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× Autore Alessandro Portelli

Trovati 56 documenti.

La fiera delle falsità. Via Rasella, le Fosse Ardeatine, la distorsione della memoria
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Klinkhammer, Lutz - Portelli, Alessandro

La fiera delle falsità. Via Rasella, le Fosse Ardeatine, la distorsione della memoria

Donzelli Editore, 15/05/2024

Abstract: Il 24 marzo 1944, 335 persone vengono fucilate a Roma, nelle Cave Ardeatine. Non è l'unico crimine nazifascista in Italia né quello più sanguinoso. Eppure, a ottant'anni di distanza, continua a suscitare polemiche. Perché quella strage produce ancora oggi leggende, racconti sbagliati, falsificazioni, errori, menzogne? A partire da questo interrogativo prende avvio il dialogo tra Lutz Klinkhammer e Alessandro Portelli: uno storico tedesco, autore di studi decisivi sull'occupazione nazista in Italia, e uno dei fondatori della storia orale, che con L'ordine è già stato eseguito ha segnato una tappa fondamentale nella ricerca sulle Ardeatine. In questo ascolto reciproco, i due approcci si arricchiscono a vicenda, illuminando tutti gli aspetti di un crimine nazista – e del suo rapporto con l'azione partigiana di via Rasella – che rappresenta tuttora una ferita aperta. Se infatti la composizione delle vittime – provenienti da tutta Italia (e non solo), appartenenti a tutte le classi sociali e a tutte le famiglie politiche – ne fa un evento unificante, la memoria pubblica, inquinata da falsificazioni, ne fa un evento divisivo, in un paese che stenta a riconoscersi nella fondazione costituzionale antifascista. Attorno alle Fosse Ardeatine si è addensato un senso comune che rovescia le responsabilità del massacro accusando i partigiani di non averlo prevenuto consegnandosi ai nazisti – quando in realtà l'idea di condizionare la rappresaglia alla resa dei partigiani non fu mai presa in considerazione. Una falsa narrazione che è diventata un pretesto per mettere in discussione l'intera moralità della Resistenza. Aspetto, quest'ultimo, che nel volume viene sviscerato e ampliato, affrontando, su tutti i versanti, le domande sulla legittimità e i limiti dell'uso della violenza, sulla difficoltà di riconoscere l'umanità delle vittime e fare i conti con quella dei perpetratori, sui meccanismi culturali messi in moto quando si tratta di rimuovere e mistificare le responsabilità.

Roma '44
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Materiale linguistico moderno

Roma '44 : lettere dal carcere di via Tasso di un ragazzo martire delle Fosse Ardeatine / Orlando Orlandi Posti ; introduzione di Alessandro Portelli ; interventi di Camillo Brezzi, Umberto Gentiloni Silvestri, Loretta Verri

Roma : Donzelli, 2024

Saggine ; 289

Abstract: «Ora stando in questa cella e malgrado il continuo stato d’inedia e di torpore che occupa la maggior parte della giornata son riuscito a fermarmi su quella decisione del mio avvenire, voglio diventare medico… io amo l’indipendenza assoluta e perciò questa professione me ne dà la possibilità, è una professione in cui il lavoro e lo studio sono in continuo esercizio, insomma soddisferebbe la maggior parte dei miei desideri. È una decisione alquanto azzardata perché mamma dovrebbe seguitare una vita piena di sacrifici per ancora diversi anni ed io non vorrei». Dieci giorni prima di essere fucilato alle Fosse Ardeatine, Orlando aveva compiuto diciott’anni nel carcere di via Tasso a Roma. Vi era stato rinchiuso il 3 febbraio, per aver preso parte ad alcune azioni della Resistenza, catturato dalle SS durante una retata nel quartiere di Montesacro. Prima di mettersi in salvo, Orlando era corso ad avvisare i compagni, e poi a salutare Lella (Marcella), la ragazza che amava, ma era caduto in trappola. Nel buio della prigione, Orlando Orlandi Posti, detto Lallo, torturato, morso dalla fame, tra momenti di sconforto e abbattimento e altri di improvvisa speranza e fiducia, in cui si slancia in piani di studio e di lavoro per il futuro, cerca il contatto con l’esterno, con la madre, con Marcella. E allora scrive, racconta di sé, di quello che sta vivendo, di quello che prova, e lo fa sfruttando pezzetti di carta che nasconde nella biancheria da lavare. I piccoli fogli che compongono questo diario sono una testimonianza preziosa, di cui ciò che impressiona è proprio l’apparente, drammatica, «quotidianità» del loro contenuto. Orlando è un ragazzo che pensa di avere una vita davanti a sé, ripercorre la breve esistenza trascorsa e matura finalmente una decisione che accarezzava da un po’: uscito dal carcere studierà con fervore, vuole diventare medico, capisce d’essere nato per questo, per aiutare gli altri, si iscriverà alla Facoltà di Medicina: «mi sento spinto da un intimo altruismo a fare del bene a tutti gli esseri umani», confessa a Marcella. Il 24 marzo 1944 viene ucciso. Portato alla luce grazie all’attento lavoro dell’Archivio Diaristico di Pieve Santo Stefano e pubblicato per la prima volta nel 2004, il diario di Orlando in questi venti anni – come ci ricorda Loretta Veri nel suo contributo – ha dato il via a numerose iniziative che ne hanno riverberato la storia nelle scuole, nei teatri, in televisione, in libreria, sui social media, nei musei, creando connessioni e nuovi stimoli che rendono Orlando Orlandi Posti vivo nella memoria di tanti. Nell’ottantesimo anniversario dell’eccidio delle Fosse Ardeatine, il diario torna in libreria in una nuova edizione, arricchita dagli interventi di Camillo Brezzi e Umberto Gentiloni Silveri, e da una nuova Introduzione di Alessandro Portelli che a quei tragici eventi del 1944 ha dedicato le pagine indimenticate de L’ordine è già stato eseguito.

