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Immagini contese
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Maifreda, Germano

Immagini contese

Feltrinelli Editore, 13/01/2024

Abstract: Le immagini sono il cuore del linguaggio del potere. I dibattiti di oggi sulla cosiddetta "cancel culture" e sulla presunta tendenza di alcuni gruppi sociali a limitare la libertà di espressione altrui non colgono che ogni testo, identità o forma sono da sempre sottoposti a relazioni di potere, che di volta in volta ne hanno indotto la vittoria o la cancellazione, la preservazione o la mutilazione. E i cancellati di ieri possono certo rischiare di diventare i cancellatori di oggi o di domani.Nel passato, come nel presente, le figure sono state impiegate per costruire, negoziare, negare la fama, l'onore, la reputazione, il credito degli individui, nell'ambito di specifici e ricostruibili rapporti economici, sociali e culturali. Per conoscere questa saga piena di intrighi e colpi di scena è necessario decifrare le relazioni storiche e contemporanee fra immagini e potere, e poi inquadrare le figure nei loro contesti di creazione, rielaborazione e superamento, anche per il tramite della cancellazione.Germano Maifreda, storico dell'economia, costruisce un intreccio di storie che raccontano un passato in cui le idee, assieme ai testi e alle figure che le trasmettevano, sono state più volte cancellate o corrette attraverso l'applicazione di teorie e pratiche di potere sbilanciate, talora violente. Dal Rinascimento, quando l'immagine divenne un dispositivo per l'affermazione di nuovi ceti sociali o minoranze come gli ebrei, passando per gli spartiti censurati nel Risorgimento e per le statue contese durante l'Unità d'Italia, Giordano Bruno a Roma e Paolo Sarpi a Venezia, fino alle opere d'arte sequestrate ai "nemici" durante la Seconda guerra mondiale e alle scene proibite in "Salò" di Pasolini, Maifreda ci svela come dai conflitti passati fra movimenti, idee, gruppi sociali abbiamo ereditato un universo culturale niente affatto neutrale o intatto.

Immagini contese
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Materiale linguistico moderno

Maifreda, Germano <docente di storia economica>

Immagini contese : storia politica delle figure dal Rinascimento alla cancel culture / Germano Maifreda

Feltrinelli, 2022

Abstract: Le immagini sono il cuore del linguaggio del potere. I dibattiti di oggi sulla cosiddetta "cancel culture" e sulla presunta tendenza di alcuni gruppi sociali a limitare la libertà di espressione altrui non colgono che ogni testo, identità o forma sono da sempre sottoposti a relazioni di potere, che di volta in volta ne hanno indotto la vittoria o la cancellazione, la preservazione o la mutilazione. E i cancellati di ieri possono certo rischiare di diventare i cancellatori di oggi o di domani. Nel passato, come nel presente, le figure sono state impiegate per costruire, negoziare, negare la fama, l'onore, la reputazione, il credito degli individui, nell'ambito di specifici e ricostruibili rapporti economici, sociali e culturali. Per conoscere questa saga piena di intrighi e colpi di scena è necessario decifrare le relazioni storiche e contemporanee fra immagini e potere, e poi inquadrare le figure nei loro contesti di creazione, rielaborazione e superamento, anche per il tramite della cancellazione. Germano Maifreda, storico dell'economia, costruisce un intreccio di storie che raccontano un passato in cui le idee, assieme ai testi e alle figure che le trasmettevano, sono state più volte cancellate o corrette attraverso l'applicazione di teorie e pratiche di potere sbilanciate, talora violente. Dal Rinascimento, quando l'immagine divenne un dispositivo per l'affermazione di nuovi ceti sociali o minoranze come gli ebrei, passando per gli spartiti censurati nel Risorgimento e per le statue contese durante l'Unità d'Italia, Giordano Bruno a Roma e Paolo Sarpi a Venezia, fino alle opere d'arte sequestrate ai "nemici" durante la Seconda guerra mondiale e alle scene proibite in Salò di Pasolini, Maifreda ci svela come dai conflitti passati fra movimenti, idee, gruppi sociali abbiamo ereditato un universo culturale niente affatto neutrale o intatto. Dal Rinascimento fino a oggi la storia italiana è costellata di infinite vicende di piccolo e grande dissenso, intellettuale e popolare, che si svolgono in un territorio inaspettato, affascinante e difficile da decifrare: le immagini. Un intreccio di storie concrete di pitture, statue, fotografie e scene cinematografiche "contese" che getta luce sulla figura come tecnologia del potere.

