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× Autore Paola Splendore

Trovati 26 documenti.

Veniamo tutti da un altro luogo
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Materiale linguistico moderno

Padel, Ruth <1946->

Veniamo tutti da un altro luogo : migrazione e sopravvivenza / Ruth Padel : traduzione di Paola Splendore e Maria Baiocchi

Elliot, 2023

Abstract: «La migrazione ha creato il mondo»: è la tesi che governa la ricerca di Ruth Padel sulle origini e sulle continue trasformazioni del pianeta. In questo affascinante volume l’autrice affronta la migrazione come fenomeno universale di sopravvivenza in un habitat sempre più inospitale a causa di crisi climatiche e guerre. Undici capitoli in prosa introducono altrettante sezioni di poesia che, partendo dal viaggio originario delle cellule, dalla migrazione di uccelli e animali selvatici – colibrì, farfalle, zebre, gnu – approdano alla diaspora umana del mondo contemporaneo.

Bless the daughter raised by a voice in her head
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Materiale linguistico moderno

Shire, Warsan <1988->

Bless the daughter raised by a voice in her head = Benedici la figlia cresciuta da una voce nella testa / Warsan Shire ; traduzione di Paola Splendore

Fandango libri, 2023

Abstract: Nata in Kenya da famiglia somala fuggita dalla guerra civile, quando aveva appena un anno Warsan Shire e la sua famiglia si trasferiscono a Londra. Benedici la figlia cresciuta da una voce nella testa raccoglie i versi degli ultimi dieci anni di vita dell’autrice. Ispirata dalla sua vita e dalle sue origini, come anche dalla cultura pop e dall’attualità, Shire canta la dignità, riscattandola, delle vite di immigrati, madri e figlie, donne nere e ragazze adolescenti. E se le sue poesie spesso sono forti – affrontando temi come la nostalgia dei rifugiati, la violenza della guerra e la mutilazione dei genitali femminili – la sua scrittura resta incredibilmente seducente. In versi esplosivi, pieni di dolore e sofferenza, ma anche di grande vitalità, Shire ci parla di cosa vuol dire abitare un corpo di donna, di disturbi dell’alimentazione, di ossessioni compulsive, e di tensioni irrisolte con la fede di appartenenza.

Saggi 2006-2017
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Coetzee, J. M. - Baiocchi, Maria - Splendore, Paola

Saggi 2006-2017

EINAUDI, 15/06/2021

Abstract: Questi Saggi danno la sensazione che Coetzee abbia fissato negli occhi gli scrittori di cui parla. Non importa che molti siano uomini e donne di decenni e secoli passati: ogni volta Coetzee, immergendosi nella scrittura di autori come Defoe e Beckett, Flaubert o Roth, sembra riportare alla luce una verità tanto ustionante da apparire ancora pulsante di vita. Il gusto per il dettaglio biografico inatteso (Robert Walser soffriva di "crampi psicosomatici" che attribuiva ad un'avversione per la penna; Irène Némirovsky scriveva "finali affrettati" perché cominciava sempre un altro romanzo prima di concludere il precedente), la capacità di cogliere e interpretare ogni sfumatura dei personaggi piú emblematici, il passo narrativo e una scrittura che anche nello spazio di un breve saggio conserva la sua potente precisione, rendono questo volume un compendio di critica letteraria impareggiabile.

Saggi
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Materiale linguistico moderno

Coetzee, J. M. <1940->

Saggi : 2006-2017 / J.M. Coetzee ; traduzione di Maria Baiocchi e Paola Splendore

Einaudi, 2021

Abstract: Questi Saggi danno la sensazione che Coetzee abbia fissato negli occhi gli scrittori di cui parla. Non importa che molti siano uomini e donne di decenni e secoli passati: ogni volta Coetzee, immergendosi nella scrittura di autori come Defoe e Beckett, Flaubert o Roth, sembra riportare alla luce una verità tanto ustionante da apparire ancora pulsante di vita. Il gusto per il dettaglio biografico inatteso (Robert Walser soffriva di "crampi psicosomatici" che attribuiva ad un'avversione per la penna; Irène Némirovsky scriveva "finali affrettati" perché cominciava sempre un altro romanzo prima di concludere il precedente), la capacità di cogliere e interpretare ogni sfumatura dei personaggi piú emblematici, il passo narrativo e una scrittura che anche nello spazio di un breve saggio conserva la sua potente precisione, rendono questo volume un compendio di critica letteraria impareggiabile.

