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Materiale linguistico moderno

Spitzer, Leo <1887-1960>

Lettere di prigionieri di guerra italiani : 1915-1918 / Leo Spitzer ; a cura di Lorenzo Renzi ; traduzione di Renato Solmi

Milano : Il Saggiatore, 2016

Abstract: Le "Lettere di prigionieri di guerra italiani" ritraggono il momento in cui le voci degli umili - da sempre relegate nell'oralità dei dialetti - si riversarono come un'ondata di piena nell'italiano scritto, spinte dalle urgenze tragiche della guerra, della fame e della lontananza. La loro comparsa segnò un punto di svolta per gli studi storici e linguistici, che si aprirono a una prospettiva dal basso sulla guerra e sulla lingua. Oggi quest'opera capitale del Novecento italiano ed europeo viene riproposta dal Saggiatore in una nuova edizione, che grazie a importanti scoperte filologiche completa le lettere con i nomi dei mittenti, finora coperti dall'oblio, e con preziose correzioni che restituiscono i testi alla loro integrità. Le Lettere non avrebbero mai visto la luce se nel settembre del 1915 Leo Spitzer, allora giovane filologo romanzo, non avesse assunto il ruolo di censore per il ministero della Guerra austro-ungarico. Il suo compito era filtrare la corrispondenza dei prigionieri italiani: una quantità immane e senza precedenti di lettere, scritte da uomini e donne poco o per nulla scolarizzati, spesso più a loro agio con gli attrezzi del lavoro che con una penna o una matita, e quasi sempre più abituati al dialetto che alla lingua. Se si sforzarono di scrivere, fu perché l'abisso tra il mondo che conoscevano e il paesaggio umano che si trovavano di fronte era troppo profondo, e troppo fragili le loro vite davanti all'enormità della guerra.

Lettere dalla Russia
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Materiale linguistico moderno

Custine, Astolphe de <1790-1857>

Lettere dalla Russia : la Russia nel 1839 / Astolphe De Custine ; a cura di Pierre Nora ; traduzione di Paola Messori

Milano : Adelphi, 2015

Abstract: "Il libro più intelligente che sia stato scritto sulla Russia da uno straniero": così Aleksandr Herzen definì la raccolta delle lettere di Astolphe de Custine, pubblicate nel 1843 e immediatamente tolte dalla circolazione in tutto l'impero per volontà dello zar Nicola I. Cento anni dopo, lo stesso giudizio veniva espresso dalla Società editrice dei detenuti ed esiliati politici, che ne aveva promosso una nuova traduzione - ancora una volta clandestina: giacché il libro, fugacemente riapparso dopo la rivoluzione, era stato subito vietato da un altro regime, quello sovietico. Un'opera decisamente pericolosa, dunque, ma che non ha mai smesso di circolare sottobanco: perché, come scrive lo storico francese Pierre Nora, l'autore "sembra aver anticipato di un secolo la critica del bolscevismo, dicendo tutto quello che occorreva dire, o quasi tutto". In queste pagine il lettore troverà una descrizione della società russa di una perspicacia stupefacente, di una chiaroveggenza profetica e di una vivida forza narrativa. Davanti ai nostri occhi si dispiega, con la potenza di un dipinto di Goya, la tirannide zarista con caratteri che coincidono in modo impressionante con quelli del totalitarismo staliniano e dei suoi epigoni post-perestrojka: un'oppressione che si traveste da amore per l'ordine, la segretezza che presiede a ogni cosa, il fanatismo dell'obbedienza, i millantati progressi - in breve, "il governo della menzogna, dell'inganno, della corruzione".

Guerra e amore
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Materiale linguistico moderno

Guerra e amore / [a cura di Claudia Cencini)

[S.l.] : Stampa alternativa/Nuovi Equilibri, 2014

Eretica speciale

Abstract: "Per anni ho girato per mercatini, e non solo, alla ricerca di lettere d'amore dal fronte delle due guerre e quelle che mi toccavano fino alle lacrime le ho acquistate per non disperdere un patrimonio di sentimenti germogliati dal fango, dalle pietre del Carso, dalla polvere delle trincee. Ricordo la faccia di un rigattiere che mi squadrava come se avesse di fronte una mezza pazza intenta a rovistare tra mazzette di cartoline militari con la foga di chi cerca un tesoro. Non sa che l'ho trovato ed è dentro a queste pagine." (Claudia Cencini)

Lettere di prigionieri di guerra italiani
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Materiale linguistico moderno

Spitzer, Leo <1880-1960>

Lettere di prigionieri di guerra italiani : 1915-1918 / Leo Spitzer ; presentazione di Lorenzo Renzi ; nota linguistica di Laura Vannelli ; traduzione di Renato Solmi