L'eretico che salvò la Chiesa. Il cardinale Giovanni Morone e le origini della Controriforma
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Firpo, Massimo - Maifreda, Germano

L'eretico che salvò la Chiesa. Il cardinale Giovanni Morone e le origini della Controriforma

Einaudi, 28/05/2019

Abstract: Giovanni Morone (1509-80) ebbe un'esistenza in apparenza paradossale: due volte legato papale al concilio di Trento - che chiuse nel 1563 salvandolo dal fallimento cui pareva destinato - fu oggetto di gravi accuse di eresia sfociate in due processi inquisitoriali voluti dai papi-inquisitori del suo tempo, Paolo IV (che lo rinchiuse per oltre due anni in Castel Sant'Angelo) e Pio V. Solo la stima e l'appoggio dei sovrani asburgici (il re di Spagna Filippo II e l'imperatore Ferdinando I) gli permisero di sfuggire alla condanna e di tornare a tenere le redini dei principali avvenimenti coevi: dall'alleanza che portò alla battaglia di Lepanto alla crisi della repubblica di Genova. Impareggiabile diplomatico formatosi nella Milano degli Sforza, protagonista dei colloqui di religione nella Germania sconvolta da Lutero, amico di Vittoria Colonna e committente di Michelangelo, vescovo riformatore, Morone fu uomo di grande prestigio europeo, la cui memoria è stata tuttavia riproposta solo in chiave di esemplare prelato cattolico, rimuovendo i drammatici conflitti interni alla gerarchia ecclesiastica che segnarono la sua vita ed ebbero un peso decisivo nel delineare l'identità della Chiesa cattolica nella lunga età della Controriforma.Quella di Giovanni Morone è una storia paradossale. Legato papale sia nella prima fallita convocazione del concilio di Trento negli anni 1542-43 sia nell'ultima del 1562-63, quando il maggior storico moderno di quel sinodo, Hubert Jedin, gli attribuí il merito di averlo salvato dal fallimento cui sembrava ormai essere destinato. Tra quelle due convocazioni, tuttavia, egli fu oggetto di gravi accuse di eresia, sfociate nel processo inquisitoriale preparato per anni in segreto da Gian Pietro Carafa e formalizzato nel giugno del '55, all'indomani della sua elezione papale. Un processo reso pubblico due anni dopo con il clamoroso arresto di "cosí gran cardinale, [] in voce certa di esser papa", come ebbe a dire Enrico II di Francia. Solo la morte del pontefice inquisitore consentí al Morone di sfuggire alla condanna. E solo l'appoggio del re di Spagna Filippo II gli permise di uscire da Castel Sant'Angelo dopo 27 mesi di prigionia e di partecipare al conclave di Pio IV, suo amico e concittadino, che poche settimane dopo, ai primi di marzo del 1560, ne pronunciò l'assoluzione. Il paradosso di quel porporato illustre, il cui profilo storico e storiografico trascolora di volta in volta nell'immagine dell'eretico o del "baluardo della fede cattolica", sarebbe durato anche negli anni seguenti, come dimostra la ripresa del processo preparata (anche se mai attuata) da un altro papa inquisitore quale Pio V. Questo libro ricostruisce finalmente un profilo chiaro e coerente di una figura storica di straordinario spessore.

Dove va a finire la fatica
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Materiale linguistico moderno

Dove va a finire la fatica : storie di vita e di lavoro in CMB, Cooperativa muratori e braccianti di Carpi / a cura di Maria Canella, Roberta Garruccio ; con la collaborazione di Germano Maifreda e Andrea Strambio De Castilla

[Milano] : Bruno Mondadori, c2008

Abstract: Un'antologia dei brani più significativi che raccontano una ventina di testimonianze raccolte tra i lavoratori della Cmb (Cooperativa Muratori e Braccianti di Carpi) nell'autunno del 2007, secondo un modulo aperto di intervista autobiografica. Queste storie di vita e di lavoro hanno un grande interesse intrinseco e costituiscono un complemento straordinariamente vivo e plastico alla storia d'impresa e alla storia della cooperazione di cui fanno parte, ma sono anche una rappresentazione del tutto originale e inedita del settore delle costruzioni, offrendo una prospettiva di lettura interna, che si snoda lungo gli ultimi due decenni e ne attraversa le trasformazioni.

La disciplina del lavoro
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Materiale linguistico moderno

Maifreda, Germano <docente di storia economica>

La disciplina del lavoro : operai, macchine e fabbriche nella storia italiana / Germono Maifreda

Milano : Bruno Mondadori, c2007

Abstract: Con grande chiarezza espositiva e avvalendosi di documentazione rimasta fin qui inedita, Germano Maifreda compie un appassionante viaggio tra la seconda metà del Settecento e la fine del Novecento, attraverso le relazioni tra uomini e macchine, le pratiche organizzative del lavoro, le forme storiche della disciplina di fabbrica e le loro interconnessioni con la cultura e la società italiane. Agli albori dell'industrializzazione nazionale, infatti, la disciplina di fabbrica entrò in una fase di importante trasformazione strutturale, i cui tempi e modi di cambiamento furono diversi in base ai differenti ambiti di produzione. In questo contesto si inserisce l'opera di Maifreda che, se da un lato fornisce una bibliografia generale sulla storia della fabbrica italiana, dall'altro offre al lettore una innovativa interpretazione del fenomeno della disciplina di fabbrica e dell'organizzazione del lavoro. Uno studio che, fondendo la storiografia del lavoro e dell'impresa con la trattatistica politica e sociologica, mette in luce i nessi esistenti tra vita sociale e lavoro accentrato.