La buona storia. Conversazioni su verità, finzione e psicoterapia
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Coetzee, J. M. - Kurtz, Arabella - Baiocchi, Maria - Splendore, Paola

La buona storia. Conversazioni su verità, finzione e psicoterapia

Einaudi, 28/03/2017

Abstract: Un grande scrittore e una psicoterapeuta si confrontano sulla necessità dell'uomo di raccontarsi e di inventare delle storie. J. M. Coetzee e Arabella Kurtz prendono in considerazione la pratica psicoterapeutica, e il suo piú ampio contesto sociale, partendo da prospettive diverse, ma al centro di entrambi i loro approcci vi è il comune interesse per la verità e per le storie. Uno scrittore lavora in solitudine, ed è l'unico responsabile della storia che racconta. Il terapeuta, viceversa, collabora con i pazienti per far emergere un racconto della vita e dell'identità del paziente che sia allo stesso tempo significativo e vero. Che tipo di verità le storie create dal paziente e dal terapeuta cercano di scoprire? La verità oggettiva o quella mutevole e soggettiva dei ricordi esplorati e rivissuti durante la relazione terapeutica? Confrontandosi con le opere di grandi scrittori come Cervantes e Dostoevskij o di psicoanalisti quali Freud e Melanie Klein, e discutendo di psicologia individuale o dei gruppi (le classi scolastiche, le bande giovanili, le società coloniali), Coetzee e Kurtz propongono al lettore illuminanti intuizioni sulla nostra capacità - e difficoltà - di analizzarci e di raccontare, a noi stessi e agli altri, le storie della nostra vita.

La buona storia.
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Materiale linguistico moderno

Coetzee, J. M. <1940-> - Kurtz, Arabella

La buona storia. : conversazioni su verità, finzione e psicoterapia / J. M. Coetzee e Arabella Kurtz ; traduzione di Maria Baiocchi e Paola Splendore

Torino : Einaudi, 2017

Piccola biblioteca Einaudi. Nuova serie ; 669. Psicologia. Psicoanalisi. Psichiatria

Abstract: Un grande scrittore e una psicoterapeuta si confrontano sulla necessità dell'uomo di raccontarsi e di inventare delle storie. J. M. Coetzee e Arabella Kurtz prendono in considerazione la pratica psicoterapeutica, e il suo più ampio contesto sociale, partendo da prospettive diverse, ma al centro di entrambi i loro approcci vi è il comune interesse per la verità e per le storie. Uno scrittore lavora in solitudine, ed è l'unico responsabile della storia che racconta. Il terapeuta, viceversa, collabora con i pazienti per far emergere un racconto della vita e dell'identità del paziente che sia allo stesso tempo significativo e vero. Che tipo di verità le storie create dal paziente e dal terapeuta cercano di scoprire? La verità oggettiva o quella mutevole e soggettiva dei ricordi esplorati e rivissuti durante la relazione terapeutica? Confrontandosi con le opere di grandi scrittori come Cervantes e Dostoevskij o di psicoanalisti quali Freud e Melarne Klein, e discutendo di psicologia individuale o dei gruppi (le classi scolastiche, le bande giovanili, le società coloniali), Coetzee e Kurtz propongono al lettore illuminanti intuizioni sulla nostra capacità - e difficoltà - di analizzarci e di raccontare, a noi stessi e agli altri, le storie della nostra vita.