La fiera delle falsità
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Materiale linguistico moderno

Klinkhammer, Lutz <1960-> - Portelli, Alessandro <1942->

La fiera delle falsità : Via Rasella, le Fosse Ardeatine, la distorsione della memoria / Lutz Klinkhammer, Alessandro Portelli

Donzelli, 2024

Dal rosso al nero. La svolta a destra di una città operaia. Terni, laboratorio d'Italia
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Portelli, Alessandro

Dal rosso al nero. La svolta a destra di una città operaia. Terni, laboratorio d'Italia

Donzelli Editore, 31/10/2023

Abstract: Cosa è successo alla classe operaia nel nostro paese? Perché non è più la sinistra il suo "naturale" punto di riferimento e sempre più spesso il suo orizzonte politico si tinge di nero? Alessandro Portelli indaga questa vera e propria "mutazione antropologica" andando sul campo di una realtà emblematica, raccogliendo decine di storie e testimonianze di una città storicamente rossa, sede di una delle industrie più rilevanti del nostro territorio, con una lunga tradizione di scioperi e battaglie operaie, che decide di allontanarsi dalla sua storia e passare "dall'altra parte", consegnandosi prima nelle mani di un'amministrazione di estrema destra e, cinque anni dopo, di un tycoon di provincia che aspira ad essere il nuovo Berlusconi. La città è Terni, a cui Portelli ha dedicato decenni di ricerche nell'ambito della storia orale, intervistando centinaia di persone, studiandone l'anima più profonda; in queste pagine prova ora a tracciarne l'itinerario degli ultimi dieci anni, "dal rosso al nero". Terni è stata la prima città importante fuori del Nord a scegliere un'amministrazione leghista, ma anche la prima a sconfiggere in modo inopinato una coalizione di destra guidata da Fratelli d'Italia che sembrava destinata a un facile trionfo: in questo senso, si configura come una sorta di laboratorio, in cui la storia nazionale si manifesta in forme più estreme e clamorose. Processi di deindustrializzazione, crisi della sinistra, disorientamento culturale e identitario, crisi ambientale e sanitaria – ma anche debolezza di una destra senza spessore, litigiosa, culturalmente inadeguata, campanilista ma sospinta al potere da paure e insicurezze (criminalità, droga, immigrazione, revisionismo storico): la storia di questa città che invecchia, ma che ha perso il suo fulcro ("Terni è una città che ha dichiarato guerra alla propria storia", denuncia uno degli intervistati) e fatica a immaginarsi un futuro, rischia di essere sempre di più la storia dell'intero paese.

