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× Autore Emanuele Trevi

Trovati 86 documenti.

Trilogia di Thomas: Un mondo meraviglioso-I quindicimila passi-Il ponte
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Trevisan, Vitaliano - Trevi, Emanuele

Trilogia di Thomas: Un mondo meraviglioso-I quindicimila passi-Il ponte

EINAUDI, 09/01/2024

Abstract: Thomas, una delle figure piú coerenti e riuscite che la letteratura italiana abbia offerto negli ultimi decenni: in un unico volume i primi tre "non romanzi" di un autore di culto che raccontano lo sbriciolamento di un Paese senza morale, senza bellezza, senza piú tradizione. Scritte come un'improvvisazione jazzistica, le prime tre opere di Trevisan sono l'elaborazione letteraria dell'incessante ruminare di pensieri, ricordi, immagini che affollano la mente di Thomas. A caratterizzarle è la scrittura: uno standard che prende, via via, la forma del soliloquio, in un intreccio serrato tra processo mentale e linguistico. Cosí, in Un mondo meraviglioso, il moto senza pace di Thomas, nei dintorni di Vicenza, apre squarci su una provincia italiana ormai putrescente, mentre ricordi dolci/amari lo conducono a un padre dall'insopportabile filosofia di vita. I quindicimila passi sono invece la distanza che Thomas conta, con una precisione metodica, da casa alla questura, da casa al tabaccaio, da casa allo studio del notaio Strazzabosco: gesti esatti, netti, che rincorrono il vano tentativo di attenuare il senso di vuoto e di morte che lo opprime. Infine Il ponte, ultimo atto, alfa e omega, inizio e fine dei conti con un passato ancora troppo presente. Thomas ha visto, sognato, immaginato ciò che non c'è o non c'è piú, attraverso un racconto del mondo, il suo, che rende organica l'esistenza, cosí come la scrittura di Trevisan ha strutturato il mondo, il nostro, in uno scenario mitico e tragico in grado di portare piú avanti e piú a fondo la riflessione sull'umano destino.

Loro e noi. Sei racconti per esplorare il confine tra umano e animale
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Carofiglio, Francesco - Gardini, Nicola - Terranova, Nadia - Trevi, Emanuele - Giurickovic Dato, Anna - Soffici, Caterina

Loro e noi. Sei racconti per esplorare il confine tra umano e animale

UTET, 23/05/2023

Abstract: Sei scrittori tra i più importanti della narrativa italiana contemporanea alle prese con l'altro da noi: gli animali Il punto di incontro tra natura selvaggia e consapevolezza umana è stato sempre indagato da artisti, scienziati, filosofi. In questa antologia, attraverso storie molto diverse per tema e svolgimento, si tenta di inseguire, se non una definizione, almeno una descrizione di quel punto di incontro. Un airone cenerino che visita una coppia segnata dalla tragedia, un cane che sfreccia sull'autostrada a bordo di un furgone dove non avrebbe dovuto trovarsi, un gorilla che è diventato umano, troppo umano, i gatti che entrano nelle case e creano delle famiglie, la strada complicata ma in fondo semplicissima che ti porta a incontrare l'animale con cui condividerai la vita da quel momento in poi. Sei storie in cui ritrovare la familiarità degli animali domestici (che restano, però, inconoscibili fino in fondo), l'alterità ineluttabile degli animali selvatici (che incrocia le nostre vite in modi potenti e ricchi di significato), i complessi giochi di rispecchiamento e di simbolismo che ogni essere umano non può trattenersi dall'iniziare quando è in compagnia di questi nostri compagni di avventura sul pianeta Terra. Perché loro hanno le loro storie e noi le nostre, ma districarle, in realtà, è impossibile.

La casa del mago
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Trevi, Emanuele

