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× Autore Paolo Nori

Trovati 126 documenti.

Pancetta
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Nori, Paolo

Pancetta

Feltrinelli Editore, 31/05/2024

Abstract: "Non preoccuparti, che adesso a te, ci penso io, avevo detto a Chlebnikov nel novantatré.""Qui si parla di una città che si è chiamata nel tempo Pietroburgo, Pietrogrado, Leningrado e Pietroburgo. E di due ragazzi che c'erano arrivati nel 1912 per studiar matematica ma non gli interessava, la matematica, gli interessava diventar dei poeti, e in pochi mesi avevan fatto su una raccolta di poesie che, se fosse uscita qualche settimana prima, sarebbe stata rivoluzionaria e avrebbe cambiato la poesia russa del Novecento, e invece è uscita qualche settimana dopo e loro alla fine hanno rinunciato alla poesia son diventati oscuri funzionari di polizia e oscuri pope di provincia la cui gloria maggiore dicon sia stata essere entrati a volto coperto a casa di Majakovskij e avergli dato un fracco di legnate, ma chissà se è vero. E si parla poi di un poeta che, nel 1912, ha scritto una poesia che dice 'Quando stanno morendo, i cavalli respirano / Quando stanno morendo, le erbe si seccano, / Quando stanno morendo, i soli si spengono, / Quando stanno morendo, gli uomini cantano delle canzoni'."Paolo Nori

Discorso su Puskin
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Dostoevskij, Fëdor - Nori, Paolo

Discorso su Puskin

Mondadori, 16/04/2024

Abstract: A Mosca, nel giugno del 1880, Fëdor M. Dostoevskij tiene all'Associazione degli amanti della letteratura russa un discorso nel quale celebra Puškin come modello supremo dell'"uomo russo". Le sue trascinanti parole suscitano nell'uditorio un entusiasmo e una commozione senza precedenti. La dissertazione diventa immediatamente - e resterà a lungo - un caposaldo del dibattito intellettuale russo, diviso a proposito dei rapporti con l'Occidente tra chi vorrebbe un Paese emulo delle civiltà europee, gli occidentalisti, e gli slavofili che auspicano invece per la nazione russa un cammino autonomo. Due mesi più tardi lo stesso Dostoevskij pubblica il discorso sulla sua rivista "Diario di uno scrittore", e lo accompagna con un'introduzione e con la puntuale risposta alle critiche mossegli dal professor Gradovskij. I tre testi - qui presentati insieme alla conferenza tenuta nella stessa occasione da Turgenev, faro degli occidentalisti - sono introdotti da Paolo Nori che, grazie a una serie di fulminanti close-up, ricostruisce, oltre a quella epica giornata, la temperie culturale ed emotiva della Russia di fine Ottocento.

Una notte al Museo Russo
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Nori, Paolo

Una notte al Museo Russo

Laterza, 01/03/2024

Abstract: "Ci ha guardato con lo sguardo severo che hanno le russe quando guardano con lo sguardo severo, ci ha detto "Venite con me" e ci ha guidato su per le scale.""Ho cominciato a andare in Russia nel 1991, più di trenta anni fa e, in questi anni, credo di essere stato a Pietroburgo una ventina di volte. In questi venti viaggi sono stato forse tre volte in quello che, in occidente, è il più celebre dei musei russi, l'Ermitage, e più di venti volte, ventitré, credo, al Museo Russo. Non che mi dispiaccia, l'Ermitage, solo che, all'Ermitage, c'è l'arte occidentale, al Museo Russo c'è la più grande collezione al mondo di arte russa. E, fin dalla prima volta, ad attraversare le sale del Museo Russo mi è sembrato di leggere un libro di storia. Quando mi chiedono cosa ci dicono i romanzi di Dostoevskij sulla vita in Russia nell'Ottocento, a me vien da pensare che è vero, ci dicono molto, della vita in Russia nell'Ottocento, ma molto di più, mi sembra, ci dicono di noi, della nostra vita di adesso, del nostro coraggio e della nostra paura."

