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Mai fermarsi
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Materiale linguistico moderno

Palombelli, Barbara <1953->

Mai fermarsi / Barbara Palombelli

Milano : Rizzoli, 2019

Abstract: "Mi sembra di essere cambiata pochissimo: il mondo attorno a tutti noi, invece, corre così veloce che mi è tornata la voglia di fermarmi, di nuovo, per raccontare come eravamo e come mai siamo diventati così. Non ho mai avuto tempo per chiedermi se ero felice.". Il segreto di Barbara Palombelli è vivere tutto in presa diretta, senza filtri, in uno slancio continuo di rigore ed entusiasmo che non conosce tregua. Dall'infanzia negli anni Cinquanta ("una realtà libera come nessun asilo potrà mai essere") all'avventura della conduzione di Forum ("un transatlantico da guidare tutti i giorni, su cui si provano emozioni incredibili"), l'autrice racconta con dolcezza e ironia gli affetti e gli eventi che l'hanno accompagnata, coinvolgendo noi tutti nelle sue peripezie di bambina, ragazza, donna. "Ero una bambina preoccupata," scrive "sono una donna ancora preoccupata." L'impegno continuo e costante, nel lavoro come nella vita famigliare, è stato il suo segreto. Nella sua valigia dei ricordi ci sono le ginocchia sbucciate di una bambina irrequieta, un'educazione rigorosa ma libera, il rumore delle macchine da scrivere nelle redazioni dei giornali, Roma con i suoi giardini e le sue strade, con le sue case e i salotti. E poi quattro figli, di cui tre adottati dopo lunghe battaglie, una famiglia che sembra un circo, gli amici, i maestri, i compagni di viaggio. In queste pagine dense di emozioni si scopre il mondo di una donna che ha avuto il coraggio di correre dietro ai suoi sogni. "Non ho mai buttato un minuto della mia vita o del mio corpo. Le persone con cui ho vissuto i momenti più belli le amerò per sempre."

La paura è un peccato
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Materiale linguistico moderno

Fallaci, Oriana <1929-2006>

La paura è un peccato : lettere da una vita straordinaria / Oriana Fallaci ; prefazione di Edoardo Perazzi

[Milano] : Rizzoli, 2017

Abstract: Oriana Fallaci odiava scrivere lettere perché le rubavano tempo prezioso al lavoro sui libri. Eppure nessuno più di lei ha legato il suo nome alla scrittura epistolare. Fin dagli esordi nel giornalismo ha tenuto una fitta corrispondenza pubblica e privata con i protagonisti della politica, della cultura, del giornalismo, da Andreotti a Nenni, da Ingrid Bergman a Shirley MacLaine, da Henry Kissinger a Fidel Castro. E ogni volta era capace di stilare tre, quattro o anche più minute, quasi sempre firmate, per immaginare cosa sarebbe apparso agli occhi del suo interlocutore una volta aperta la busta. Le minute venivano poi conservate per avere traccia dello scambio epistolare e, grazie allo straordinario lavoro di archiviazione delle sue carte private, è stato possibile scegliere fra le centinaia di lettere scritte ad amici e colleghi, alla famiglia e ai politici, quelle più significative per raccontare l'intera esistenza attraverso la sua viva voce. Sono missive ricche di aneddoti spassosi, riflessioni sulla politica italiana ed estera, sfoghi sulle difficoltà a sopportare il peso della distanza dagli affetti più cari. Un'occasione unica per osservare da vicino il talento di una donna ossessionata dalla scrittura e così sedotta dal suo lavoro da trasformare anche le lettere d'amore in capolavori letterari. Prefazione di Edoardo Perazzi.