La casa del mago

Ponte alle Grazie, 05/09/2023

Abstract: L'attesissimo ritorno al romanzo di Emanuele Trevi."Emanuele Trevi, il figlio del "mago", è anche lui un mago. Questo libro è il suo incantesimo."Antonio Scurati"Passo dopo passo, Emanuele Trevi è arrivato all'essenza della letteratura, e ne ha fatto il luogo di una cerimonia ininterrotta in cui incontrare i morti. La casa del mago è il libro bellissimo e potente in cui racconta il padre, celebre psicoanalista junghiano. La forza della sua scrittura non si può definire facilmente, la sua necessità e il suo valore sì. Trevi cattura il mistero della vita, della sua vita e di quella del padre, e la racchiude nella luce obliqua del sortilegio e dell'incantesimo."Roberto Andò"Trevi è un ipnotista. Con geometrica svagatezza ti conduce sul palmo della sua stessa mano."Concita De Gregorio"Un trattato iniziatico in forma di romanzo dell'io [...] Mai come in questa occasione Trevi accetta la sfida di sondarlo, quell'io, e andare incontro al suo destino"Andrea Cortellessa"In questo romanzo pieno di grazia e ironia Emanuele Trevi scopre che cosa significa essere il figlio di quel disertore degli umani, eppure loro guaritore, che gli è stato padre. "Rosella PostorinoNel memorabile incipit di questo libro, la madre di Emanuele Trevi, allora bambino, riferendosi al padre pronuncia più volte un'istruzione enigmatica: "Lo sai com'è fatto". Per non perderlo (ad esempio fra le calli di Venezia, in una passeggiata dell'infanzia) occorre comprendere e accettare la legge della sua distrazione, della sua distanza.Il padre, Mario Trevi, celebree riservatissimo psicoanalistajunghiano, per Emanuele è il mago, un guaritore di anime. Alla sua morte lascia un appartamento-studio che nessuno vuole acquistare, un antro ancora abitato da Psiche, dai vapori invisibili delle vite storte che per decenni ha lenito, raddrizzato. Il figlio decide di farne casa propria, di trasferirsi nella sua aura inquieta e feconda, e così prova a sciogliere (o ad approfondire?) l'enigma del padre. Muovendosi nel suo mutevole territorio − fra autobiografia, riflessione sul senso dei rapporti e dell'esistenza, storia culturale del Novecento − Emanuele Trevi ci offre il suo romanzo più personale, più commovente, più ironico (e perfino umoristico): una discesa negli inferi e nella psicosi, una scala che avvicina i vivi e i morti, i savi e i pazzi. Perché ogni vita nasconde una luce, se la si sa stanare; e i gesti e le parole più semplici rimandano alla trama sottile dell'essere, se li si sa ascoltare, se si sa lasciarli accadere.

La casa del mago
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Materiale linguistico moderno

Trevi, Emanuele <1964->

La casa del mago / Emanuele Trevi

Ponte alle Grazie, 2023

Abstract: Nel memorabile incipit di questo libro, la madre di Emanuele Trevi, allora bambino, riferendosi al padre pronuncia più volte un’istruzione enigmatica: «Lo sai com’è fatto». Per non perderlo (ad esempio fra le calli di Venezia, in una passeggiata dell’infanzia) occorre comprendere e accettare la legge della sua distrazione, della sua distanza. Il padre, Mario Trevi, celebre riservatissimo psicoanalista junghiano, per Emanuele è il mago, un guaritore di anime. Alla sua morte lascia un appartamento-studio che nessuno vuole acquistare, un antro ancora abitato da Psiche, dai vapori invisibili delle vite storte che per decenni ha lenito, raddrizzato. Il figlio decide di farne casa propria, di trasferirsi nella sua aura inquieta e feconda, e così prova a sciogliere (o ad approfondire?) l’enigma del padre. Muovendosi nel suo mutevole territorio − fra autobiografia, riflessione sul senso dei rapporti e dell’esistenza, storia culturale del Novecento − Emanuele Trevi ci offre il suo romanzo più personale, più commovente, più ironico (e perfino umoristico): una discesa negli inferi e nella psicosi, una scala che avvicina i vivi e i morti, i savi e i pazzi. Perché ogni vita nasconde una luce, se la si sa stanare; e i gesti e le parole più semplici rimandano alla trama sottile dell’essere, se li si sa ascoltare, se si sa lasciarli accadere.

L'assedio
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Carbone, Rocco - Trevi, Emanuele

L'assedio

Rubbettino Editore, 04/11/2022

Abstract: Sulla città di R., stretta fra le montagne e il mare di una geografia imprecisata, si abbatte un'inspiegabile e insistente pioggia di sabbia. La popolazione, impreparata a tale evento, si ritrova assediata dalla coltre terrosa che cade incessantemente. Le autorità non riescono a prestare soccorso e dopo pochi giorni i contatti con l'esterno si interrompono, l'isolamento è totale, nessuno può più allontanarsi o accedere allo spazio urbano. Tra chi rimane serpeggia l'esasperazione e lo sconforto, ed è già lotta per la sopravvivenza."Ma cosa bisogna fare per resistere dentro quel muto teatro di sabbia e continuare a essere uomini: obbedire alla propria missione, religiosa o laica che sia, come padre Retez e il medico Damiano? Oppure saltare il fosso del cinismo come il giovane Demetrio? O ancora, come Saverio, cercare una via "umana" alla battaglia contro il male, esponendosi così al dubbio, all'ambivalenza delle emozioni, ai tracolli della ragione?". Con la riproposta di questo romanzo, premonitore e lancinante come pochi, torna finalmente ai lettori Rocco Carbone, tra i più umbratili e affilati autori della narrativa contemporanea, "interprete così acuto e spassionato della condizione umana".

Gli androidi sognano pecore elettriche?
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Dick, Philip K. - Trevi, Emanuele - Carrère, Emmanuel - Magrì, Marinella

Gli androidi sognano pecore elettriche?

