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× Autore Francesco Permunian

Trovati 24 documenti.

Elogio dell'aberrazione
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Permunian, Francesco

Elogio dell'aberrazione

Ponte alle Grazie, 14/10/2022

Abstract: Permunian colpisce ancora e va a fondo come non mai."In Permunian sembra di riconoscere ancora intatto il potere della scrittura letteraria come era intesa dai grandi maestri moderni, da Kafka a Céline a Beckett."Emanuele Trevi"Il dono principale di questo ironico, spesso caustico, narratore consiste, a mio parere, nel perfetto dosaggio dello spazio narrativo dedicato a ogni singolo evento o personaggio. [...] L'altro dono è quello di una scrittura estremamente elegante e di frequente tensione poetica, una scrittura che, come ha scritto Ermanno Paccagnini, riesce a colorare la realtà "anche di stralunata, comica, persino lirica follia"."Andrea Camilleri"Lui è il più bravo. Ha battuto i colleghi cattivi della vicina regione, i Piovene e i Parise. Loro si muovono tentennanti fra tradizione e protesta, lui d'un balzo salta al centro della scena europea."Angelo Guglielmi"Permunian va a caccia di incubi, come altri, con il retino in mano, vanno ad acchiappare farfalle. Gremisce le pagine dei suoi libri e le rende brulicanti come le tavole nelle quali l'arte di Bosch ha rovesciato catastrofi ironiche."Salvatore Silvano NigroTito Maria Imperiale, meglio noto come el sior Titìn per via della bassa statura, vicecapocronista e firma illustre dell'"Eco del Garda", si apre ai lettori rivelando le proprie ossessioni private, a cominciare dalle perversioni condivise con la moglie che l'ha da poco abbandonato. Nel farlo, svergogna il mondo provinciale che lo circonda: un mondo di egoismo e vacuità, noia e dissipazione, in cui tutti nascondono una depravazione e l'unica smorfia etica è un moralismo ipocrita; in cui c'è chi gira un sequel del Salò di Pasolini nei luoghi reali della Repubblica Sociale e chi, nostalgico, insegna agli eredi motivetti del Ventennio.Francesco Permunian ci trascina di nuovo nel suo teatrino dell'assurdo affollato di marionette farneticanti. L'aberrazione e la turpitudine diventano in questo Elogio neutre manifestazioni di una società priva di rotta, in cui non pare concepibile trovare un indirizzo né un senso che sorpassino l'istante. Nelle grottesche avventure dei protagonisti, riportate da un narratore non sempre affidabile, alla satira esplicita e asperrima si uniscono un'ironia più sottile e un'amarezza di sfondo: Elogio dell'aberrazione è un pugno in faccia che si prende ridendo.

Giorni di collera e di annientamento
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Permunian, Francesco

Giorni di collera e di annientamento

Ponte alle Grazie, 16/09/2021

Abstract: Il dottor Lunfardo, in arte Don Fifì, sognava di diventare un cantante confidenziale, un crooner alla Bing Crosby. Disgraziatamente, ha invece scritto un libro e ha avuto un successo clamoroso: ha vinto il Premio Strega, è stato risucchiato nell'orribile mondo dell'editoria e si è rovinato la vita. Ora cerca invano un po' di quiete sulle rive del lago di Garda, assediato da seccatori, familiari, incubi e ipocondria. Intorno al nostro "eroe" si dimena una miriade di soggetti improbabili. Procaci prostitute neofasciste in sella a rombanti sidecar Zundapp della Wehrmacht, anziani dentisti sulla strada della demenza sempre fedeli al proprio trapano a pedale, demoniache sirene palustri, barboni ferroviari un tempo re della rubinetteria di lusso, pellegrini invasati tra Lourdes e i santuari gardesani, stagisti stalker, suicidi improbabili, aspiranti scrittrici vanagloriose, impegnativi ménage à trois condotti da bambole di celluloide gelose… Sullo sfondo, la provincia italiana all'epoca della pandemia globale. Un circo, un "bislacco e sguaiato teatrino umano": Permunian ci consegna con Giorni di collera e di annientamento un romanzo giocoso e feroce, una satira spietata, popolata da personaggi assurdi, grotteschi, umani troppo umani.