La crudeltà ci colse di sorpresa
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Materiale linguistico moderno

La crudeltà ci colse di sorpresa : poesie dal Kurdistan / Choman Hardi ; a cura di Paola Splendore ; con una nota di Hevi Dilara

[Roma] : Edizioni dell'asino, 2017

Abstract: Le poesie di Choman Hardi, nata nel 1974 nel Kurdistan iracheno, poi scappata in Iran, poi rifugiata in Inghilterra. Dal 2014 è tornata a vivere al suo paese per insegnare all'Università di Suleymanya. Le sue sono poesie a cavallo del documento che sono state paragonate alle grandi storie registrate e raccontate da Svetlana Aleksievic. Con una nota di Hevi Dilara sulla poesia curda.

Erranti senza ali
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Materiale linguistico moderno

Schultz, Philip <1945->

Erranti senza ali / Philip Schultz ; a cura di Paola Splendore ; traduzione di Maria Adelaide Basile ... [et al.]

Roma : Donzelli, 2016

Abstract: I cani sono al centro di questo poemetto, «maestri» a quattro zampe infinitamente superiori agli esseri umani. L'io narrante e protagonista - un uomo che si guadagna da vivere portandoli a spasso nei parchi di New York - esce sminuito dal confronto, come «eclissato / da una forza superiore», ma non per questo umiliato. Gli piace nascondersi dietro i cani, non attirare su di sé l’attenzione degli altri, mentre una ridda di ricordi ossessivi si rincorre senza tregua nella sua mente ferita, immagini e fantasmi del passato, il padre che si ammazza di lavoro, la depressione, un tentativo di suicidio a vent’anni, l’elettroshock e, sopra a tutto questo, l’attacco alle Twin Towers. Spezzoni narrativi, frammenti di una vita in cui si intersecano ironia e pathos che lasciano emergere qua e là, a ritmo di jazz, squarci inquietanti sull’America prima e dopo l’11 settembre. Erranti senza ali rappresenta il culmine della raccolta Failure, con cui Philip Schultz vince il premio Pulitzer nel 2008: un esito ironico per un volume beckettianamente intitolato al fallimento, inteso come l’altra faccia del sogno americano. La forza di Schultz è nel linguaggio intimo e diretto con cui tratta i suoi temi: l’appartenenza a una famiglia di ebrei immigrati nell’America del XX secolo; la riflessione sulla fragilità dell’essere umano; l’affinità con il mondo marginale; il conflitto tra aspettative e realtà. Il termine erranti del titolo rinvia immancabilmente alla diaspora ebraica, ma nel corso del poemetto gli «erranti senza ali» sembrano potersi identificare con l’umanità intera, «lo spettacolo di Dio da sempre in scena», un’umanità rappresentata da insetti insignificanti, esseri che vagano senza meta come a scontare una condanna originaria, ossessivamente ripiegati su se stessi, destinati a ripetere errori, accumulare frustrazioni. Il dog-walker di New York, alter ego dell’autore, esprime una filosofia minima di vita, una visione dal basso, ad altezza di cane si direbbe. Un mondo senza ali, privo di trascendenza.

La mia dislessia
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Materiale linguistico moderno

Schultz, Philip <1945->

La mia dislessia : ricordi di un premio Pulitzer che non sapeva né leggere né scrivere / Philip Schultz ; traduzione di Paola Splendore

2. ed.

Roma : Donzelli, 2016

Saggine ; 272

Abstract: Philip Schultz, poeta, vincitore del premio Pulitzer nel 2008, da bambino non sapeva leggere. Era un pessimo studente, non sempre capiva cosa gli dicessero i suoi insegnanti e, quando parlava, aveva difficoltà a scegliere le parole giuste e a pronunciarle correttamente; non sapeva neanche leggere l'ora o distinguere la destra dalla sinistra. Molti anni dopo Schultz scoprì che tutto questo aveva un nome: infatti fu solo quando a suo figlio fu diagnosticata la dislessia che apprese di soffrire dello stesso disturbo. A quel tempo era già uno scrittore di successo ed erano lontani i giorni in cui, espulso dalla scuola per aver picchiato chi lo chiamava stupido, era stato relegato nella "classe dei cretini" dove i professori gli dicevano di "starsene buono a guardare le figure, facendo finta di leggere". A undici anni, quando un insegnante gli chiese cosa volesse fare nella vita, rispose d'istinto che sarebbe voluto diventare uno scrittore. Non ci aveva mai pensato prima, ma quel pensiero divenne per lui un'ossessione. Da quel momento Schultz utilizzò tutte le sue forze per imparare a leggere e scrivere, capendo che se voleva riuscire avrebbe dovuto farcela da solo. E così fece: quando iniziò le superiori, era in grado di leggere e scrivere abbastanza da poter seguire i corsi.