Mondadori, 29/11/2022

Abstract: San Francisco 1992. La Terra è un pianeta desolato, devastato dalle guerre nucleari; gli esseri umani sono in gran parte emigrati nelle colonie esterne e numerose specie animali si sono estinte, tanto che possedere un animale domestico vivente è diventato un ambito status symbol. Per chi non può permettersi un cucciolo "vero", come il cacciatore di taglie Rick Deckard, ci sono le pecore elettriche... L'umanità vive infatti affiancata da diversi modelli di robot, dalle semplici macchine-utensili ai vicini di casa artificiali, fino a sofisticati modelli di androidi assolutamente indistinguibili dagli esseri umani, anzi persino più intelligenti, come i Nexus-6. Quando alcuni esemplari di questi replicanti perfetti fuggono da una colonia marziana per vivere liberi, Rick è incaricato di "congedarli". Prima, però, dovrà riuscire a individuarli...Cos'è reale e cosa no? Cos'è umano e cosa no? E poi le droghe, i difficili rapporti tra i sessi, la repressione dello Stato: i grandi temi della narrativa di Philip K. Dick animano questo celebre romanzo di fantascienza, tragico e grottesco, un capolavoro che esce dai confini del genere letterario, "un trattato di teologia cibernetica assolutamente vertiginoso, di una ricchezza narrativa impressionante" (Carrère).

Un bene al mondo
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Bajani, Andrea - Trevi, Emanuele

Un bene al mondo

Feltrinelli Editore, 31/10/2022

Abstract: C'era una volta un bambino che portava a spasso il suo dolore, se lo portava ovunque. Proprio come il suo padrone, il suo dolore era un cucciolo, "aveva il pelo corto e gli occhi che chiedevano tutto". Il bambino se ne prende cura, lo nutre come un cucciolo di cane. Lo accompagna ai margini del paese, nel bosco, lo porta con sé a scuola, sotto la tavola quando mangia, ed è insieme a lui quando conosce la bambina sottile che vive oltre la ferrovia, la prima che accarezza il suo dolore. Andrea Bajani scrive con la purezza della favola una storia per adulti commovente e vera, delicata e sotterraneamente violenta. Un bene al mondo – come l'autore racconta nella premessa –, oltre a essere una delle opere italiane più felici e potenti della nostra recente letteratura, rappresenta un punto di svolta nella scrittura di Bajani. Emanuele Trevi scrive con acume a proposito dell'architettura del romanzo e dei personaggi: "La metafora procede identica per tutto il libro. Ma via via che ci inoltriamo nelle avventure di questa bellissima coppia di esseri viventi, un bambino qualunque e il suo dolore ancora cucciolo, noi sempre più ci dimentichiamo di cercare un significato a questa metafora, perché è lei ad aver divorato tutti i suoi possibili significati. Tutti noi ereditiamo un dolore e ci prendiamo cura di lui e in qualche modo questo dolore è anche un cane, e non è più possibile stabilire esattamente dove finisce il termine astratto (dolore) e dove inizia quello concreto (cane). Una metafora libera dal suo significato, ci vuole forse suggerire Bajani, è una candela nella notte".

L'amour fou
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Breton, André - Trevi, Emanuele - Albertazzi, Ferdinando

L'amour fou

EINAUDI, 25/10/2022

Abstract: "OGNI VOLTA CHE UN UOMO AMA, NIENTE PUÒ IMPEDIRGLI DI METTERE IN GIOCO, INSIEME CON LA SUA PERSONA, LA SENSIBILITÀ DI TUTTI GLI UOMINI" Uscito nel 1937, L'amour fou è un racconto autobiografico che riprende la formula già usata con Nadja di mescolare narrazione, saggio, fotografie e disegni. Tutto ruota intorno all'incontro di Breton con Jacqueline Lamba, poi sua terza moglie, e alle coincidenze "magiche" e alle premonizioni che conducono a questo momento fatale. Le riflessioni che si innervano nel racconto scandagliano il rapporto che l'innamoramento improvviso, l'amour fou per l'appunto, ha con l'ignoto e ruotano intorno ai concetti di desiderio e di rivelazione. Mai come in questo libro la letteratura è vita, e la vita è l'attesa del proprio destino. Mai come leggendo questo libro ci rendiamo conto di un fatto troppo tralasciato dalle storie letterarie: nel suo senso pieno e tuttora vitale, il surrealismo è stato una forma di vita molto piú che una poetica, una corrente di pensiero, una teoria compiuta del mondo e dell'uomo. La dinamica prevale totalmente sulla statica: è questo, si potrebbe dire, il nucleo radiante della rivoluzione surrealista, la sua leva capace di sollevare il mondo. Non resiste a questa energia in movimento nemmeno la distinzione tra il presente e il futuro: il primo non fa che esercitare la sua pressione sul secondo, finendo per modellarlo con la forza del desiderio. Il soggetto che racconta la sua storia in questo libro è, prima di ogni altra cosa, un uomo in attesa: solo da questa disposizione d'animo fondamentale potrà scaturire l'incontro decisivo, quello che imprime la sua virata alla rotta del destino. "Indipendentemente da ciò che sopraggiunge, o non sopraggiunge, l'attesa è in sé meravigliosa", afferma Breton. Un senso fortissimo di imminenza anima i giorni e gli spazi. Percorrere la città a piedi, preferibilmente con il favore della notte, significa predisporsi all'inatteso, al fuoco di fila delle contingenze. dalla prefazione di Emanuele Trevi