Sotto un sole metallico
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Tarantelli, Carole Beebe ‎ <1942->

Sotto un sole metallico : la mia vita raccontata a Alessandro Portelli / Carole Beebe Tarantelli

Donzelli, 2023

Abstract: 27 marzo 1985. Ezio Tarantelli cancella gli appunti sulla lavagna dell'aula 3 della facoltà di Economia della Sapienza di Roma. La lezione è finita, saluta gli studenti, raggiunge il parcheggio e sale sulla sua Citroen rossa. Lo aspettano in due, gli sparano in pieno volto. Sul tergicristallo rimane la rivendicazione delle Brigate rosse. Settanta pagine per dire che il salario si difende con il fucile. Tarantelli, il brillante allievo di Franco Modigliani, il consulente del servizio studi della Banca d'Italia, il presidente dell'Istituto di studi e economia del lavoro della Cisl, l'economista che «voleva lavoro per tutti», muore così, a 44 anni, crivellato di colpi. Carole Beebe Tarantelli, psicoanalista, femminista, docente alla Sapienza e poi parlamentare, che di quell'uomo era la moglie, negli anni ha dovuto arginare il grumo di sofferenza enorme che questa tragedia le ha provocato: «Non ho avuto più indietro la mia vita. Tutto quello che avevo costruito sino a quel momento è stato spazzato via». Carole conosce Ezio Tarantelli a Cambridge nel 1966 e decide poi di seguirlo a Roma, dove la loro storia, e quella del figlio Luca, viene violentemente spezzata. In questo libro, Carole Tarantelli racconta la propria vita a un singolo ascoltatore d'eccezione, Alessandro Portelli, che si è scelta come mediatore, a metà strada fra il pubblico e il personale. Grazie all'incontro con la vita di Ezio, la vicenda biografica di Carole diventa una storia di due mondi, in cui i sobborghi di Pittsburgh, dove è nata e cresciuta, si incrociano con i quartieri e le borgate di Roma, il '68 americano con quello italiano, il Vietnam con l'autunno caldo. Attraverso la storia di Ezio, la vita di Carole incrocia la tragedia di mezzo secolo di storia italiana.

I fatti di Genova
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Proglio, Gabriele <1977->

I fatti di Genova : una storia orale del G8 / Gabriele Proglio ; prefazione di Alessandro Portelli

Donzelli, 2021

Abstract: Vent’anni sono passati dal G8 di Genova, da quei giorni caldissimi del luglio del 2001 che hanno segnato la coscienza di diverse generazioni. Eppure, Genova rappresenta un tabù dal punto di vista storiografico: è stata oggetto di un complesso processo memoriale, che forse deriva dalla difficoltà di dare un senso a ciò che avvenne, tra lotta, resistenza e repressione. È tempo ormai di interrogare le memorie di chi partecipò, tentando di ricostruire l’eterogeneità delle piazze ed evitando di riprodurre narrazioni vittimali. A questo scopo, non vi è strumento più efficace della storia orale perché, come scrive Alessandro Portelli nella prefazione al volume, consente di vedere nell’evento non una massa indistinta ma un incontro di persone, con una storia e un nome, e, al contempo, ne espande i confini, trasformando l’evento accaduto in evento ricordato, senza fine né inizio. Gabriele Proglio pone le fonti orali in dialogo con il racconto mediatico di Genova, dando vita a una ricerca unica che ricostruisce i processi di memoria legati al G8, sulla base di decine di testimonianze di chi, in modi diversi, ha partecipato a quelle giornate. Un intreccio di memorie pubbliche e private da cui scaturisce un racconto potente: da un lato, la cronaca mediatica, che ha imposto nell’immaginario l’idea delle devastazioni operate dai black bloc e delle violenze delle forze dell’ordine; dall’altro, i racconti di chi ha preso parte, talvolta involontariamente, a ciò che nel ricordo diventa una vera e propria guerra. Anche le amnesie e i silenzi rientrano nella narrazione: la paura di raccontarsi, l’ansia di riportare al presente violenze efferate, l’angoscia di non essere compresi. Lo studio di queste memorie restituisce un quadro storico nel quale il G8 emerge come un evento periodizzante per la storia contemporanea, facendo di Genova «un luogo della mente e del cuore», come scrive ancora Portelli: «che ci fossimo o no allora, anche grazie a libri come questo, a Genova ci stiamo, adesso».