Doppiare il capo. Saggi e interviste
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Coetzee, J. M. - Splendore, Paola - Baiocchi, Maria - Splendore, Paola

Doppiare il capo. Saggi e interviste

Einaudi, 23/06/2015

Abstract: I saggi raccolti in Doppiare il capo affrontano argomenti molto diversi: letterari (Rousseau, Tolstoj e Dostoevskij, Beckett...) e non solo (da Capitan America al rugby, dalla pubblicità alla censura), restituendo la varietà degli interessi intellettuali e politici del premio Nobel sudafricano. Ma tutti, a ben vedere, sono tentativi di affrontare il medesimo tormentato problema: come dire la verità (anche su se stessi) quando quella verità potrebbe non essere nel nostro interesse. Ammesso poi che tale verità esista: "Tutto ciò che scrivi, incluso critica e narrativa, ti scrive mentre lo scrivi. La domanda allora è: questa massiccia impresa autobiografica che riempie una vita, questa imponente opera di costruzione di sé, produce solo finzioni? Oppure tra le varie finzioni, ce ne sono alcune piú vere di altre? Come faccio a sapere che dico la verità su me stesso?"*** "Lo sguardo di Coetzee punta al centro nervoso dell'essere umano: ciò che trova è molto di piú di quanto la maggioranza degli uomini sia disposta ad ammettere su se stessa". Nadine Gordimer

Lavori di scavo. Saggi sulla letteratura 2000-2005
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Coetzee, J. M. - Splendore, Paola - Baiocchi, Maria

Lavori di scavo. Saggi sulla letteratura 2000-2005

Einaudi, 23/06/2015

Abstract: Lavori di scavo offre al lettore la rara occasione di introdursi nel "laboratorio critico" del premio Nobel J. M. Coetzee: in una ventina di saggi, da Svevo a Musil, da Beckett a Sebald, da Grass a Philip Roth, alcuni dei piú grandi autori del Ventesimo secolo vengono analizzati, e giudicati, da un loro pari. Sono lavori allo stesso tempo accessibili e illuminanti, in cui lo studioso - Coetzee insegna letteratura all'università e collabora con numerose riviste, tra cui la "New York Review of Books" - e il romanziere si alleano per portare alla luce gli aspetti piú profondi della creazione letteraria. Non solo: raccogliendo le recensioni e gli articoli scritti da Coetzee tra il 2000 e il 2005, Lavori di scavo testimonia l'umiltà con cui l'autore sudafricano si avvicina di volta in volta alle opere dei colleghi del presente e del passato. Ma è soprattutto al servizio del lettore (tanto di quello comune che dello specialista) che Coetzee mette la sua erudizione cosmopolita e la sua sensibilità di scrittore: sono pagine che rifuggono qualsiasi condizionamento o forzatura teorica, capaci di trasmettere la passione per la lettura e la tensione morale che le sostiene. Osservando in controluce questi profili critici, il lettore piú avvertito non potrà fare a meno di cogliere i temi ricorrenti, verrebbe da dire le ossessioni, che da sempre caratterizzano la narrativa di Coetzee: il rapporto tra l'artista e il suo tempo, la responsabilità etica di chi "prende la parola" attraverso un libro, l'appartenenza a una comunità, l'esilio, il linguaggio come fardello e costante agóne. Ma forse quello che piú di tutto accomuna i suoi romanzi a questa personale rilettura del canone novecentesco è la stessa rigorosa domanda di verità.