L'uomo nell'alto castello
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Dick, Philip K. - Trevi, Emanuele - Carrère, Emmanuel - Magrì, Marinella

L'uomo nell'alto castello

Mondadori, 20/09/2022

Abstract: Come sarebbe, si domanda Philip Dick, un mondo nato dalla vittoria dell'Asse nella Seconda guerra mondiale? Chi governerebbe il Reich? Cambierebbe qualcosa? Cambierebbe qualcosa per lui, Phil Dick, scrittore proletario e depresso, residente a Point Reyes, nella Contea di Marin?Partendo da quest'idea, poi divenuta un classico della letteratura, Dick non immagina un ipotetico futuro quanto un diverso passato e il presente che ne deriva. Un mondo che lo scrittore costruisce consultando l'antica saggezza dell'I Ching. E così fanno anche i suoi personaggi, abitanti della California nipponizzata del 1962: il signor Tagomi, alto funzionario giapponese alla ricerca di un dono prezioso per un visitatore in arrivo dal Reich; Robert Childan, proprietario di un negozio di carabattole americane - fumetti d'anteguerra, orologi di Topolino, dischi di Glenn Miller - ormai considerate antichità; Frank Frink, che rifornisce Childan di finti reperti; la sua ex moglie Juliana... Oltre all'I Ching, c'è un altro libro che ossessiona i protagonisti: il romanzo proibito La locusta si trascinerà a stento, dove si narra di un mondo nel quale gli Alleati hanno vinto la guerra. Il suo misterioso autore, si dice, vive nascosto in una fortezza...Vincitore del Premio Hugo nel 1963, L'uomo nell'alto castello (noto anche come La svastica sul sole) è un'elettrizzante riflessione sulla storia, il potere, la libertà, la realtà e la sua creazione.

L'onda del porto
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Trevi, Emanuele

L'onda del porto

Neri Pozza, 31/03/2022

Abstract: Sembra che in ogni opera di Emanuele Trevi ci sia la consapevolezza del confine. L'idea di un'altra terra dove sia possibile non soltanto ignorare i generi ma forgiarli a proprio modo, fonderli, renderli un'altra cosa, senza mai tradirli: tenendo assieme una scrittura narrativa, un resoconto autobiografico, l'idea del romanzo, il diario, il ragionamento filosofico, senza che nulla venga sacrificato. Sembra che in Trevi il racconto privato finisca per riguardare tutti noi come lo avessimo sempre saputo, che – per esempio – Rocco e Pia di Due vite erano nelle nostre vite, anche se non ne avevamo mai sentito parlare prima. Accade anche con l'Asia de L'onda del porto: la storia di un viaggio, intrapreso d'istinto l'anno dopo la catastrofe dello tsunami del 2004. Un uomo parte per vedere quel che resta di un disastro. Ma senza neppure rendersene conto alla prima tappa rinuncia e si ferma. Quel luogo, che doveva essere soltanto una linea di passaggio, la prima di tante, il preludio a una storia da raccontare su una delle catastrofi più grandi degli ultimi vent'anni, diventa altro. Cosa d'altro? È un restare, un essere trattenuti da qualcosa che non prendendo alcuna forma nitida assume sempre più importanza. L'onda del porto, uscito per la prima volta nel 2005, è un viaggio nel viaggio. È l'India, il rapporto con i bambini, la concretezza di quel mondo, la sua semplicità, e al tempo stesso è già la consapevolezza che per Emanuele Trevi scrivere e raccontare sono una magia misteriosa, elegantissima, beffarda e sfuggente, una sfida alla verità delle cose. Ci invita ad approdare su una terra mentendoci, promettendo di andare altrove, fingendo che sia soltanto una stazione di posta. E invece ci ritroviamo in un universo che contiene come sempre l'autentica consistenza del mondo letterario e poetico, ma anche personale e umano, di Emanuele Trevi. E ogni volta finisce per stupirci, attraverso una voce che non ha eguali nella letteratura italiana di questi ultimi vent'anni. Il cerchio perfetto che unisce vita e scrittura. "La storia salvifica, dunque, la storia salutare che inietta e fa circolare nel sangue, come una droga, la voglia di vivere perduta, ha un'origine che deve rimanere velata, o allusa ambiguamente nel cuore di un nome misterioso".