Solo io posso scrivere la mia storia
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Materiale linguistico moderno

Fallaci, Oriana <1929-2006>

Solo io posso scrivere la mia storia : autoritratto di una donna scomoda / Oriana Fallaci

[Milano] : Rizzoli, 2016

Abstract: "Nella mia vita ho visto molte brutte cose. Molte. Sono nata in una tirannia, sono cresciuta in una guerra, e per gran parte della mia esistenza ho fatto il corrispondente di guerra. Per anni (in Vietnam, otto) ho vissuto al fronte. Ho seguito battaglie, ho subito sparatorie e cannoneggiamenti e bombardamenti, ho testimoniato l'umana crudeltà e imbecillità." Mai e poi mai Oriana avrebbe autorizzato una sua biografia, eppure non ha fatto altro che scrivere e raccontare la sua storia straordinaria. Lo ha fatto dalle trincee in Vietnam e dagli uffici della Casa Bianca così come dalla tenda di Gheddafi o dal quartier generale di Khomeini. Ha raccontato la storia del Novecento e con lucidità ha saputo riconoscere il più grande incubo del Ventunesimo secolo: il terrorismo globale. Ha affrontato i grandi leader politici senza mai inchinarsi di fronte al potere. "In ogni mio libro è accennata una traccia della mia biografia umana" ripeteva ai giornalisti che sfidavano la sua proverbiale diffidenza da addetta ai lavori. Così come i suoi quaderni che utilizzava per preparare meticolosamente ogni intervista contengono numerosi appunti autobiografici; brevi note che utilizzava ampliate nei suoi libri. Questi scritti restituiscono con precisione il carattere e il pensiero di una donna sui generis, capace di maltrattare grandi leader politici e divi di Hollywood, consegnando ai suoi lettori il testamento di una vita leggendaria.

La paura è un peccato
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Materiale linguistico moderno

Fallaci, Oriana <1929-2006>

La paura è un peccato : lettere da una vita straordinaria / Oriana Fallaci ; prefazione di Edoardo Perazzi

[Milano] : Rizzoli, 2016

Abstract: Oriana Fallaci odiava scrivere lettere perché le rubavano tempo prezioso al lavoro sui libri. Eppure nessuno più di lei ha legato il suo nome alla scrittura epistolare. Fin dagli esordi nel giornalismo ha tenuto una fitta corrispondenza pubblica e privata con i protagonisti della politica, della cultura, del giornalismo, da Andreotti a Nenni, da Ingrid Bergman a Shirley MacLaine, da Henry Kissinger a Fidel Castro. E ogni volta era capace di stilare tre, quattro o anche più minute, quasi sempre firmate, per immaginare cosa sarebbe apparso agli occhi del suo interlocutore una volta aperta la busta. Le minute venivano poi conservate per avere traccia dello scambio epistolare e, grazie allo straordinario lavoro di archiviazione delle sue carte private, è stato possibile scegliere fra le centinaia di lettere scritte ad amici e colleghi, alla famiglia e ai politici, quelle più significative per raccontare l'intera esistenza attraverso la sua viva voce. Sono missive ricche di aneddoti spassosi, riflessioni sulla politica italiana ed estera, sfoghi sulle difficoltà a sopportare il peso della distanza dagli affetti più cari. Un'occasione unica per osservare da vicino il talento di una donna ossessionata dalla scrittura e così sedotta dal suo lavoro da trasformare anche le lettere d'amore in capolavori letterari. Prefazione di Edoardo Perazzi.

Il rompiscatole
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Pansa, Giampaolo <1935->