Il ginocchio sul collo
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Portelli, Alessandro <1942->

Il ginocchio sul collo : l’America, il razzismo, la violenza tra presente, storia e immaginari / Alessandro Portelli

De, Donzelli, 2020

Abstract: «C’è qualcosa di mitologico nell’immagine del poliziotto col ginocchio piantato sul collo di George Floyd: san Giorgio che calpesta il drago sconfitto, la divinità purissima che schiaccia il serpente, il cacciatore bianco sull’elefante ucciso in safari. Sono figure della vittoria della virtù sulla bestia, della civiltà sul mondo selvaggio… E del bianco sul nero. Ma in questa immagine il senso si capovolge: l’animale è quello che sta sopra e calpesta, e la vittima calpestata è quella che invoca il più umano e insieme il più simbolico dei diritti: il respiro». L’assassinio di George Floyd, afroamericano ucciso da un poliziotto bianco durante l’arresto il 25 maggio 2020 a Minneapolis, ha scoperchiato l’intreccio di contraddizioni e ingiustizie del nostro tempo. A protestare sono scesi in piazza non solo i suoi fratelli e le sue sorelle afroamericani, ma anche bianchi, ispanici, uomini e donne, soprattutto giovani, che sentono sul collo il ginocchio mortale delle crescenti diseguaglianze. L’impressionante e ininterrotta sequenza di brutali violenze di stato da parte della polizia contro gli afroamericani continua ad accompagnare, come un sottofondo inquietante, la campagna elettorale per la presidenza degli Stati Uniti, e le immagini delle rivolte sono ormai sempre più sotto i nostri increduli occhi di cittadini europei. In questo libro Alessandro Portelli, con la sua capacità di intrecciare con straordinaria fluidità racconto storico e immaginari letterari, simbolici e musicali, ripercorre le vicende che hanno portato a quella scena, dalle ribellioni che l’hanno seguita agli eventi che l’hanno preparata nell’ultimo decennio, alla memoria di alcune grandi rivolte della storia afroamericana, mostrando come questa morte sia l’ultimo episodio di una vicenda secolare, lungamente inascoltata fino a che le vittime non hanno imposto la loro presenza, la loro voce, i loro corpi. Ma non mancano riferimenti alla realtà italiana perché la violenza di stato riguarda anche noi, basti pensare ai casi Cucchi e Aldrovandi, così come le icone del potere di tutti i tempi che prendono corpo nelle statue dei generali sudisti negli Usa come, nel nostro paese, nei monumenti fascisti sono apparentemente mute testimonianze di un passato inglorioso di razzismi, schiavizzazioni e dominazioni. La cosiddetta «furia iconoclasta» che si accanisce sui marmi racconta di una realtà in cui ci si accanisce sui corpi, e non di marmo: «la distruzione di tanti meravigliosi giovani, vere e incomparabili statue policrome», è anch’essa un vandalismo, per dirla con Proust. Quelle icone continuano a celebrare e a mettere sotto i nostri occhi una storia che diventa presente ogniqualvolta la polizia uccide o spara alle spalle a un nero come se niente fosse. Riecheggiano qui le parole di Huckleberry Finn che Portelli cita in apertura del libro: «S’è fatto male qualcuno?». «Nossignora, è morto un negro». Perché anche per il senso comune di oggi le vite dei neri contano poco, o niente.

Dalla parte degli ultimi
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Sardelli, Roberto <1935-2019>

Dalla parte degli ultimi : una scuola tra le baracche di Roma / Roberto Sardelli e Massimiliano Fiorucci ; prefazione di Alessandro Portelli

Donzelli, 2020

Abstract: Roma, fine anni Sessanta, borgata dell'Acquedotto Felice: centinaia di migranti provenienti dal Centro-sud vivono nelle baracche. Un giovane prete, Roberto Sardelli, decide che è quello il posto in cui andare a vivere; non solo: è il luogo ideale per fare una scuola. E quella che nascerà nella baracca n. 725 sarà una delle più straordinarie iniziative di pedagogia popolare mai realizzate in Italia. Le lezioni di don Sardelli, basate sul nesso tra istruzione e riscatto sociale, non forniscono solo nozioni, ma trasformano la testa dei giovani. La miseria e l'emarginazione possono essere sconfitte attraverso la presa di coscienza della propria condizione e attraverso lo studio: questa è la lezione più importante che i ragazzi apprendono. Rivoluzionare sé stessi per rivoluzionare la realtà in cui si vive e la realtà che appare più remota, ma in cui ci si rispecchia. Tutto ciò nella «dolorosa coscienza - scrive Alessandro Portelli nella prefazione - che per gli "ultimi" ogni conquista è pagata con pesanti prezzi umani ed è anche precaria e spesso deludente».