Le tre stigmate di Palmer Eldritch
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Dick, Philip K. - Trevi, Emanuele - Magrì, Marinella

Le tre stigmate di Palmer Eldritch

Mondadori, 01/03/2022

Abstract: XXI secolo. L'umanità ha colonizzato il Sistema Solare e si è stabilita su ogni pianeta o satellite abitabile. Ma la vita fuori dalla Terra è dura e tutt'altro che piacevole. Per questo Leo Bulero fa grossi affari vendendo ai coloni marziani l'illusione di essere ancora "a casa", grazie ai plastici della bambola Perky Pat. Certo, non bastano mobili e accessori in miniatura: perché l'effetto sia completo serve anche il Can-D, una droga se non legale quanto meno tollerata.Bulero non è l'unico imprenditore a cercare di guadagnare sfruttando la nostalgia della Terra: ancora più spregiudicato di lui è Palmer Eldritch, che si reca fino a Proxima Centauri in cerca di nuove ricchezze da commerciare. Ma non è più lo stesso quando, dopo dieci anni, torna sulla Terra e mette sul mercato il Chew-Z, che consente esperienze molto più potenti del Can-D.Chi è davvero Palmer Eldritch? Un avventuriero avido di denaro? Un ricco industriale dall'inquietante aspetto di cyborg? Un'entità aliena determinata a prendere il controllo della Terra? Una divinità incarnata in ogni viaggio mentale? O qualcosa di ancora più misterioso?

L'uomo nell'alto castello
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Materiale linguistico moderno

Dick, Philip K. <1928-1982>

L'uomo nell'alto castello / Philip K. Dick ; a cura di Emanuele Trevi ; traduzione di Marinella Magrì ; introduzione di Emmanuel Carrère

Mondadori libri, 2022

Abstract: Le forze dell'Asse hanno vinto la seconda guerra mondiale e l'America è divisa in due parti, l'una asservita al Reich, l'altra ai Giapponesi. Sul resto del mondo incombe una realtà da incubo: il credo della superiorità razziale ariana è dilagato a tal punto da togliere ogni volontà o possibilità di riscatto. L'Africa è ridotta a un deserto, vittima di una soluzione radicale di sterminio, mentre in Europa l'Italia ha preso le briciole e i Nazisti dalle loro rampe di lancio si preparano a inviare razzi su Marte e bombe atomiche sul Giappone. Sulla costa occidentale degli Stati Uniti i Giapponesi sono ossessionati dagli oggetti del folklore e della cultura americana, mentre gli sconfitti sono protagonisti di piccoli e grandi eventi. E l'intera situazione è orchestrata da due libri: il millenario I Ching, l'oracolo della saggezza cinese, e il best-seller del momento, vietato in tutti i paesi del Reich, un testo secondo il quale l'Asse sarebbe stato sconfitto dagli Alleati...

L'amour fou
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Materiale linguistico moderno

Breton, André <1896-1966>

L'amour fou / Andrè Breton ; traduzione di Ferdinando Albertazzi ; prefazione di Emanuele Trevi

Einaudi, 2022

Abstract: «Ogni volta che un uomo ama, niente può impedirgli di mettere in gioco, insieme con la sua persona, la sensibilità di tutti gli uomini» Uscito nel 1937, L'amour fou è un racconto autobiografico che riprende la formula già usata con Nadja di mescolare narrazione, saggio, fotografie e disegni. Tutto ruota intorno all'incontro di Breton con Jacqueline Lamba, poi sua terza moglie, e alle coincidenze «magiche» e alle premonizioni che conducono a questo momento fatale. Le riflessioni che si innervano nel racconto scandagliano il rapporto che l'innamoramento improvviso, l'amour fou per l'appunto, ha con l'ignoto e ruotano intorno ai concetti di desiderio e di rivelazione. "Mai come in questo libro la letteratura è vita, e la vita è l'attesa del proprio destino. Mai come leggendo questo libro ci rendiamo conto di un fatto troppo tralasciato dalle storie letterarie: nel suo senso pieno e tuttora vitale, il surrealismo è stato una forma di vita molto piú che una poetica, una corrente di pensiero, una teoria compiuta del mondo e dell’uomo. La dinamica prevale totalmente sulla statica: è questo, si potrebbe dire, il nucleo radiante della rivoluzione surrealista, la sua leva capace di sollevare il mondo. Non resiste a questa energia in movimento nemmeno la distinzione tra il presente e il futuro: il primo non fa che esercitare la sua pressione sul secondo, finendo per modellarlo con la forza del desiderio. Il soggetto che racconta la sua storia in questo libro è, prima di ogni altra cosa, un uomo in attesa: solo da questa disposizione d’animo fondamentale potrà scaturire l’incontro decisivo, quello che imprime la sua virata alla rotta del destino. «Indipendentemente da ciò che sopraggiunge, o non sopraggiunge, l’attesa è in sé meravigliosa», afferma Breton. Un senso fortissimo di imminenza anima i giorni e gli spazi. Percorrere la città a piedi, preferibilmente con il favore della notte, significa predisporsi all’inatteso, al fuoco di fila delle contingenze". Dalla prefazione di Emanuele Trevi.