Il rompiscatole : l'Italia raccontata da un ragazzo del '35 / Giampaolo Pansa

Milano : Rizzoli, 2016

Abstract: "'Tutto ciò che resterà della mia vita è quello che ho scritto.' Qualcuno l'ha detto pensando a se stesso, però sono parole che si adattano anche a me. Ho sempre voluto scrivere. Alla fine della scuola media, andavo per i tredici anni, mio padre Ernesto mi regalò una macchina Underwood di seconda mano, dicendo: 'Vedi un po'se la sai usare'. Mia madre Giovanna mi mandò a una scuola di dattilografia. Ma dopo un paio di lezioni, chi la dirigeva le spiegò: 'Giampaolo ha imparato subito quanto gli serve. Non butti via i suoi soldi'. Ho cominciato a scrivere nell'estate del 1948 e da allora non ho più smesso. Nell'ottobre 2015 di anni ne ho compiuti ottanta. E ho deciso che potevo permettermi questo libro. Non oso definirlo un'autobiografia, parola pomposa. Allora dirò che è il racconto personale di un vecchio ragazzo destinato a fare il giornalista. Non venivo da una famiglia di intellettuali. Mio padre era operaio del telegrafo. Mia madre aveva cominciato a lavorare a dieci anni ed era stata così brava da aprire un negozio di mode. La mia nonna paterna, Caterina, era analfabeta. Rimasta vedova con sei bambini da crescere, aveva vissuto nella miseria più nera. Troverete qui le loro storie, insieme a quelle di mio nonno Giovanni Eusebio, un bracciante strapelato, e di uno zio paterno, Paolo, un muratore morto a New York in un cantiere. I miei antenati sono questi. E se esiste un aldilà, guarderanno stupiti questo figlio che si è guadagnato il pane scrivendo.'" (G. P.)

Italiani si diventa
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Severgnini, Beppe <1956->

Italiani si diventa : storia per oggetti e ricordi dell'Italia ottimista / Beppe Severgnini

[Milano] : Rizzoli, 2015

Abstract: Cosa vuole dire aver fatto il bambino nell'Italia del boom, o l'adolescente negli anni Settanta? Lo spiega in questo libro Beppe Severgnini, classe 1956, giornalista. La collaudata ironia dell'autore diventa autoironia; e l'autobiografia diventa la biografia di una generazione cresciuta a forza di corsi di lingue e di musica, minibasket e scoutismo, vacanze più o meno di studio in Inghilterra e ciclostili liceali... Con nuove storie e immagini.

Guardare i fiori da un cavallo in corsa
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Guardare i fiori da un cavallo in corsa / Tiziano Terzani ; a cura di Àlen Loreti ; in collaborazione con la Fondazione Giorgio Cini

[Milano] : Rizzoli, 2014

Leggi con me!
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Rizzi, Lucia <1942->

Leggi con me! : da 1 a 15 anni, educare con fiabe, storie, libri / Lucia Rizzi

Milano : Rizzoli, 2014

Abstract: Alice, 2 anni, disturba il fratello impedendogli di fare i compiti? Carletto non sta seduto al banco per più di dieci minuti? Francesca, da quando la nonna non c'è più, pone mille domande sulla morte? E Nicola, alle soglie dell'adolescenza, dovrebbe essere portato a ragionare sul rispetto e sulla responsabilità? Questi sono solo alcuni esempi dei mille "problemi" quotidiani che madri e padri incontrano durante la crescita dei figli. Può esistere un metodo educativo unico per affrontarli o addirittura prevenirli tutti, dalla prima infanzia ai 15 anni? Si, secondo Lucia Rizzi, ormai punto di riferimento per le famiglie italiane, ed è anche semplice, oltre che piacevole: si tratta di prendere la buona abitudine a condividere la lettura con i propri bambini e ragazzi. Dai volumetti cartonati per i più piccoli ai grandi classici come "Il Piccolo Principe", passando per le fiabe e per le storie avventurose alla "Tom Sawyer", moltissimi libri possono essere utilizzati da mamma e papà per trasmettere ai figli valori e importanti messaggi educativi. Con il suo approccio concreto, Lucia Rizzi insegna quindi a scegliere i testi più adatti per ogni età e situazione e, allo stesso tempo, mostra come porre, durante la lettura o la discussione che ne segue, le domande giuste per impostare i comportamenti corretti. Ed ecco che Alice, Carletto, Francesca e Nicola, dopo aver passato splendidi momenti di qualità con mamma e papà, si sentiranno più forti.