Radio clandestina
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Celestini, Ascanio <1972->

Radio clandestina : memoria delle Fosse Ardeatine / Ascanio Celestini ; postfazione di Alessandro Portelli ; nota di Mario Martone

Einaudi, 2020

Abstract: La maggior parte delle strade dedicate ai morti delle Ardeatine si trova in periferia. Perché da lí venivano tanti degli antifascisti giustiziati. Spesso in quelle strade ci sono anche delle targhe. Ognuna di loro porta scritto un nome - Antonio, Giovanni, Pasquale - e racconta qualcosa di importante, qualcosa che si dovrebbe ricordare. Passandoci accanto distratti si può però pensare raccontino una storia corta come un trafiletto nei libri di scuola. Ma se la stessa storia la si ascolta invece dalla voce della sorella di Antonio, del padre di Pasquale o della moglie di Giovanni, allora si trasforma in una vicenda iniziata il 24 marzo del 1944 che non potrà finire finché qualcuno ne avrà il ricordo. Da queste memorie senza fine parte Ascanio Celestini per ricostruire l'azione di via Rasella e la rappresaglia nazista che la seguí. Sono memorie incomplete, conflittuali, irrisolte, che si incontrano in un racconto asciutto e struggente che, senza retorica, ricostruisce la verità storica e insieme tutta l'umana piccolezza di quelle vite perdute.

Malcolm X. Tutte le verità oltre la leggenda. La biografia "definitiva" del grande leader nero
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Marable, Manning - Portelli, Alessandro - Ciappa, Alessandro - Matullo, Marianna

Malcolm X. Tutte le verità oltre la leggenda. La biografia "definitiva" del grande leader nero

Feltrinelli Editore, 18/04/2019

Abstract: Tra le figure importanti della storia americana del XX secolo, poche sono così complesse e controverse come quella di Malcolm X. Spacciatore, operaio, predicatore, leader politico, è infine diventato, dopo il suo assassinio, un'icona per intere generazioni. La nuova biografia di Malcolm scritta da Manning Marable è un evento. Frutto di vent'anni di indagini su documenti privati e pubblici a lungo coperti dal silenzio e di ostinate ricerche di tutti gli amici e compagni di Malcolm, ma anche di tutti i suoi nemici, molti dei quali non avevano mai accettato di parlare, il libro rappresenta il ritratto più completo che sia mai stato tracciato di questo grande leader. Persino l'"Autobiografia", che pure è un documento importantissimo, è in ultima istanza elusiva, essendo il risultato delle reticenze di Malcolm e delle sottili manipolazioni di Alex Haley. Capire davvero Malcolm X ci impone quindi di andare più a fondo: dobbiamo saperne di più sulla sua morte, dietro la quale si nasconde una storia di tradimenti e di corruzione. Quello di Marable è dunque il libro definitivo: proprio scavando nelle contraddizioni e nelle debolezze dell'uomo, la figura di Malcolm emerge in tutta la sua grandezza. Non un santo e neppure un eroe, ma un uomo che non smise mai di lottare per reinventare continuamente se stesso, dando voce alle istanze più profonde dell'America nera.Premio Pulitzer come miglior saggio storico.

Malcom X
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Manning, Marable <1950-2011>

Malcom X : tutte le verità oltre la leggenda / Manning Marable ; introduzione di Alessandro Portelli ; traduzione di Alessandro Ciappa e Marianna Matullo

Feltrinelli, 2019

Abstract: Tra le figure che dominano la storia americana del XX secolo, poche sono così complesse, multiformi e controverse come quella di Malcolm X. Di volta in volta criminale, predicatore, leader politico, è infine diventato, dopo il suo assassinio, un'icona per intere generazioni. La nuova biografia di Malcolm scritta da Manning Marable, frutto di anni di indagini su documenti privati e pubblici a lungo coperti dal silenzio e di ostinate ricerche di tutti gli amici e compagni di Malcolm, ma anche di tutti i suoi nemici, molti dei quali non avevano mai accettato di parlare, presenta un ritratto completo dell'uomo che Ossie Davis ha definito la nostra umanità nera. I dettagli della sua vita erano stati finora fissati in una rigida narrazione familiare, fino a tessere una storia, raccontata più volte da scrittori, storici, registi, che però e riuscita a catturare solo un brandello della vita e dell'azione di Malcolm. Persino l'Autobiografia, che pure è un documento importantissimo, e che ha formato la base di tutto ciò che pensiamo di sapere su di lui, è in ultima istanza elusiva, essendo il risultato delle reticenze di Malcolm e delle sottili manipolazioni del suo collaboratore, Alex Haley. Capire davvero Malcolm X ci impone di andare più a fondo, per trovare la fonte della sua rabbia così forte e del suo così intenso carisma: dobbiamo saperne di più sulla sua morte, dietro la quale si nasconde una storia di tradimenti e di corruzione, terrificante per le ombre che getta anche sul presente.