Gli androidi sognano pecore elettriche?
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Materiale linguistico moderno

Dick, Philip K. <1928-1982>

Gli androidi sognano pecore elettriche? / Philip K. Dick ; a cura di Emanuele Trevi ; traduzione di Marinella Magrì ; introduzione di Emmanuel Carrère

Mondadori libri, 2022

Abstract: Nel 1992 la Guerra Mondiale ha ucciso milioni di persone, e condannato all'estinzione intere specie, costringendo l'umanità ad andare nello spazio. Chi è rimasto sogna di possedere un animale vivente, e le compagnie producono copie incredibilmente realistiche: gatti, cavalli, pecore... Anche l'uomo è stato duplicato. I replicanti sono simulacri perfetti e indistinguibili, e per questo motivo sono banditi dalla Terra. Ma a volte decidono di confondersi tra i loro simili biologici e di far perdere le loro tracce. A San Francisco vive un uomo che ha l'incarico di ritirare gli androidi che violano la legge, ma i dubbi intralciano spesso il suo crudele mestiere, spingendolo a chiedersi cosa sia davvero un essere umano... Tragico e grottesco assieme, il romanzo di Philip Dick racconta il panorama desolato della San Francisco del futuro, il desiderio di amore e redenzione che alberga nei più umili, trasformando il genere fantascientifico in un noir cupo e metafisico.

L'onda del porto
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Materiale linguistico moderno

Trevi, Emanuele <1964->

L'onda del porto : un sogno fatto in Asia / Emanuele Trevi ; postfazione di Pietro Citati

Pozza, 2022

Abstract: Sembra che in ogni opera di Emanuele Trevi ci sia la consapevolezza del confine. L’idea di un’altra terra dove sia possibile non soltanto ignorare i generi ma forgiarli a proprio modo, fonderli, renderli un’altra cosa, senza mai tradirli: tenendo assieme una scrittura narrativa, un resoconto autobiografico, l’idea del romanzo, il diario, il ragionamento filosofico, senza che nulla venga sacrificato. Sembra che in Trevi il racconto privato finisca per riguardare tutti noi come lo avessimo sempre saputo. Accade anche con l’Asia de L’onda del porto: la storia di un viaggio, intrapreso d’istinto l’anno dopo la catastrofe dello tsunami del 2004. Partito per l'india del sud senza ragioni o necessità evidenti, a pochi giorni da una immane catastrofe naturale, un uomo capitò per caso in un posto chiamato Mullur. Mentre i giorni passavano, quella che doveva essere la prima tappa del suo viaggio iniziò a trattenerlo, come se fosse dotata di una volontà propria, e di un progetto nei suoi confronti. Ma un viaggio che si ferma alla prima tappa è ancora un viaggio? E se non lo è, c'era forse un altro nome più adatto? Un uomo parte per vedere quel che resta di un disastro. Ma senza neppure rendersene conto alla prima tappa rinuncia e si ferma. Quel luogo, che doveva essere soltanto una linea di passaggio, la prima di tante, il preludio a una storia da raccontare su una delle catastrofi più grandi degli ultimi vent’anni, diventa altro. Cosa d’altro? È un restare, un essere trattenuti da qualcosa che non prendendo alcuna forma nitida assume sempre più importanza. Il libro è un viaggio nel viaggio. È l’India, il rapporto con i bambini, la concretezza di quel mondo, la sua semplicità, e al tempo stesso è già la consapevolezza che per Emanuele Trevi scrivere e raccontare sono una magia misteriosa, elegantissima, beffarda e sfuggente, una sfida alla verità delle cose. Ci invita ad approdare su una terra mentendoci, promettendo di andare altrove, fingendo che sia soltanto una stazione di posta. E invece ci ritroviamo in un universo che contiene come sempre l’autentica consistenza del mondo letterario e poetico, ma anche personale e umano, di Emanuele Trevi. E ogni volta finisce per stupirci, attraverso una voce che non ha eguali nella letteratura italiana di questi ultimi vent’anni. Il cerchio perfetto che unisce vita e scrittura.