I libri sono pericolosi
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Battista, Pierluigi <1955->

I libri sono pericolosi : perciò li bruciano / Pierluigi Battista

Milano : Rizzoli, 2014

Abstract: Continuano a bruciare libri. Sulle pubbliche piazze. O nelle piazze virtuali: i piromani d'oggi si dedicano ai social network. Ma chi sono i vecchi e nuovi incendiari? Dall'Inquisizione a Savonarola, da Hitler a Mao fino al caso Salman Rushdie, l'intreccio tra le fiamme dei roghi e le maglie della censura ha accompagnato in modo sorprendente tutta la storia del libro. Nel secolo dei Lumi più che nel Medioevo, tra i colti più che tra gli ignoranti, a sinistra non meno che a destra. Perché i libri sono davvero pericolosi, non sono la solida e rassicurante fonte di Bene e di Bellezza raccontata nella liturgia dolciastra degli appelli alla lettura. Queste pagine sono una difesa appassionata dei libri, ma anche una sferzata contro i luoghi comuni che li accompagnano. Perché forse a bruciarli non sono sempre i nostri nemici: "Guardiamoci attorno, guardiamo chi abbiamo al nostro fianco, forse il piromane è tra noi".

Il mio cuore e' piu' stanco della mia voce
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Fallaci, Oriana <1929-2006>

Il mio cuore e' piu' stanco della mia voce / Oriana Fallaci

Milano : Rizzoli, 2013

Abstract: Negli anni Settanta Oriana Fallaci è un mito. Prima il Vietnam, poi Città del Messico e infine la storia d'amore con Alekos Panagulis, eroe della Resistenza greca, simbolo dell'opposizione a qualunque regime liberticida. Dopo la morte di lui e la pubblicazione di Un uomo, Oriana riesce a creare un incantamento globale: vorrebbero essere come lei i tanti giovani e meno giovani attratti dalla personalità dei suoi reportage di guerra e dal suo coraggio. E vorrebbero essere come lei molte donne, per le quali la scrittrice rappresenta la realizzazione di un sogno. In quegli anni la Fallaci accetta i sempre più frequenti inviti a incontrare i suoi lettori stranieri, nelle città e nelle università del mondo. Questo libro raccoglie alcune delle sue conferenze di maggior rilievo, pagine rimaste finora inedite che rivelano il suo rapporto con la scrittura, la sua passione per la politica e per l'impegno civile, la sua ossessione per la libertà. E il suo autoritratto più autentico, una sorta di manifesto in cui Oriana rivendica e difende con vigore il diritto a stare dalla parte dell'umanità, suggerire i cambiamenti, innamorarci dei buoni cambiamenti, influenzare un futuro che sia un futuro migliore del presente.

Oriana
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De Stefano, Cristina <1967->

Oriana : una donna / Cristina De Stefano

Milano : Rizzoli, 2013

Abstract: Sono una rompiballe, lo so. Sai che dicevano gli astronauti americani? Un modo sicuro di tornare dalla Luna è quello di portare con noi l'Oriana... Il famoso cattivo carattere di Oriana Fallaci oscura troppo spesso il talento e la determinazione che l'hanno fatta diventare quello che era: la giornalista e scrittrice italiana più celebre del Novecento. Nata povera in una famiglia di antifascisti, cresciuta in fretta nella Resistenza, si è presentata in una redazione appena uscita dal liceo e in pochi anni si è imposta in un lavoro allora dominato dagli uomini. Ha scoperto l'America negli anni '50, diventando amica dei divi di Hollywood e degli astronauti della Nasa. Si è trasferita a New York negli anni '60, per essere al centro dell'impero della comunicazione globale. È andata in Vietnam nel 1967, unica giornalista italiana a farlo, per avere finalmente il diritto di scrivere di politica come voleva lei. Ha affrontato l'uomo più potente dell'epoca, Kissinger, conquistandosi la fama planetaria che sarà poi il trampolino per la stagione dei grandi romanzi della maturità. E nella vita privata ha rivendicato fino all'ultimo il diritto di vivere senza tabù, come un uomo, con un ventre e dei desideri. Grazie alle carte inedite e alle testimonianze di chi l'ha conosciuta, Cristina De Stefano ricostruisce una figura di donna modernissima, coraggiosa e sempre libera in ogni sua scelta.