Giorni di collera e di annientamento, ovvero La deplorevole storia d'amore tra Don Fifì e la bella Funebrera
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Materiale linguistico moderno

Permunian, Francesco <1951->

Giorni di collera e di annientamento, ovvero La deplorevole storia d'amore tra Don Fifì e la bella Funebrera / Francesco Permunian

Ponte alla Grazie, 2021

Abstract: Il dottor Lunfardo, in arte Don Fifì, sognava di diventare un cantante confidenziale, un crooner alla Bing Crosby. Disgraziatamente, ha invece scritto un libro e ha avuto un successo clamoroso: ha vinto il Premio Strega, è stato risucchiato nell’orribile mondo dell’editoria e si è rovinato la vita. Ora cerca invano un po’ di quiete sulle rive del lago di Garda, assediato da seccatori, familiari, incubi e ipocondria. Intorno al nostro «eroe» si dimena una miriade di soggetti improbabili. Procaci prostitute neofasciste in sella a rombanti sidecar Zundapp della Wehrmacht, anziani dentisti sulla strada della demenza sempre fedeli al proprio trapano a pedale, demoniache sirene palustri, barboni ferroviari un tempo re della rubinetteria di lusso, pellegrini invasati tra Lourdes e i santuari gardesani, stagisti stalker, suicidi improbabili, aspiranti scrittrici vanagloriose, impegnativi ménage à trois condotti da bambole di celluloide gelose… Sullo sfondo, la provincia italiana all’epoca della pandemia globale. Un circo, un «bislacco e sguaiato teatrino umano»: Permunian ci consegna con Giorni di collera e di annientamento un romanzo giocoso e feroce, una satira spietata, popolata da personaggi assurdi, grotteschi, umani troppo umani.

Il rapido lembo del ridicolo
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Materiale linguistico moderno

Permunian, Francesco <1951->

Il rapido lembo del ridicolo / Francesco Permunian ; postfazione di Giulio Ferroni

Italo Svevo, 2021

Abstract: Piccole storie come residui di un falò, frammenti di esistenze, di malumori, di sogni e allucinazioni, salvati da un pullulante “bric-à-brac letterario”, alimentato da letture, sguardi, pettegolezzi, proiezioni dell’universale follia. Questo è Il rapido lembo del ridicolo, scritto da Permunian nel corso del tempo, in periodi diversi, correggendo e variando all’infinito sempre gli stessi temi. Le stesse ossessioni.

Sillabario dell'amor crudele
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Permunian, Francesco

Sillabario dell'amor crudele

Chiarelettere, 06/06/2019

Abstract: Come se Dio battesse le mani all'impazzata per non impazzire davanti alla commedia umana. Davanti a quel teatro dell'assurdo da lui stesso ideato e creato."Lui è il più bravo. Ha battuto i colleghi cattivi della vicina regione, i Piovene e i Parise. Loro si muovono tentennanti fra tradizione e protesta, lui d'un balzo salta al centro della scena europea."Angelo Guglielmi"Di tutto il verminaio di dolore e di umiliazioni inflitte a bambini e a ragazzini molto poveri e sordomuti, ho cercato di fare un'opera di fantasia letteraria ambientata dentro un orfanotrofio... La voce narrante è quella di un nano che, alle soglie della vecchiaia, rievoca la sua infanzia violentata."Se grottesca è la condotta del clero in Italia, grottesca dev'essere la sua rappresentazione in forma narrativa. A cominciare dal suo protagonista, il nano Baseggio ("un aberrante capriccio divino, questo sono io"), che a distanza di anni ricorda le violenze subite in un orfanotrofio italiano ("È stato come svegliarsi in un incubo"), e chiede vendetta. Con lui ecco la bambina prostituta Baby Yaba, la madre superiora suor Clemenzia, che dirige l'orfanotrofio con metodi da lager, padre Camilo Mendes, un vescovo del Vaticano e molte altre figure – il parroco del paese, le beghine, gli intellettuali di provincia, due trans, una banda di barboni – che insieme fungono da "coro" e formano tante tessere di un'unica rappresentazione.A tratti scanzonato, a tratti feroce, in una danza di zie, eminenze, suore, mogli, il libro di Permunian ci fa entrare nei segreti della borghesia provinciale, con la Chiesa che diventa il baricentro del male italiano, dalla violenza sui disabili minorenni all'accoglienza dei migranti, in un compendio, ideale perché crudo, di bassezze che trascendono l'umano. Un libro impudente e blasfemo, un feroce atto d'accusa contro l'oscenità della pedofilia cattolica.   