Le tre stigmate di Palmer Eldritch
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Materiale linguistico moderno

Dick, Philip K. <1928-1982>

Le tre stigmate di Palmer Eldritch / Philip K. Dick ; a cura di Emanuele Trevi ; traduzione di Marinella Magrì ; introduzione di Emmanuel Carrère

Mondadori libri, 2022

Abstract: Scritto nel 1964 e pubblicato nel 1965 dalla Doubleday, Le tre stimmate di Palmer Eldritch è stato osannato come un grande romanzo psichedelico, una navigazione allucinata in un mondo surreale creato dalla droga e dominato dall'inquietante figura di un mostruoso imprenditore-spacciatore, non del tutto umano e forse strumento di un'oscura divinità. Ma dietro la storia di una delle più originali invasioni aliene mai raccontate si nascondono diversi livelli di lettura, dove la provocatoria meditazione teologica va a braccetto con la denuncia politica e sociale. Palmer Eldritch, produttore e spacciatore del Chew-Z, è forse un abominevole Cristo negativo, forse personificazione di una Tecnica che tutto vede, afferra e mastica; ma forse è solo una povera vittima, un uomo qualunque... Droghe illegali, stimmate divine, tesi gnostiche, Barbie Dolls: Le tre stimmate di Palmer Eldritch è tutto questo e in piú una grandiosa storia di invasione della Terra.

Viaggi iniziatici. Percorsi, pellegrinaggi, riti e libri
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Trevi, Emanuele

Viaggi iniziatici. Percorsi, pellegrinaggi, riti e libri

UTET, 14/09/2021

Abstract: ***Dal vincitore della LXXV edizione del Premio Strega*** Dai ghiacciai della Groenlandia ai racconti di un cacciatore cieco in Mali, dagli stregoni della Sierra Madre messicana agli sciamani siberiani. Emanuele Trevi discende nei meandri della letteratura di viaggio come supremo rito di iniziazione. Nel 1921 Knud Rasmussen si unisce alla V spedizione Thule per studiare la civiltà eschimese, in un viaggio tra i ghiacci sterminati di Groendlandia, Canada, Alaska e Siberia da cui tornerà cambiato, come racconta in Il grande viaggio in slitta. L'attore e drammaturgo Antonin Artaud parte per il Messico nell'estate del 1936. Il suo viaggio sarà un vero e proprio rito di passaggio: in crisi d'astinenza da eroina sperimenta ritualmente il peyotl, riversando l'esperienza nei suoi affascinanti scritti sui Tarahumara. Nel 1946 Marcel Griaule va a Ogol Alto (nell'attuale Mali) per studiare la popolazione Dogon. Dai racconti di un cacciatore cieco, custode della tradizione del villaggio, ha origine Dio d'acqua, resoconto che rivela l'immensità del sistema di pensiero di quel popolo tutt'altro che primitivo. Emanuele Trevi, con lo sguardo dello scrittore e la sapienza dello studioso, intesse tra loro queste e molte altre storie, affrontando il grande tòpos moderno dei Viaggi iniziatici e cercandone le tracce nella produzione antropologica e letteraria. L'atto della scrittura configura infatti un'iniziazione in due tempi: se ogni viaggio porta alla messa alla prova di sé, con un allontanamento dalle proprie abitudini e certezze cui segue la morte simbolica, la rinascita vera e propria avviene soltanto dopo. Metabolizzare quel viaggio, raccontarlo, scriverlo, è parte integrante dell'itinerario conoscitivo con cui il viaggiatore scopre di essere una persona nuova, diversa, rinata. E mentre tratteggia un percorso insolito e illuminante nella grande mappa della letteratura di viaggio, lo sguardo acuto di Trevi dà origine a pagine di profonda vitalità, dove la forma letteraria si rivela sorprendentemente il mezzo più adatto, così come i miti e i riti indigeni che descrive, a conoscere e forse riplasmare la realtà, fino a raggiungere un altrove.

I cani del nulla. Una storia vera
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Trevi, Emanuele