Torino : Boringhieri, 2014

Abstract: Durante la Grande Guerra accadde qualcosa di cui gli assalti, le trincee, la prigionia e l'onnipresenza della morte furono la micidiale occasione, ma che ebbe natura tanto incruenta quanto dirimente: l'italiano popolare passò dall'oralità dialettale alla scrittura. La lontananza da casa fece sì che una quantità enorme di corrispondenza intercorresse tra i soldati e i loro familiari, mogli, fidanzate e amici. Lettere e cartoline di persone semplici, poco istruite, testimoniavano con grafia incerta e balbettii stilistici del confronto in atto tra il dialetto e la parola scritta, e dei suoi effetti ibridanti e contorsivi su lessico e sintassi. Della rivoluzione linguistica maturata tra formule convenzionali di saluto ed emozioni universali difficili da esprimere, tentativi maldestri di criptare passaggi delicati e improvvisi abbandoni a guizzi di spirito, si accorse per primo un giovane filologo austriaco che lavorava per il fronte nemico. Leo Spitzer, la cui futura grandezza di studioso si annunciò proprio allora, era un funzionario dell'Ufficio di censura militare di Vienna addetto al flusso postale di prigionieri sia appartenenti al Regno d'Italia sia italofoni imperialregi, come trentini, friulani o istriani. Osservatorio privilegiato per chi, come lui, preferiva di gran lunga "penetrare nella biologia della lingua" piuttosto che respirare "il tanfo polveroso di una scienza squallida", che avrebbe contribuito a svecchiare.

La tregua di Natale
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Materiale linguistico moderno

La tregua di Natale : lettere dal fronte / a cura di Alberto Del Bono

Torino : Lindau, 2014

Abstract: Mentre osservavo il campo ancora sognante, i miei occhi hanno colto un bagliore nell'oscurità. A quell'ora della notte una luce nella trincea nemica è una cosa così rara che ho passato la voce. Non avevo ancora finito che lungo tutta la linea tedesca è sbocciata una luce dopo l'altra. Subito dopo, vicino alle nostre buche, così vicino da farmi stringere forte il fucile, ho sentito una voce. Non si poteva confondere quell'accento, con il suo timbro roco. Ho teso le orecchie, rimanendo in ascolto, ed ecco arrivare lungo tutta la nostra linea un saluto mai sentito in questa guerra: Soldato inglese, soldato inglese, buon Natale! Buon Natale!. Fronte occidentale, vigilia di Natale 1914: senza che nulla sia stato concordato, i soldati degli opposti schieramenti cessano il fuoco. Si accendono candele, si cantano inni di Natale. Comincia un botta e risposta di auguri gridati da parte a parte, fino a che qualcuno si spinge fuori dalla propria trincea per incontrare il nemico e stringergli la mano. La tregua di Natale fu un atto straordinario e coraggioso che partì da semplici soldati mossi da sentimenti di profonda umanità e fratellanza. Rileggere oggi, a distanza di cento anni, le lettere spedite dal fronte che raccontano quel gesto di spontanea e generosa insubordinazione ci commuove e ci interroga: è davvero impossibile costruire un mondo pacifico e solidale?

Attraverso l'Italia del Rinascimento
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Materiale linguistico moderno

Gonzaga, Alessandro <1427-1466>

Attraverso l'Italia del Rinascimento : lettere di Alessandro Gonzaga ai marchesi Ludovico e Barbara (1458-1466) / a cura di Massimo Marocchi, Piervittorio Rossi

Mantova : Accademia Nazionale Virgiliana di Scienze Lettere e Arti, 2014

Nel caso non ci rivedessimo
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Materiale linguistico moderno

Sacerdoti, Giorgio <1943->

Nel caso non ci rivedessimo : una famiglia tra deportazione e salvezza 1938-1945 / Giorgio Sacerdoti ; prefazione di Arrigo Levi

[Milano] : Archinto, 2013

Abstract: Nel caso non ci rivedessimo... sono le parole purtroppo profetiche dell'ultima lettera spedita da Siegmund Klein alla figlia Ilse in Italia dal nascondiglio di Amsterdam, pochi giorni prima del suo arresto da parte della Gestapo nell'ottobre 1943. Quindici giorni dopo Siegmund veniva deportato ad Auschwitz, proprio mentre Ilse e il marito milanese Piero Sacerdoti, conosciuto nel 1938 a Parigi e sposato a Marsiglia nel 1940, riuscivano a salvarsi in Svizzera. Nelle braccia di Piero il loro neonato Giorgio, l'autore di questo libro, il bimbo di cui Siegmund scriveva non lo potrò mai vedere altrimenti che in fotografia. I sommersi e i salvati secondo l'espressione di Primo Levi. E tra i sommersi, insieme al padre, gli altri famigliari di Ilse: la mamma Helene, morta in Olanda sotto falso nome, e il fratello Walter di soli 22 anni, arrestato in Francia mentre cercava di raggiungere la sorella. Il carteggio tra i genitori e Ilse nell'Europa in guerra, tra Germania, Olanda, Francia, Svizzera, Italia, miracolosamente preservatosi, riemerge dopo settant'anni, col suo carico di affetti, di preoccupazioni, di speranze. Una vicenda che a distanza di decenni si conclude nel 2011 con la riconciliazione ideale dei figli di Ilse con quella Colonia da cui i nonni dovettero fuggire nel 1938: con la posa delle pietre d'inciampo con i loro nomi davanti alla casa dove avevano abitato, alla presenza del sindaco e degli studenti del liceo dove Walter aveva studiato. Prefazione di Arrigo Levi.

Lettere famigliari
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Materiale linguistico moderno

Cadorna, Luigi <1850-1928> - Cadorna, Luigi <1850-1928>

Lettere famigliari / Luigi Cadorna ; a cura di Raffaele Cadorna

Milano : A. Mondadori, 1967

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