Sillabario dell'amor crudele
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Materiale linguistico moderno

Permunian, Francesco <1951->

Sillabario dell'amor crudele / Francesco Permunian

Chiarelettere, 2019

Abstract: Se grottesca è la condotta del clero in Italia, grottesca dev’essere la sua rappresentazione in forma narrativa. A cominciare dal suo protagonista, il nano Baseggio (“un aberrante capriccio divino, questo sono io”), che a distanza di anni ricorda le violenze subite in un orfanotrofio italiano (“È stato come svegliarsi in un incubo”), e chiede vendetta. Con lui ecco la bambina prostituta Baby Yaba, la madre superiora suor Clemenzia, che dirige l’orfanotrofio con metodi da lager, padre Camilo Mendes, un vescovo del Vaticano e molte altre figure – il parroco del paese, le beghine, gli intellettuali di provincia, due trans, una banda di barboni – che insieme fungono da “coro” e formano tante tessere di un’unica rappresentazione. A tratti scanzonato, a tratti feroce, in una danza di zie, eminenze, suore, mogli, il libro di Permunian ci fa entrare nei segreti della borghesia provinciale, con la Chiesa che diventa il baricentro del male italiano, dalla violenza sui disabili minorenni all’accoglienza dei migranti, in un compendio, ideale perché crudo, di bassezze che trascendono l’umano. Un libro impudente e blasfemo, un feroce atto d’accusa contro l’oscenità della pedofilia cattolica.

Chi sta parlando nella mia testa?
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Materiale linguistico moderno

Permunian, Francesco <1951->

Chi sta parlando nella mia testa? : l'antiromanzo di un vecchio demone burlone / Francesco Permunian ; postfazione di Andrea Caterini

[S.l.] : Theoria, 2018

Linea d'ombra

Abstract: Ironico, sarcastico, disincantato, Francesco Permunian è il nostro Gombrowicz. Ma non solo per un affine carattere, ma anche per una forma espressiva che è, prima che una ricerca, una predestinazione. E infatti attraverso la forma diaristica che Permunian (così come lo scrittore polacco) meglio esprime la commedia umana della nostra vita, e che osserva a volte pure con rabbia, una rabbia che rasenta il disgusto, quando racconta il mondo degli intellettuali italiani, dei quali è capace come pochi di svelarne l'ipocrisia. Ma le pagine di Permunian sono abitate non soltanto dalla sua voce, ma anche da quella dei fantasmi che continuamente gli parlano nella sua testa. Qui va cercato il fondo di dolorosa poesia della sua prosa. Per Permunian la letteratura è il luogo in cui i morti trovano una casa che finalmente li accolga. E quella casa è un artificio, misericordioso anche se mai curativo - ma profondo, insostenibile, cioè conoscitivo. Postfazione di Andrea Caterini.

Il gabinetto del dottor Kafka
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Permunian, Francesco

Il gabinetto del dottor Kafka

Nutrimenti, 27/05/2017

Abstract: Dall'autore di Cronaca di un servo felice e La Casa del Sollievo Mentale – uno degli autori italiani più significativi di inizio millennio, celebrato dai più illustri critici, scrittori e giornalisti – un allucinato, imprevedibile canto della follia e della protesta, uno stralunato e violento romanzo-pamphlet intessuto di storie deliranti e paradossali che s'intrecciano al ritmo di una sarabanda. Come scrive Daniele Giglioli in appendice al romanzo, "Permunian compie un percorso analogo ma inverso a quello del suo grande antecedente Manganelli: le porte sono spalancate, i demoni percorrono la terra, e tutto lo sforzo consiste nel cercare di rispedirli al loro regno, resistendo alle loro lusinghe".