Gli ultimi saranno i primi
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Lapierre, Dominique <1931->

Gli ultimi saranno i primi : la mia vita accanto ai dimenticati della Terra / Dominique Lapierre ; a cura di Renzo Agasso ; traduzione di Sara Arena

Milano : Rizzoli, 2012

Abstract: Parigi 1944. Dominique Lapierre ha tredici anni e ogni notte, insieme agli eroi dei suoi libri, scappa dalla città occupata dai nazisti per andare alla scoperta del mondo: Costantinopoli, Gerusalemme, Damasco, i deserti della Siria e dell'Iraq, gli altipiani dell'Afghanistan... Da sotto le coperte prega il dio della guerra perché nessuna allerta lo costringa a interrompere i suoi sogni. Che si avvereranno tutti, ma ancora non lo sa. L'anno dopo scopre gli spazi sconfinati dell'America, dove tornerà per frequentare l'università, e sarà solo l'inizio. Si sposa e si imbarca per una luna di miele intorno al mondo; parte per la Corea insieme alle Nazioni Unite. Da inviato di Paris Match viaggia sui fronti più caldi dell'attualità: attraversa la Russia in piena Guerra Fredda, a Napoli si presenta a Lucky Luciano, in un kibbutz nel deserto del Negev, Ben Gurion gli racconta le settimane cruciali della nascita di Israele. Poi l'incontro con l'India, e niente sarà più lo stesso: Tutto quello che non viene donato va perduto gli insegna Madre Teresa. Comincia per Dominique una seconda vita immerso nella realtà incredibile della Città della gioia: ogni sua giornata, ogni sua parola, tutta l'esperienza e la capacità di scrittore e di comunicatore che ha accumulato nei suoi anni di successi vengono poste al servizio degli ultimi della terra. In questo libro abbraccia l'intera avventura della sua vita, e riflette sui paradossi del mondo contemporaneo con l'umiltà di chi pensa di non avere nulla da insegnare.

Una vita, quasi due
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Mafai, Miriam <1926-2012>

Una vita, quasi due / Miriam Mafai ; a cura di Sara Scalia

Milano : Rizzoli, 2012

Abstract: Sono nata sotto il segno felice del disordine. È l'incipit di una vita, quella di Miriam Mafai, che avrebbe conosciuto molti colpi di scena, in decenni tormentati della storia europea: le persecuzioni razziali, la guerra mondiale, la Resistenza, la parabola grandiosa e tragica del comunismo fino allo sgretolarsi di quella potente illusione. Miriam era nata in una famiglia di artisti: pittore il padre. Mario Mafai, pittrice e scultrice la madre, Antonietta Raphaël, ebrea fuggita dai pogrom della Lituania e giunta in Italia dall'Inghilterra. Visse gli anni terribili dei bombardamenti a Genova e dell'occupazione nazista a Roma, durante la quale assieme alla sorella distribuiva clandestinamente l'Unità. Nel dopoguerra la passione fortissima prima civile e solo in un secondo tempo politica che ispirò molti della sua generazione la portò a proseguire la militanza come funzionaria del Pci in Abruzzo e assessore comunale a Pescara. Poi gli eventi del 1956, le rivelazioni del XX Congresso del Pcus, l'invasione dell'Ungheria, e il suo trasferimento a Parigi, per cominciare una nuova pagina della sua esistenza. Purtroppo, questo appassionante racconto di una donna e di un secolo si interrompe qui. L'autobiografia che per anni Miriam si era rifiutata di scrivere, e a cui aveva messo mano solo negli ultimi tempi, con impegno crescente e incalzata dalla malattia, non sarà mai terminata. La morte le ha impedito di narrarci la sua seconda vita, quella da giornalista.