Spiagge straniere. Saggi 1993-1999
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Coetzee, J. M. - Splendore, Paola

Spiagge straniere. Saggi 1993-1999

Einaudi, 23/06/2015

Abstract: Raccolti per la prima volta in volume alcuni saggi e le recensioni pubblicate sulla "New York Review of Books", in cui J. M. Coetzee, nella veste di lettore esigente e raffinato propone, in una prosa chiara e diretta, letture esperte e al tempo stesso non convenzionali che insegnano ad apprezzare la grandezza senza lesinare attacchi graffianti. Un'opera che aiuta a capire il rapporto di un grande autore con la letteratura altrui e che apre inattesi squarci di comprensione per la sua stessa opera creativa. "Una domenica pomeriggio dell'estate del 1955, all'età di quindici anni, mentre gironzolavo per il giardino di casa, alla periferia di Cape Town, chiedendomi cosa fare, essendo allora la noia il problema principale dell'esistenza, sentii una musica dalla casa accanto. Fino a quando la musica durò, rimasi paralizzato, non osavo neppure respirare. La musica mi parlava come mai aveva fatto prima. Stavo ascoltando una registrazione del Clavicembalo ben temperato di Bach. Ne appresi il titolo molto tempo dopo, quando familiarizzai con quella che a quindici anni conoscevo solo - nel modo sospettoso e a volte ostile, tipico dei ragazzi - come "musica classica"... La mia non era una famiglia di tradizioni musicali. Nelle scuole che frequentavo non si offriva alcuna istruzione musicale, né l'avrei scelta se mi fosse stata offerta: in colonia la musica classica era roba per femminucce ... Poi ci fu il pomeriggio in giardino, e la musica di Bach. Dopo di che cambiò tutto. Un momento di rivelazione che non definirò di tipo eliotiano ... ma tuttavia di grande significato nella mia vita: stavo per la prima volta vivendo l'effetto del classico".

Della mutabilità
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Materiale linguistico moderno

Della mutabilità / Jo Shapcott ; traduzione Paola Splendore

[S.l.] : Del Vecchio, 2015

Poesia ; 16

Abstract: Il ritmo dei versi di Jo Shapcott è rapido e insieme ondeggiante, il suo linguaggio sensoriale e intellettuale è insieme enigmatico e diretto, difficilmente incasellabile, con richiami a Chaucer e a Rilke. La sua poesia, sebbene di rado apertamente autobiografica, non manca di toccare gli aspetti traumatici della sua vita, la malattia che l'ha colpita nel recente passato, gli eventi e le vite di chi intorno si muove e cammina sulle vie di una solitudine data da osservazione ed empatia. Spesso l'avvicinarsi al dettaglio si spinge fino alla fusione. E così raggiunge un estremo e lucido distacco, l'universalizzazione della singolarità. In alcuni componimenti, l'elaborazione poetica dell'esperienza autobiografica è presente e chiara: in "Procedimento" la descrizione del sapore amaro delle mandorle, che rimanda al pericolo della morte, si tramuta, sorso dopo sorso, in una sorta di inno al tè, e rivela la gratitudine per la possibilità di poterne ancora gustare il sapore, per arrivare al metaforico accenno a una nuova capacità percettiva che rivela un'identità rinnovata, e alla gioia del poter ancora avvertire l'energia e la potenza salvifica della poesia.

La mia dislessia
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Materiale linguistico moderno

Schultz, Philip <1945->

La mia dislessia : ricordi di un premio Pulitzer che non sapeva né leggere né scrivere / Philip Schultz ; traduzione di Paola Splendore

Roma : Donzelli, 2015

Saggine ; 258

Abstract: Philip Schultz, poeta, vincitore del premio Pulitzer nel 2008, da bambino non sapeva leggere. Era un pessimo studente, non sempre capiva cosa gli dicessero i suoi insegnanti e, quando parlava, aveva difficoltà a scegliere le parole giuste e a pronunciarle correttamente; non sapeva neanche leggere l'ora o distinguere la destra dalla sinistra. Molti anni dopo Schultz scoprì che tutto questo aveva un nome: dislessia.

