fino al giorno dei morti.

Vipera
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Materiale linguistico moderno

De Giovanni, Maurizio <1958->

Vipera : nessuna resurrezione per il commissario Ricciardi / Maurizio De Giovanni

Torino : Einaudi, 2012

Abstract: Napoli, 1932: manca una settimana alla Pasqua. Al Paradiso, esclusiva casa di tolleranza nella centralissima via Chiaia, la prostituta più famosa è ritrovata morta. Maria Rosaria, detta Vipera, vanto e principale attrazione del bordello per la sua straordinaria bellezza, è stata soffocata con un cuscino. L'ultimo cliente sostiene di averla lasciata ancora viva, il successivo di averla trovata già morta. Al commissario Ricciardi, che ha il dono terribile di vedere i morti ammazzati e ascoltare le loro ultime parole, il fantasma di Vipera ripete: il mio frustino, il mio frustino. L'oscura frase potrebbe riferirsi al soprannome dell'ultimo cliente, l'ambulante di frutta e verdura Peppe 'a frusta, o ai gusti sessuali di Alfonso, il commerciante di arredi sacri con tendenze sadomasochiste che ha scoperto il cadavere. Ma molti sono i personaggi che ruotavano intorno alla donna e potevano avere un motivo per ucciderla: avidità, frustrazione, invidia, bigottismo. Mentre la primavera accende i sensi e la Quaresima li avvilisce, il commissario Ricciardi si districa nel dedalo di strade e menzogne di una Napoli indimenticabile, ritratta con la potenza narrativa a cui la scrittura di De Giovanni ci ha abituati.

Il senso del dolore
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Materiale linguistico moderno

De Giovanni, Maurizio <1958->

Il senso del dolore : l'inverno del commissario Ricciardi / Maurizio De Giovanni

Torino : Einaudi, 2012

Abstract: Considerato ormai a ragione il Camilleri napoletano, De Giovanni ci regala una tetralogia delle stagioni e quindi cominciate con l’inverno. Tanto dopo non potrete resistere e leggerete anche gli altri. Napoli, marzo 1931, mentre un inverno particolarmente rigido tiene la città stretta in una morsa di gelo, il grande tenore Arnaldo Vezzi viene trovato cadavere nel suo camerino al Teatro San Carlo prima della rappresentazione de "I Pagliacci", la gola squarciata da un frammento acuminato dello specchio andato in pezzi. Artista di fama mondiale, amico del Duce, uomo egoista e meschino: a ricostruire la personalità della vittima e a risolvere il caso è chiamato il commissario Luigi Alfredo Ricciardi, in forza alla Squadra Mobile della Regia Questura di Napoli.

L'omicidio Carosino
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Materiale linguistico moderno

De Giovanni, Maurizio <1958->

L'omicidio Carosino : le prime indagini del commissario Ricciardi / Maurizio de Giovanni

Villaricca : Cento Autori, 2012

Abstract: Il commissario Luigi Alfredo Ricciardi possiede un dono che è allo stesso tempo una condanna: fin da bambino vede i morti nel loro ultimo istante di vita e ne sente il dolore del distacco. Non può fare a meno di scrutare un'immagine - come un fotogramma di un film la cui pellicola si è inceppata nel proiettore - e udire una frase enigmatica, pronunciata di solito a metà, che si ripete in continuazione, come una cantilena. Un'esperienza sufficiente a imprimere nella sua anima un dolore forte, lancinante, a tratti insopportabile, che lo stesso commissario ha definito il Fatto.