Nella mia lunga e tormentata esistenza
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Montanelli, Indro <1909-2001>

Nella mia lunga e tormentata esistenza : [lettere da una vita] / Indro Montanelli ; a cura di Paolo Di Paolo

[Milano] : Rizzoli, 2012

Abstract: Sono un disordinato assolutamente refrattario al lavoro di team e animato da uno spirito d'indipendenza che spesso sconfina nella riottosità: non conosco remore di cautela e di diplomazia; non credo che riuscirei a imporre la disciplina per il semplice motivo che non l'ho mai rispettata io stesso. Così scriveva Indro Montanelli in una lettera del 1967, pochi anni prima di fondare il Giornale. Per tutta la vita il grande giornalista ha tenuto una fitta corrispondenza, pubblica e privata, con i protagonisti della politica, della cultura e del giornalismo, da Andreotti a Cossiga, a Nenni e Pertini, da Buzzati a Prezzolini, a Longanesi e Guareschi, ma anche con la prima moglie, gli amici, i familiari. Dalla lettera al suo professore di liceo, in cui un Montanelli ventenne rivela le sue aspirazioni di giornalista, a quelle inviate ai genitori dal fronte africano nel 1935 e dal carcere nel 1944. E naturalmente i lunghi anni al Corriere, quelli al Giornale fino allo scontro con Berlusconi. Questi testi inediti ci rivelano il lato più intimo di Montanelli, ricostruendone l'intera parabola esistenziale attraverso la sua viva voce. Il risultato è un'autobiografia postuma che completa le note dei suoi diari, offrendo ai lettori il ritratto di un uomo che a novant'anni dichiara So di avere scritto sull'acqua. Ma ciò non mi ha impedito di continuare a scrivere, impegnandomi tutto in quello che scrivo.

Casa Biagi
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Biagi, Bice

Casa Biagi : una storia familiare / Bice e Carla Biagi

Milano : Rizzoli, 2012

Abstract: Tutto iniziò con un tè danzante, una domenica di guerra del 1940. Un giovane Enzo, già innamorato del giornalismo, si lascia sedurre dalle più belle gambe di Bologna, quelle della maestrina Lucia appena tornata da un incarico a Pozzuoli. È così che scocca la scintilla e si apre al lettore la porta di Casa Biagi. Da allora sono passati settant'anni di storia italiana vista attraverso i successi e i dolori, le risate e le sfuriate, le battaglie e le imprese di un grande uomo, amato, smitizzato, temuto, raccontato dalle sue figlie. Come tutti i bambini, le sorelle Biagi se ne infischiano delle priorità dei grandi, ne sopportano con certosina pazienza le mancanze e i difetti, ne coltivano i lati più autentici sperando sempre, spesso invano, che si concentrino finalmente sulle cose importanti. Anche oggi, che bambine non sono più, conservano nella voce quel la ruvida e divertente saggezza filiale che non risparmia nessuno e va dritta al sodo. Il fatto è - sembrano dire la Bice e la Carla, se possibile ancora più argute e taglienti del padre - che la direzione di Epoca e le corrispondenze per La Stampa, la Rai e il Resto del Carlino, il Corriere e la Repubblica, l'editto bulgaro e RT-Rotocalco televisivo sono una passeggiata rispetto all'avventura quotidiana di una famiglia quasi normale che nasce, cresce, si ama e si accapiglia, si sposa e si ribella, si tiene e si sostiene in tutti i bivi e le scelte della vita. E di questo che saranno sempre riconoscenti a Enzo e a Lucia...

Brutte notizie
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Materiale linguistico moderno