Bob Dylan, pioggia e veleno
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Materiale linguistico moderno

Portelli, Alessandro <1942->

Bob Dylan, pioggia e veleno : "Hard rain", una ballata fra tradizione e modernità / Alessandro Portelli

Donzelli, 2018

Abstract: Due cantautori, su tutti gli altri, hanno dato voce al sentimento dell’America profonda, incarnandone nella maniera più autentica l’anima popolare: Bruce Springsteen e Bob Dylan. Dopo avere consacrato a Springsteen (e alla sua canzone «Badlands») un libro memorabile, Portelli si dedica ora a Dylan, e sceglie come emblema e protagonista del libro «Hard Rain», la canzone che Dylan incise per la prima volta nel 1962, agli esordi della sua attività. Non è certo un caso se, durante la cerimonia dell’assegnazione a Dylan del premio Nobel per la letteratura 2016, la canzone che Patti Smith scelse di cantare fu proprio «A Hard Rain’s A-Gonna Fall». Ed è ormai largamente noto il giudizio espresso dalla rivista «Rolling Stone», che l’ha definita «la più grande canzone di protesta scritta dal più grande autore di canzoni della sua epoca». Meno noto è che Dylan ha costruito «Hard Rain» a partire da un intenso dialogo con un’antichissima ballata di tradizione orale, il «Testamento dell’avvelenato», di cui si trova traccia addirittura nell’Italia del Seicento, e che si diffuse in tutto il mondo anglosassone, col titolo di «Lord Randal», per passare poi in America attraverso i canali propri della tradizione orale. Esplorando le relazioni fra queste due canzoni, il libro mostra come il testo di Dylan si alimenti della profondità storica incorporata nell’antica ballata, la proietti verso un immaginario contemporaneo, e li illumini entrambi. In quel momento, Dylan è immerso nel folk revival, ma si prepara a uscirne; è come se fosse «in bilico fra mondi», scrive Portelli, in un momento di «prodigioso equilibrio che neanche lui avrebbe mai più ritrovato con altrettanta potenza». Grazie a un confronto serrato con le forme della canzone narrativa popolare e della sua storia plurisecolare, il libro scava nell’immaginario di Dylan, nella sua visione della storia e del futuro, dall’incombente minaccia nucleare ai disastri ecologici del nostro tempo, mettendo in luce il rapporto che il grande folksinger intrattiene con i linguaggi della musica, della poesia, dell’industria culturale. Ne emerge una lettura di Bob Dylan la cui unicità consiste nel collocarsi sapientemente, come solo un artista della parola cantata può fare, nel punto in cui si incontrano oralità e scrittura, testo e performance, folklore e popular culture, fra la globalizzazione dei movimenti e delle culture orali e quella dell’industria culturale. Al bivio fra due possibili vie della storia, apocalisse o liberazione.

Romanzi
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Materiale linguistico moderno

Morrison, Toni <1931-2019> - Morrison, Toni <1931-2019>

Romanzi / Toni Morrison ; a cura e con un saggio introduttivo di Alessandro Portelli ; e uno scritto di Marisa Bulgheroni ; cronologia di Chiara Spallino Rocca ; traduzioni di Franca Cavagnoli, Silvia Fornasiero e Chiara Spallino Rocca

Mondadori, 2018

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Abstract: Il tragico percorso di Sethe, indomabile donna nera all'epoca della guerra civile americana, per la conquista della libertà. Attraverso la schiavitù, l'amore materno e il peso di un indicibile segreto.

Storia degli Stati Uniti d'America
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Materiale linguistico moderno

Foner, Eric <1943->

Storia degli Stati Uniti d'America : la "libertà americana" dalle origini a oggi / Eric Foner ; postfazione di Alessandro Portelli ; traduzione di Annalisa Merlino