Un mondo diviso
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Materiale linguistico moderno

Un mondo diviso / Moniza Alvi ; a cura di Paola Splendore

Roma : Donzelli, 2014

Poesia ; 55

Abstract: "Dentro di me c'è un nocciolo come quello che cerca di riempire il mango. Dentro c'è l'essenza di un altro continente. Ho paura di perderlo - ma quanto sarebbe meglio se potessi prenderlo tra le braccia e scappare via tenendolo stretto!" (Moniza Alvi)

Janet la storta
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Materiale linguistico moderno

Stevenson, Robert Louis <1850-1894>

Janet la storta / un racconto di Robert Louis Stevenson ; illustrazioni Maurizio A. C. Quarello ; traduzione Paola Splendore

Roma : Orecchio acerbo, 2012

Abstract: E da quel momento, è divenuto l'uomo che oggi conoscete. Cosa accadde, al reverendo Murdoch, la notte del 17 agosto 1712, tra le lande scozzesi morse dall'afa, i salici doloranti a bordo fiume e gli insidiosi cigolii di una casa posseduta? E chi si cela sotto le spoglie di Janet, la vecchia storpia assunta come perpetua dal buon reverendo? Il brivido è assicurato fino all'ultima pagina, quando l'Uomo Nero fugge via, lontano, e si dissolve nel sole. I Lumi vittoriosi ingoiano il maligno. Che però, al vederlo correre via di spalle, è così simile al buon vecchio Murdoch... I temi cari a Stevenson del doppio e della lotta fra il bene e il male, riletti attraverso lo sguardo di un illustratore che rievoca il nero di Goya e il sublime di Böcklin. Postfazione di Goffredo Fofi. Età di lettura: da 9 anni.

Chi vuole un rinoceronte a un prezzo speciale?
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Materiale linguistico moderno

Silverstein, Shel <1930-1999>

Chi vuole un rinoceronte a un prezzo speciale? = Who wants a cheap rhinoceros? / di Shel Silverstein ; traduzione di Paola Splendore

Roma : Orecchio acerbo, c2011

Abstract: In cerca di un nuovo cucciolo da regalare a Natale? Stanchi di cani, gatti, pesci rossi, uccellini e criceti? Perché non un rinoceronte a un prezzo speciale? Impeccabile attaccapanni, inespugnabile galeone, perfetto per grattarsi la schiena, ideale come guardia del corpo, il rinoceronte di Silverstein è l'amico sognato da tutti i bambini: riesce persino a ingoiare le brutte pagelle prima che i genitori le vedano... Possono cambiare all'infinito le applicazioni di questo inconsueto animale domestico ma immutabile resterà il suo affetto per il bambino che lo prenderà con sé. In un'edizione con il testo inglese a fronte, dopo il leone Lafcadio, un altro indimenticabile cucciolo con cui crescere. Età di lettura: da 3 anni.

Doppiare il capo
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Materiale linguistico moderno

Coetzee, J. M. <1940->

Doppiare il capo : saggi e interviste / J. M. Coetzee ; a cura di Paola Splendore ; traduzione di Maria Baiocchi e Paola Splendore

Torino : Einaudi, 2011

Abstract: La nuova raccolta di J.M. Coetzee rende disponibile in italiano un'ampia scelta di saggi tratta dalla produzione critica maggiore dello scrittore: White Writing (1988), Doubling the Point (1992) e Going Offense (1996). La selezione comprende quindici saggi pubblicati in un periodo che coincide con la prima luminosa fase creativa di Coetzee, quella di Terre al crepuscolo, Nel cuore del paese, Aspettando i barbari, Vita e tempo di M.K. Foe, Età di ferro, Il Maestro di Pietroburgo. Stessa passione etica e stesso impegno dei romanzi animano le analisi critiche di opere della letteratura sudafricana ed europea, i saggi di taglio culturalista su alcuni luoghi comuni antropologici intorno ai nativi africani e quelli sulla censura politica e letteraria, la pubblicità, i fumetti, il rugby. Il volume include inoltre due interviste con David Attwell e i ricordi dell'esperienza americana negli anni Sessanta, che aprono inediti squarci autobiografici sulla formazione e gli esordi del grande scrittore sudafricano.