Busi, Maria Luisa <1964->

Brutte notizie : come l'Italia vera e' scomparsa dalla tv / Maria Luisa Busi

Milano : Rizzoli, 2010

Abstract: C'è quella da cartolina, dove si mangia bene e i problemi non esistono o, alla peggio, si risolvono da soli. E c'è poi un'altra Italia fatta di povertà emergenti o consolidate, di disoccupazione e precariato, di mercificazione delle donne, di conflitti d'interesse, di uso politico dei media. In un Paese normale, un giornalista del servizio pubblico dovrebbe avere il diritto (e il dovere) di raccontare tutto questo. Ma da noi non funziona più così. Lo dimostra Maria Luisa Busi, volto di punta del Tg1 delle 20 che, dopo anni di carriera, nel maggio 2010 ha lasciato la conduzione, perché non condivideva la linea editoriale del nuovo direttore. Brutte notizie spiega come il telegiornale più seguito, quello che per vocazione dovrebbe dare spazio a tutte le voci e le idee, è venuto meno al suo compito. Facile ottimismo, montaggio delle notizie spesso tendenzioso, informazione che si snatura in intrattenimento: così, quello che dovrebbe essere lo specchio fedele di un Paese deforma la realtà quotidiana di un'Italia stretta nella morsa della crisi economica e sociale. Un libro che è un atto d'accusa dei meccanismi di manipolazione, ma diventa anche denuncia delle notizie oscurate - dalle condizioni dei terremotati dell'Aquila alla propaganda mediatica sull'immigrazione, dall'affaire Alitalia alle vite scritte a matita di milioni di precari e senza lavoro - e restituisce finalmente voce agli invisibili di cui alcuni non vogliono sentire parlare.

La vita e altri giochi di squadra
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Materiale linguistico moderno

Cannavò, Candido <1930-2009>

La vita e altri giochi di squadra / Candido Cannavo' ; a cura di Alessandro Cannavo' ; prefazione di Carlo Verdelli

Milano : Rizzoli, 2010

Abstract: Vivo nello sport da oltre cinquant'anni e ringrazio il cielo di vivere una storia come questa. Così scriveva Candido Cannavò tempo fa, ricordando la sua lunga carriera di giornalista. Più di mezzo secolo passato a riscrivere le regole e la fisionomia del giornalismo sportivo: non più un elenco di medaglie e trofei, ma un mondo di storie. E lui, diventato direttore della Gazzetta nel 1983, di storie ne ha dovute e sapute raccontare a migliaia. Cannavò ha sempre guardato allo sport come a un'esperienza intensamente umana. Non è un caso che abbia amato con una foga commovente e arrabbiata campioni come Maradona e Pantani: uomini che hanno vissuto la gloria della vittoria, sì, ma che più di altri hanno conosciuto il buio della sconfitta e la solitudine dello sbandamento. Oggi, a un anno dalla morte, possiamo ripercorrere il filo di quelle storie in una lunga carrellata attraverso le pagine migliori di Cannavò, dagli esordi sul quotidiano La Sicilia alla sua prima Olimpiade da cronista, la mitica Roma '60, dalla leggendaria Italia-Germania di Messico '70 alle giornate di sangue di Monaco '72, dagli anni d'oro della sua Gazzetta al costante impegno civile a fianco degli emarginati. L vita e altri giochi di squadra è un memoriale che, attraverso i suoi articoli più emozionanti, racconta sfide, giochi, record e lotte, con la semplice forza di una passione che attraversa quasi sessant'anni di grande agonismo e di sincera umanità.

Il cammino delle foglie di te'
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Materiale linguistico moderno

Nouri, Michelle <1973->

Il cammino delle foglie di te' : inseguire il successo in un paese straniero e' follia, ma la ragazza di Baghdad ha un alleato speciale: la saggezza di nonno Ahmad / Michelle Nouri

[Milano] : Rizzoli, 2010

Abstract: Quando arriva a Roma, Michelle non conosce l'italiano né qualcuno che possa aiutarla, ha con sé solo una valigia, pochi vestiti e tanti sogni. Dal primo incontro con la polizia di frontiera capisce subito che non sarà facile sopravvivere nella giungla della città in cui ha riposto ogni speranza. Ma nonostante brutti incontri, lavori precari, coinquiline piromani, amori discutibili, non è disposta ad arrendersi. In un'esistenza girovaga che la condurrà un po' ovunque, tra improbabili impresari, agenzie di spettacolo e un tour di cabaret, da Roma alla provincia emiliana fino ai Navigli di Milano, la sola stella polare è l'unica eredità che ha portato dal passato: un album di fotografie. Le pagine custodiscono la storia della sua famiglia paterna, del nonno Ahmad, caffettiere nella Baghdad di metà Novecento, delle due mogli di lui, e di Sabah il ciabattino, di Jemal il commerciante, e della sua audace figlia Samira. Una comunità unita da affetto e da lealtà profonda. Immaginare la vita di suo nonno partendo dalle immagini offuscate dal tempo diventa la sua unica ancora di salvezza. Le storie, i consigli e le vittorie di quell'uomo, che sapeva accogliere e ascoltare, la sostengono mentre impara a destreggiarsi in un mondo ostile, a inseguire un'integrazione piena e dignitosa, a costruirsi una carriera che la porterà dai karaoke dei bar di Roma, tra televisioni private e pubblicità, fino alle interviste con il potere.