Donzelli, 2017

Abstract: «Nessun'altra idea, più di quella di libertà, è così fondamentale per l'immagine che gli americani hanno di se stessi, come individui e come nazione». Il concetto di libertà, in America, è sempre stato terreno di lotta, soggetto a interpretazioni molteplici e concorrenti. La parola freedom, affascinante e ambigua, è già nella Dichiarazione d'Indipendenza e segna le fasi più importanti della storia del paese, tanto da essere presente in contesti diversi come le manifestazioni per i diritti civili e i discorsi di guerra post-11 settembre. A ben vedere, tutta la vicenda americana si riassume in questo concetto chiave: una verità vivente e incontrovertibile, per alcuni americani; un paravento e una crudele menzogna per altri. Dalla rivoluzione settecentesca ai giorni nostri, per gli americani la libertà è stata insieme una terra promessa e un campo di battaglia, il più forte legame culturale e la più pericolosa linea di tensione. Gli Stati Uniti nascono con la dichiarazione che annovera la libertà tra i diritti inalienabili, poi in Costituzione si propongono di assicurarne a tutti i benefici; per essa, o contro di essa, è stata combattuta la Guerra civile; in suo nome si è ripetuta la battaglia contro la schiavitù e l'apartheid. E, infine, la difesa della libertà anche al di fuori dei propri confini è stato il criterio ispiratore - e insieme lo schermo ideologico - della politica estera americana, dalla seconda guerra mondiale alla guerra fredda, da Cuba al Vietnam, dalla guerra del Golfo a quella in Siria, come l'autore sostiene con forza nella nuova introduzione scritta appositamente per questa edizione italiana. Come nota Alessandro Portelli nella sua postfazione, la sottolineatura dei limiti della libertà americana non diventa per Foner l'occasione per una distruzione del mito americano, ma contribuisce piuttosto a rafforzare il senso di quanto centrale sia l'idea di libertà nell'identità di un paese che, pur nelle sue evidenti contraddizioni, non smette mai di cercarla.

Calendario civile
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Materiale linguistico moderno

Calendario civile : per una memoria laica, popolare e democratica degli italiani / a cura di Alessandro Portelli ; saggi di: Adachiara Zevi ... [et al.]

Roma : Donzelli, 2017

Saggine ; 283

Abstract: Saggi di Renata Ago, Quinto Antonelli, Angiolina Arru, Anna Bravo, Guido Crainz, Cesare Bermani, Anna Foa, Vittoria Franco, Umberto Gentiloni, Gabriella Gribaudi, Gad Lerner, Salvatore Lupo, Luigi Manconi e Federica Graziani, Claudio Natoli, Raoul Pupo, Alessandro Portelli, Vanessa Roghi, Gianpasquale Santomassimo, Benedetta Tobagi, Alessandro Triulzi, Nadia Urbinati, Adachiara Zevi.

La città dell'acciaio
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Materiale linguistico moderno

Portelli, Alessandro <1942->

La città dell'acciaio : due secoli di storia operaia / Portelli Alessandro

Roma : Donzelli, 2017

Saggi. Storia e scienze sociali

Abstract: Due secoli e una città. Attraverso l'uso magistrale delle sue fonti predilette - le testimonianze orali - Alessandro Portelli porta a compimento, con questo libro di sintesi, una ricerca storica di grande respiro, perseguita lungo il corso di quarant'anni: oltre duecento interviste che coprono almeno un secolo, dai più anziani, nati prima del 1890, ai più giovani, nati dopo il 1980. Tra la piccola dimensione urbana e l'incombente mole dell'impianto siderurgico, si muove il protagonista collettivo di questa storia: la classe operaia di Terni, forte delle sue memorie risorgimentali, legata a filo doppio alla nascita della grande industria, ai suoi complessi sviluppi, e alla fine alla sua crisi fatale. Due secoli di un'Italia che passa dall'universo rurale a quello postindustriale attraverso la storia, epocale ed effimera, complicata e a suo modo esemplare, della rivoluzione industriale e delle sue culture. Si assiste così, seguendo il racconto scandito dalla voce dei protagonisti, dapprima alla formazione di una centralità industriale che sembrava invincibile, e poi al suo declino, preparato dal sistematico smantellamento, pezzo dopo pezzo. Insieme alla fabbrica, è un mondo intero ad andare in frantumi, con il progressivo e inesorabile sfaldamento di un'identità operaia che aveva nella dimensione collettiva della condivisione e della lotta la sua modalità di espressione privilegiata. E l'affresco corale prende forma attraverso i dettagli puntuali e minuti, potenti e precisi, della storia orale, delle memorie personali, della vita quotidiana, che ci proiettano all'indietro verso il Risorgimento e la formazione della nazione, e al tempo stesso in avanti, verso un futuro globale nebuloso e imperscrutabile.