I cani del nulla. Una storia vera

EINAUDI, 13/07/2021

Abstract: Torna il romanzo culto di Emanuele Trevi. Nella paura cosmica di Gina, cane dalle zampe troppo lunghe e le orecchie enormi, c'è lo sgomento della vita di fronte alla propria nullità. È questo che ci affratella agli animali: il sentimento ineludibile, spaventoso, della nostra imperfezione. Chiunque riesca a continuare a imparare anche da adulto, chiunque mantenga la mentalità dell'allievo anche quando non va piú a scuola risulta un sapiente, un iniziato. Ed è proprio ciò che viene da pensare di Emanuele Trevi, leggendo questo bellissimo libro, pervaso com'è in ogni pagina dallo strenuo, solitario, e dunque eroico sforzo di capire le cose che l'autore ha sotto gli occhi tutto il giorno, laddove lo schema sociale cui appartiene gli chiede solamente di accumularle e amministrarle. Trevi è l'allievo; sua moglie è la compagna di banco; la loro cagnetta Gina, con le sue misteriose manifestazioni di dio minore, è la maestra; il tinello di casa, la scuola. E l'abbecedario è una struggente poesia di d'Annunzio appesa al frigorifero".Sandro VeronesiÈ l'ottusa, spudorata tenacia con cui cerca l'attenzione dei padroni a definire il carattere di Gina, "avanzo di canile municipale" tenero e sproporzionato, in cui emotività e furbizia paiono incarnare l'essenza stessa della femminilità. Una sera, davanti a una sua specie di possessione, il narratore e la moglie credono di assistere a un evento cruciale. Potrebbe essere un'epifania, invece non offre alcun insegnamento, o loro sono refrattari a coglierlo. Vivere, d'altronde, significa alimentare la confusione, accorgersi che l'inconsapevolezza cresce giorno dopo giorno. Di fronte all'esistenza, non si può provare altro che stupore panico. In fondo, come i cani di d'Annunzio nella poesia che apre il romanzo e ne è il filo rosso, gli esseri umani sono "stupidi e impudichi", e al pari del vecchio poeta capiscono infine di non essere nulla. Tra conversazioni domestiche, uccellini in gabbia, passeggiate sui marciapiedi reggendo un guinzaglio e scatole di farmaci la cui "profonda giustizia" ripara dal disordine senza rimedio del mondo, l'autore costruisce un meraviglioso romanzo digressione. Se è vero che la vita "fa grumo, non si lascia trasformare in una storia", è pur vero che Emanuele Trevi sa restituirla, nella sua miseria e nella sua rivelazione, con una grazia senza paragoni.

Due vite
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Materiale linguistico moderno

Trevi, Emanuele <1964->

Due vite / Emanuele Trevi

Pozza, 2021

Abstract: Rocco Carbone nasce a Reggio Calabria nel febbraio del 1962, ma una buona parte della sua infanzia la trascorre in un piccolo paese dell'Aspromonte, Cosoleto: un posto di gente dura, taciturna, incline a una rigorosa amarezza di vedute sulla vita e sulla morte. Emanuele Trevi lo conosce nell'inverno del 1983, quando è arrivato a Roma da poco tempo e si è iscritto a Lettere. Parlare della vita di Rocco, per Trevi, significa necessariamente parlare della sua infelicità, ammettere che faceva parte di quella schiera predestinata dei nati sotto Saturno, tratteggiarne la personalità bipolare e a tratti sadica, il carattere spigoloso, la natura lucida e sintetica dell'opera. Pia Pera cresce a Lucca in una famiglia colta, originale ed eccentrica. Poco più che adolescente lascia la città toscana e studia Filosofia all'università di Torino. Dopo un dottorato in storia russa alla University of London inizia a insegnare letteratura russa all'Università di Trento, ma poi, delusa dall'ambiente, lascia perdere ogni ambizione accademica e decide di occuparsi di un fondo abbandonato a San Lorenzo, dedicandosi alla cura del giardino. Quando Trevi la incontra, Pia è una trentenne spavalda e maldestra, brillante, anticonformista e generosa. Ma già possiede quella leggerezza e quella grazia di chi, mentre la malattia costringe alla resistenza continua, sa correre sempre in avanti, verso l'altrove.

L'immagine fantasma
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Materiale linguistico moderno

Guibert, Hervé <1955-1991>

L'immagine fantasma / Hervé Guibert ; traduzione di Matteo Martelli ; introduzione di Emanuele Trevi

Contrasto, 2021

Abstract: "Ciò che mi ha spinto a scrivere è stato il rimpianto per le foto sbagliate, le foto che non sono riuscito a scattare, che non ho potuto fare, che si sono rivelate invisibili, come fantasmi. Ho pensato di scrivere per ritrovare la stessa sensazione che volevo dare a quelle foto". In un'intervista del 1981, Hervé Guibert - scrittore, giornalista, fotografo, critico per il quotidiano Le Monde - parlava così de suo libro, "L'immagine fantasma", pubblicato ora per la prima volta in italiano. Volutamente privo di fotografie, "L'immagine fantasma" racconta il rapporto di Guibert con il fotografico: le sue prime immagini erotiche, un reportage sulla madre la cui immagine non verrà mail rivelata, il lento disfacimento di una foto destinata a consumarsi e a morire, e poi immagini fantastiche o intime al punto da diventare invisibili. Il libro non è un testo teorico ma una raccolta di storie che esplorano, attraverso le avventure personali, i diversi tipi di fotografia: familiare, di viaggio, le fototessere, le Polaroid, la fotografia pornografica o giudiziaria. Una scrittura intima e profonda, nata in una stagione di nuova attenzione verso la fotografia e quasi a commento de "La camera chiara" (1980) di Roland Barthes, di cui sembra una sorta di continuazione letteraria.