L'ultima notizia
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Materiale linguistico moderno

Gaggi, Massimo <1953-> - Bardazzi, Marco <1967->

L'ultima notizia / Massimo Gaggi, Marco Bardazzi

[Milano] : Rizzoli, 2010

Abstract: Il Los Angeles Times ha dichiarato bancarotta prima di essere salvato, il Washington Post resiste a malapena, ovunque le redazioni chiudono, i corrispondenti esteri fanno fagotto e tornano a casa. In tutto il mondo, quotidiani con secoli di storia alle spalle ormai vivono alla giornata. E se fino a qualche tempo fa il web, potente vetrina promozionale, sembrava un utile alleato, oggi infuria una guerra senza quartiere tra chi vuol mettere ogni notizia a portata di click e chi cerca di proteggere contenuti di qualità faticosamente prodotti. Nelle battaglie tra i giovani leoni dell'informatica e le vecchie volpi dell'editoria, sono queste ad avere la peggio, mentre monta l'onda del giornalismo dal basso, con lettori che chiedono di partecipare in maniera sempre più attiva al flusso delle notizie: un cinguettio di Twitter, un link condiviso su Facebook, l'inchiesta fai da te di un blogger, le news di un aggregatore sono ormai più fruibili del classico quotidiano. E l'Apocalisse? In un certo senso siccome dimostrano Massimo Gaggi e Marco Bardazzi in questa disamina felicemente ricca di aneddoti quanto acuminata nell'analisi. Ma ciò non significa che non si possa ripensare e reinventare il giornalismo nell'era di vetro che ci sta regalando un'informazione più trasparente ma più fragile.

Potresti anche dirmi grazie
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Materiale linguistico moderno

Di Stefano, Paolo <1956->

Potresti anche dirmi grazie : gli scrittori raccontati dagli editori / Paolo Di Stefano

Milano : Rizzoli, 2010

Abstract: Nelle officine di Mondadori e di Rizzoli, di Einaudi e di Bompiani, di Garzanti e di Feltrinelli, fino ai microlaboratori di e/o e di minimum fax. Quarant'anni di lavoro editoriale raccontati dalle voci dei protagonisti. Nel retrobottega dell'editoria troviamo i maggiori scrittori italiani e stranieri, più spesso al ristorante o in trattoria che in redazione, con le loro debolezze e le passioni, gli umori e i malumori. Leggere questa memoria orale della letteratura contemporanea è come trovarsi faccia a faccia con Oriana Fallaci che in cucina prepara un fritto di pesce, con Alien Ginsberg che si lancia su un piatto fumante di ravioli, con Sciascia che mette mano al portafogli prima di chiunque, con Simenon che aborre gli oggetti di colore verde, con Ellroy che in piena notte, a Milano, urla: Sono il cane pazzo della letteratura!, con Kerouac sbronzo tra le braccia di mamma-Nanda (Pivano), con Terzani che saluta un amico per l'ultima volta. E poi: Moravia, Morante, Bufalino, Gadda, Calvino, Soldati, Kundera, Rushdie, Harris, Grisham, Eco, Biagi, Manganelli, Bunker, Tamaro, Allende, Tabucchi, Vàzquez Montalbàn, Doris Lessing, Arbasino, Tondelli, Ammaniti e tanti altri. Tutti scrittori che non avete mai visto così da vicino.