Romanzi nel tempo
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Materiale linguistico moderno

Romanzi nel tempo : come la letteratura racconta la storia / Alessandro Barbero ... [et al.] ; con una premessa di Paolo Di Paolo

Roma [etc.] : Laterza, 2017

I Robinson. Letture

Abstract: Raccontare la storia attraverso i romanzi riserva molte sorprese... Con Guerra e pace, La capanna dello zio Tom, Madame Bovary, Il Gattopardo, Arcipelago Gulag, Tropico del Cancro, Il partigiano Johnny, Se non ora, quando?, Il padrino, nove storici ci fanno viaggiare nel passato in compagnia di grandi testi letterari. Con una Premessa di Paolo Di Paolo.

Al centro di una città antichissima
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Materiale linguistico moderno

Al centro di una città antichissima : la storia indicibile di un partigiano e di chi lo uccise / Rosa Mordenti ; prefazione di Alessandro Portelli

Roma : Alegre, 2017

Quinto tipo

Abstract: Renato, partigiano e giornalista dell'"Unità" morto nel 1952 a trent'anni per mano della moglie Maria Luisa, è il nonno dell'autrice. Rosa ha amato molto sua nonna e non ha mai conosciuto suo nonno, anzi - proprio per questa storia indicibile - in famiglia non ne ha quasi mai sentito parlare. Sessantacinque anni dopo, ne ricerca le tracce nei frammenti di memoria, frugando archivi, scrutando immagini, leggendo le carte di un processo che - proprio come sarebbe oggi - fu anche un processo mediatico. Colmando i vuoti con l'immaginazione e i sentimenti. La sua è memoria familiare, ma non si trova dove di solito si trovano le storie dei nonni, cioè in casa, sta fuori: nelle strade di Roma, in qualche libro di quegli "strani comunisti romani" che furono protagonisti della Resistenza, in una scena del film Roma ore 11, nella storia di un giornale. Una biografia incastrata dentro la Storia, di cui ci restituisce uno sguardo laterale e per questo più incalzante. Si tratta del percorso collettivo di una generazione di antifascisti che inizia nella guerra e nella dittatura passando per la lotta partigiana, la Liberazione e la Costituzione. Un momento in cui tutto sembrava possibile, fino alla sconfitta del Fronte popolare alle elezioni del '48 e alla successiva normalizzazione, «che inizia sempre dal ritorno nelle case delle donne».

Amatissima
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Materiale linguistico moderno

Morrison, Toni <1931-2019>

Amatissima / Toni Morrison ; traduzione di Giuseppe Natale ; postfazione a cura di Franca Cavagnoli ; con un saggio di Alessandro Portelli

11. ed.

Sperling & Kupfer, 2015

Abstract: Il tragico percorso di Sethe, indomabile donna nera all'epoca della guerra civile americana, per la conquista della libertà. Attraverso la schiavitù, l'amore materno e il peso di un indicibile segreto.

Badlands
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Materiale linguistico moderno

Portelli, Alessandro <1942->

Badlands : Springsteen e l'America: il lavoro e i sogni / Alessandro Portelli

Roma : Donzelli, 2015

Abstract: Se c'è un libro che il popolo di Springsteen attende è quello firmato da un suo speciale fan, Alessandro Portelli, esploratore dell'America e delle sue profonde radici culturali. Slittando dalla musica alla letteratura, dalla storia al presente, Portelli mette la sua nota affabulazione al servizio del cantore dell'America che più ama, quella tutta fondata sul lavoro, un'America in cui la promessa della mobilità sociale e della realizzazione di sé è spesso frustrata e tradita. Attraverso una rilettura dei testi che Portelli sa ancorare saldamente al contesto culturale e storico, il libro guarda al mondo di Springsteen sotto la lente del lavoro: il lavoro che divora le vite dei suoi personaggi (operai, cameriere, addette all'autolavaggio, cassiere, braccianti, disoccupati) e il suo lavoro, quello di musicista e di uomo di spettacolo. Il Bruce Springsteen narrato in questo libro è quello che racconta vite di seconda mano, come le Cadillac usate su cui i suoi protagonisti sfuggono al tedio di una quotidianità ripetitiva e senza sbocchi; che canta la rabbia di chi si ribella e di chi sogna di ribellarsi; che dà voce al senso di tradimento di chi crede che essere nato negli Stati Uniti lo autorizzi ad aspettarsi qualcosa di meglio. Ma lo Springsteen di Portelli è anche quello che narra le sue storie dolorose con un sound travolgente che evoca l'orgoglio di essere, nonostante tutto, ancora vivi.