Costellazioni del crepuscolo
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Permunian, Francesco

Costellazioni del crepuscolo

Il Saggiatore, 12/05/2017

Abstract: Ogni scrittura nasce da un fantasma primordiale. Quello di Francesco Permunian ha le movenze ossequiose di un servo mefistofelico, maledetto, oscuramente felice, uno spettro incarnato che trama nell'ombra, si muove con grazia ruffiana, e camuffa nei panni carnevaleschi da vassallo di una vecchia signora un dolore inestirpabile. Perché ogni fantasma per esistere ha bisogno di una maschera: fuori dalla sua vituperabile scena è solo una sagoma, un sibilo notturno. È solo un uomo.Costellazioni del crepuscolo è la cronaca di una stagione all'inferno, una discesa negli inferi letterari di uno scrittore che ha fatto dell'incubo e dell'ossessione non soltanto la sua riconoscibile cifra stilistica, ma un minuzioso pantheon, tenebroso e ancestrale, di assoluto valore. È anche, e soprattutto, la tormentata ricerca di una tortuosa risalita purgatoriale, durante la quale i personaggi delle storie e il loro autore sembrano ostacolarsi a vicenda per la conquista della luce.Nell'opposta attrazione di due cariche elettriche – quella subdola e diabolica e quella anelante alla purificazione – Costellazioni del crepuscolo unisce, per trascenderli, i due romanzi più emblematici di Permunian, Cronaca di un servo felice e Camminando nell'aria della sera, introdotti dalla prestigiosa prefazione di Salvatore Silvano Nigro e accordati da testi inediti che frangono il confine tra prosa e poesia, portando alla luce figure grottesche in agguato da anni, sfuggite alle storie principali e in ultimo tornate per vendicarsi. Sono loro ad accompagnare il lettore in un viaggio minaccioso e spettrale, dalle stanze arcadiche ed erotomani del servo felice alle luci crepuscolari di una provincia italiana allucinata e perversa, spiata dal grande occhio di un vecchio medico che assiste dalla finestra del suo studio a tutte le follie, tutti gli avvelenati turpiloqui di un paese che ricorda, nella sua caustica tragedia, l'intera Terra.

Costellazioni del crepuscolo
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Materiale linguistico moderno

Permunian, Francesco <1951->

Costellazioni del crepuscolo / Francesco Permunian ; prefazione di Salvatore Silvano Nigro

Milano : Il saggiatore, 2017

La cultura ; 1077

Abstract: Ogni scrittura nasce da un fantasma primordiale. Quello di Francesco Permunian ha le movenze ossequiose di un servo mefistofelico, maledetto, oscuramente felice, uno spettro incarnato che trama nell'ombra, si muove con grazia ruffiana, e camuffa nei panni carnevaleschi da vassallo di una vecchia signora un dolore inestirpabile. Perché ogni fantasma per esistere ha bisogno di una maschera: fuori dalla sua vituperabile scena è solo una sagoma, un sibilo notturno. È solo un uomo. "Costellazioni del crepuscolo" è la cronaca di una stagione all'inferno, una discesa negli inferi letterari di uno scrittore che ha fatto dell'incubo e dell'ossessione non soltanto la sua riconoscibile cifra stilistica, ma un minuzioso pantheon, tenebroso e ancestrale, di assoluto valore. È anche, e soprattutto, la tormentata ricerca di una tortuosa risalita purgatoriale, durante la quale i personaggi delle storie e il loro autore sembrano ostacolarsi a vicenda per la conquista della luce. Nell'opposta attrazione di due cariche elettriche - quella subdola e diabolica e quella anelante alla purificazione - "Costellazioni del crepuscolo" unisce, per trascenderli, i due romanzi più emblematici di Permunian, "Cronaca di un servo felice" e "Camminando nell'aria della sera", introdotti dalla prefazione di Salvatore Silvano Nigro e accordati da testi inediti che frangono il confine tra prosa e poesia, portando alla luce figure grottesche in agguato da anni, sfuggite alle storie principali e in ultimo tornate per vendicarsi. Sono loro ad accompagnare il lettore in un viaggio minaccioso e spettrale, dalle stanze arcadiche ed erotomani del servo felice alle luci crepuscolari di una provincia italiana allucinata e perversa, spiata dal grande occhio di un vecchio medico che assiste dalla finestra del suo studio a tutte le follie, tutti gli avvelenati turpiloqui di un paese che ricorda, nella sua caustica tragedia, l'intera Terra.