Lavori di scavo
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Materiale linguistico moderno

Coetzee, J. M. <1940->

Lavori di scavo : saggi sulla letteratura 2000-2005 / J. M. Coetzee ; a cura di Paola Splendore ; traduzione di Maria Baiocchi

Torino : Einaudi, [2010]

Abstract: Lavori di scavo offre al lettore l'occasione di introdursi nel laboratorio critico del premio Nobel J. M. Coetzee: in una ventina di saggi, da Svevo a Musil, da Beckett a Sebald, da Grass a Philip Roth, alcuni dei più grandi autori del Ventesimo secolo vengono analizzati, e giudicati, da un loro pari. Sono lavori allo stesso tempo accessibili e illuminanti, in cui lo studioso Coetzee insegna letteratura all'università e collabora con numerose riviste, tra cui la New York Review of Books - e il romanziere si alleano per portare alla luce gli aspetti più profondi della creazione letteraria. Non solo: raccogliendo le recensioni e gli articoli scritti da Coetzee tra il 2000 e il 2005, Lavori di scavo testimonia l'umiltà con cui l'autore sudafricano si avvicina di volta in volta alle opere dei colleghi del presente e del passato. Ma è soprattutto al servizio del lettore che Coetzee mette la sua erudizione cosmopolita e la sua sensibilità di scrittore: sono pagine che rifuggono qualsiasi condizionamento, capaci di trasmettere la passione per la lettura e la tensione morale che le sostiene. Osservando in controluce questi profili critici, il lettore più avvertito non potrà fare a meno di cogliere i temi ricorrenti che da sempre caratterizzano la narrativa di Coetzee: il rapporto tra l'artista e il suo tempo, la responsabilità etica di chi prende la parola attraverso un libro, l'appartenenza a una comunità, l'esilio, il linguaggio come fardello e costante agóne.

Mappe del corpo
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Materiale linguistico moderno

De Kok, Ingrid

Mappe del corpo / Ingrid De Kok ; a cura di Paola Splendore

Roma : Donzelli, 2008

Abstract: L'inganno di un'infanzia all'ombra dell'apartheid, la presa di coscienza, lo strappo dell'esilio, il ritorno a casa: questa la topografia dei sentimenti delineata dalla poesia di Ingrid De Kok. Tappe di un percorso che non è solo privato, perché la storia del Sudafrica la incalza da vicino, si infila nei versi, reclama uno spazio: in tutto il suo percorso sono fitti i rimandi a eventi, luoghi e persone, del passato recente dell'estremo lembo del continente africano. Una storia violenta, fatta di dolore e morte, ma anche di lotta e speranza. Cresciuta in una famiglia borghese, anglofona, che la tiene al riparo dalla brutale realtà dell'apartheid, decide alla fine degli anni Settanta, dopo aver lavorato attivamente nel movimento anti-apartheid, di emigrare in Nord America: l'unica possibilità di fronte all'alternativa rifiutata di entrare in clandestinità prendendo parte alla lotta armata. Il periodo canadese si rivela cruciale per la sua formazione artistica, ma il ritorno in Sudafrica si fa a un certo punto irrinunciabile. Se il Canada le ha dato consapevolezza di sé come poeta, il Sudafrica è l'unico posto dove sente di poter scrivere. Quella di De Kok è, nell'attenzione costante al dolore degli altri, una poesia che si elegge a testimonianza lirica di un paese tormentato. La poesia serve a non dimenticare, a riparare in qualche modo l'amnesia del passato, ad aiutare a ricostruire ciò che resta dell'identità, della memoria e del trauma.