La polvere dell'infanzia e altri affanni di gioventù. Frammenti di un fotoromanzo popolare
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Permunian, Francesco

La polvere dell'infanzia e altri affanni di gioventù. Frammenti di un fotoromanzo popolare

Nutrimenti, 22/03/2016

Abstract: Lo sguardo di Francesco Permunian, riconosciuto dalla critica come una delle voci principali della letteratura italiana degli ultimi decenni, questa volta percorre a ritroso il tempo e si concentra sul Polesine dell'infanzia. Un terra uscita stremata dalla guerra, in cui sono ancora fresche le cicatrici della lotta partigiana e dove piomberà a complicare le cose la storica alluvione del Po. Perfetta fusione tra romanzo e diario, "La polvere dell'infanzia" si distende fra memoria e artificio narrativo, sempre attraverso lo strumento straordinariamente efficace e impietoso della parodia. Ecco dunque sfilare sotto gli occhi del lettore una diabolica donna in cerca di vendetta, o un vecchio filosofo ubriacone che regala perle di saggezza, o la voce commossa di Giambattista Meneghini, che ricorda e rimpiange la sua adorata Maria Callas. Ma, come si è detto, protagonista del libro è soprattutto il Polesine, che nel fantastico immaginario di Permunian assume i contorni universali del mondo intero. E così, insieme alle inevitabili tresche paesane e alle grottesche vicende di provincia, lo scrittore svela anche una parte sepolta di storia del dopoguerra italiano.

Ultima favola
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Permunian, Francesco

Ultima favola

Il Saggiatore, 14/09/2015

Abstract: Una vecchia signora ha sintonizzato la sua antenna sull'Aldilà per ascoltare ogni sera i concerti dei defunti; muore il "Caruso del Tirolo" e non ci sono abbastanza soldi per una bara di prima mano; due coniugi inarrestabili collezionano memorabilia d'autore – le pastiglie di Penna, i sigari di Bo – da offrire agli ospiti; un intransigente educatore cattolico viene trovato nella stanza di un postribolo, in un lago di sangue: sono queste le notizie di cui scrive Ottavio sull'Eco delle Alpi, e questi i racconti che, dopo la morte dell'amata A. e su suggerimento del suo psicoanalista, annota in un diario, insieme ai ricorrenti incubi di madonne sanguinanti e uomini in nero che scavano buche sulla spiaggia. Ottavio è angustiato da un senso di colpa che corrompe qualsiasi esperienza, in particolare gli incontri con altre donne, immancabilmente consegnati dalle sue nevrosi a esiti improbabili e imbarazzanti; e soffre con acutezza una doppia prigionia: nel mondo chiuso e paludato della piccola provincia italiana tutta casa chiesa e conventicole – superficialmente linda, inamidata, inappuntabile, ma in realtà avvelenata da meschini sotterfugi, odi, taciute perversioni – e in uno squallido lavoro giornalistico: all'Eco delle Alpi, anche un inserto a colori su una varietà di formaggio può trasformarsi in un catalizzatore di subdole ripicche. Per quanto doloroso, Ottavio trova requie solo nel ricordo di A. Nel suo ricordo e nel desiderio impossibile di vivere con lei un'ultima favola. Riconosciuto come uno dei più importanti romanzieri italiani contemporanei, Francesco Permunian ipnotizza il lettore con il contrasto sconcertante fra la sua prosa deliziosamente levigata e l'abiezione morale che mette in scena, consegnando alla pagina l'istantanea impietosa di un presente grottesco e di un'Italietta volgare e conformista. La sua Ultima favola assume spesso i contorni torbidi, sulfurei, di un incubo, ma non cessa mai di ammaliare – come ogni favola che si rispetti.

La polvere dell'infanzia
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Materiale linguistico moderno

Permunian, Francesco <1951->

La polvere dell'infanzia : e altri affanni di gioventù : frammenti di un fotoromanzo popolare / Francesco Permunian ; con le fotografie di Duilio Avezzù

Roma : Nutrimenti, 2015

Greenwich ; 49

Abstract: Lo sguardo di Francesco Permunian, riconosciuto dalla critica come una delle voci principali della letteratura italiana degli ultimi decenni, questa volta percorre a ritroso il tempo e si concentra sul Polesine dell'infanzia. Un terra uscita stremata dalla guerra, in cui sono ancora fresche le cicatrici della lotta partigiana e dove piomberà a complicare le cose la storica alluvione del Po. Perfetta fusione tra romanzo e diario, "La polvere dell'infanzia" si distende fra memoria e artificio narrativo, sempre attraverso lo strumento straordinariamente efficace e impietoso della parodia. Ecco dunque sfilare sotto gli occhi del lettore una diabolica donna in cerca di vendetta, o un vecchio filosofo ubriacone che regala perle di saggezza, o la voce commossa di Giambattista Meneghini, che ricorda e rimpiange la sua adorata Maria Callas. Ma, come si è detto, protagonista del libro è soprattutto il Polesine, che nel fantastico immaginario di Permunian assume i contorni universali del mondo intero. E così, insieme alle inevitabili tresche paesane e alle grottesche vicende di provincia, lo scrittore svela anche una parte sepolta di storia del dopoguerra italiano.

Ultima favola
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Materiale linguistico moderno

Permunian, Francesco <1951->

Ultima favola / Francesco Permunian

Milano : Il Saggiatore, 2015

La cultura ; 929

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Abstract: Una vecchia signora ha sintonizzato la sua antenna sull'Aldilà per ascoltare ogni sera i concerti dei defunti; muore il "Caruso del Tirolo" e non ci sono abbastanza soldi per una bara di prima mano; due coniugi inarrestabili collezionano memorabilia d'autore - le pastiglie di Penna, i sigari di Bo - da offrire agli ospiti; un intransigente educatore cattolico viene trovato nella stanza di un postribolo, in un lago di sangue: sono queste le notizie di cui scrive Ottavio sull'Eco delle Alpi, e questi i racconti che, dopo la morte dell'amata A. e su suggerimento del suo psicoanalista, annota in un diario, insieme ai ricorrenti incubi di madonne sanguinanti e uomini in nero che scavano buche sulla spiaggia. Ottavio è angustiato da un senso di colpa che corrompe qualsiasi esperienza, in particolare gli incontri con altre donne, immancabilmente consegnati dalle sue nevrosi a esiti improbabili e imbarazzanti; e soffre con acutezza una doppia prigionia: nel mondo chiuso e paludato della piccola provincia italiana tutta casa chiesa e conventicole superficialmente linda, inamidata, inappuntabile, ma in realtà avvelenata da meschini sotterfugi, odi, taciute perversioni - e in uno squallido lavoro giornalistico: all'Eco delle Alpi, anche un inserto a colori su una varietà di formaggio può trasformarsi in un catalizzatore di subdole ripicche. Per quanto doloroso, Ottavio trova requie solo nel ricordo di A. Nel suo ricordo e nel desiderio impossibile di vivere con lei un'ultima favola.

Il gabinetto del dottor Kafka
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Permunian, Francesco

Il gabinetto del dottor Kafka

Nutrimenti, 17/01/2013

Abstract: Seguendo il filo di una memoria insonne e frammentaria, Francesco Permunian raccoglie in questo suo nuovo libro cose, persone e fatti – reali e immaginari – che da tempo fanno parte del suo circo mentale e visionario, di quel grottesco e feroce ritrarre le vanità della provincia italiana e le beghe delle conventicole letterarie che Permunian pratica dai tempi di Cronaca di un servo felice e che lo colloca tra i grandi autori maledetti e appartati degli ultimi decenni. Ne risulta uno stralunato e violento romanzo-pamphlet intessuto di storie deliranti e paradossali che s'intrecciano al ritmo di una sarabanda: bellissime fanciulle che si accoppiano con il diavolo, madri che piangono nella tomba il destino delle loro figlie, padri bigotti e incestuosi, salme in doppiopetto e baffetti neri, cessi alla turca istoriati da nobili penne, zingareschi banchetti funebri, cene trimalcioniche e suicidi ferroviari. Il tutto raccontato con una lingua spiccia e impassibile, da anatomopatologo dello stile, degna di quell'autentico cannibale letterario qual è considerato l'autore di questo libro impietoso e controcorrente. Come scrive Daniele Giglioli in appendice, "Permunian compie un percorso analogo ma inverso a quello del suo grande antecedente Manganelli: le porte sono spalancate, i demoni percorrono la terra, e tutto lo sforzo consiste nel cercare di rispedirli al loro regno, resistendo alle loro lusinghe".

Il gabinetto del dottor Kafka
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Materiale linguistico moderno

Permunian, Francesco <1951->

Il gabinetto del dottor Kafka : piccolo memoriale illustrato di ombre e fantasmi / Francesco Permunian ; con una nota di Daniele Giglioli

Roma : Nutrimenti, 2013

Abstract: Dall'autore di Cronaca di un servo felice e La Casa del Sollievo Mentale uno degli autori italiani più significativi di inizio millennio, celebrato dai più illustri critici, scrittori e giornalisti - un allucinato, imprevedibile canto della follia e della protesta, uno stralunato e violento romanzo-pamphlet intessuto di storie deliranti e paradossali che s'intrecciano al ritmo di una sarabanda. Come scrive Daniele Giglioli in appendice al romanzo, Permunian compie un percorso analogo ma inverso a quello del suo grande antecedente Manganelli: le porte sono spalancate, i demoni percorrono la terra, e tutto lo sforzo consiste nel cercare di rispedirli al loro regno, resistendo alle loro lusinghe.

La casa del sollievo mentale
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Permunian, Francesco

La casa del sollievo mentale

Nutrimenti, 07/05/2012

Abstract: È un bibliotecario del lago di Garda il protagonista di "La Casa del Sollievo Mentale", con scene autenticamente hard e noir: sesso di vecchie signore con animali, pie dame che si prostituiscono a fin di bene, balli notturni con bambole di gomma, una zia che parla con la Madonna, marchettari necrofori e ballerine alcolizzate... E poi, orribili segreti familiari nascosti tra le mura di un manicomio di provincia: la Casa del Sollievo Mentale. Storie che rotolano insieme verso un finale cupo nel buio di una soffitta abitata da un vecchio criminale nazista e dalle ombre delle sue vittime. Ma oltre questa sarabanda di fatti più o meno turpi, di personaggi più o meno inetti e spregevoli - medici, confessori, militari, falegnami, donne di carità - si sente scorrere in profondità per tutto il libro - come un vento sotterraneo e infernale - la nostalgia potente per un mondo perduto, per una 'beltà' svanita. Nostalgia usata come un'arma che apre, scalza, mette a nudo tic e manie del nostro basso impero. Una scrittura, quella di Permunian, che conosce tutti i registri del grottesco e del farsesco, riuscendo attraverso la sua vena surreale a gettare uno sguardo acuminato sulla realtà e sull'attualità svelandone gli aspetti più incredibili e corrotti.

La casa del sollievo mentale
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Materiale linguistico moderno

Permunian, Francesco <1951->

La casa del sollievo mentale / Francesco Permunian

Roma : Nutrimenti, 2011

Abstract: È un bibliotecario del lago di Garda il protagonista di La Casa del Sollievo Mentale, con scene autenticamente hard e noir: sesso di vecchie signore con animali, pie dame che si prostituiscono a fin di bene, balli notturni con bambole di gomma, una zia che parla con la Madonna, marchettari necrofori e ballerine alcolizzate... E poi, orribili segreti familiari nascosti tra le mura di un manicomio di provincia: la Casa del Sollievo Mentale. Storie che rotolano insieme verso un finale cupo nel buio di una soffitta abitata da un vecchio criminale nazista e dalle ombre delle sue vittime. Ma oltre questa sarabanda di fatti più o meno turpi, di personaggi più o meno inetti e spregevoli - medici, confessori, militari, falegnami, donne di carità - si sente scorrere in profondità per tutto il libro - come un vento sotterraneo e infernale - la nostalgia potente per un mondo perduto, per una 'beltà' svanita. Nostalgia usata come un'arma che apre, scalza, mette a nudo tic e manie del nostro basso impero. Una scrittura, quella di Permunian, che conosce tutti i registri del grottesco e del farsesco, riuscendo attraverso la sua vena surreale a gettare uno sguardo acuminato sulla realtà e sull'attualità svelandone gli aspetti più incredibili e corrotti.

Dalla stiva di una nave blasfema
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Materiale linguistico moderno

Permunian, Francesco <1951->

Dalla stiva di una nave blasfema / Francesco Permunian ; fotografie di Gianni Fucile ; postfazione di Fabio Pusterla

Reggio Emilia : Diabasis, [2009]

Prime crepe
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Analitici

Permunian, Francesco <1951->

Prime crepe / Francesco Permunian.