Diavoli
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Nori, Paolo

Diavoli

Mondadori, 30/01/2024

Abstract: Nell'anno di grazia 1999 Learco Ferrari, già protagonista di tre romanzi, riceve una visita luciferina e si fa inviato di Satana. Voleva fare il traduttore, lui, forse forse anche lo scrittore, e invece eccolo qui, è diventato diavolo. Il suo compito sarà quello di seminare zizzania e scandalo nella sua sonnolenta città della provincia emiliana, che all'improvviso diventa il palcoscenico di una trascinante sarabanda dal ritmo sincopato, un due tre, un due tre, tra tic e rituali, telefonate e letteratura, gatti, anarchici e dizionari. Senza alcun freno, il diavolo Learco divide, scompiglia, calunnia, imbroglia chiunque gli capiti a tiro, portando ovunque caos e allegria.

Grandi ustionati
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Nori, Paolo

Grandi ustionati

Mondadori, 30/01/2024

Abstract: Protagonista di questo libro allegro e disperato è Learco Ferrari, scrittore ormai non più aspirante nonché alter ego dell'autore, giunto alla quinta puntata della sua saga. Vittima di un incidente automobilistico, si trova ricoverato nel reparto Grandi ustionati dell'ospedale di Parma, dove deve riapprendere i gesti della quotidianità. Un romanzo medico molto sui generis, pieno di situazioni paradossali che restituisce, attraverso una folla di voci e volti, il totale nonsense della realtà.

Diavoli
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Materiale linguistico moderno

Nori, Paolo <1963->

Diavoli / Paolo Nori

Mondadori, 2024

Abstract: Nell'anno di grazia 1999 Learco Ferrari, già protagonista di tre romanzi, riceve una visita luciferina e si fa inviato di Satana. Voleva fare il traduttore, lui, forse forse anche lo scrittore, e invece eccolo qui, è diventato diavolo. Il suo compito sarà quello di seminare zizzania e scandalo nella sua sonnolenta città della provincia emiliana, che all'improvviso diventa il palcoscenico di una trascinante sarabanda dal ritmo sincopato, un due tre, un due tre, tra tic e rituali, telefonate e letteratura, gatti, anarchici e dizionari. Senza alcun freno, il diavolo Learco divide, scompiglia, calunnia, imbroglia chiunque gli capiti a tiro, portando ovunque caos e allegria.

Grandi ustionati
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Materiale linguistico moderno

Nori, Paolo <1963->

Grandi ustionati / Paolo Nori

Mondadori, 2024

Abstract: Protagonista di questo libro allegro e disperato è Learco Ferrari, scrittore ormai non più aspirante nonché alter ego dell'autore, giunto alla quinta puntata della sua saga. Vittima di un incidente automobilistico, si trova ricoverato nel reparto Grandi ustionati dell'ospedale di Parma, dove deve riapprendere i gesti della quotidianità. Un romanzo medico molto sui generis, pieno di situazioni paradossali che restituisce, attraverso una folla di voci e volti, il totale nonsense della realtà.

Una notte al Museo russo
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Materiale linguistico moderno

Nori, Paolo <1963->

Una notte al Museo russo / Paolo Nori

Laterza, 2024

Abstract: «Ho cominciato a andare in Russia nel 1991, più di trenta anni fa e, in questi anni, credo di essere stato a Pietroburgo una ventina di volte. In questi venti viaggi sono stato forse tre volte in quello che, in occidente, è il più celebre dei musei russi, l’Ermitage, e più di venti volte, ventitré, credo, al Museo Russo. Non che mi dispiaccia, l’Ermitage, solo che, all’Ermitage, c’è l’arte occidentale, al Museo Russo c’è la più grande collezione al mondo di arte russa. E, fin dalla prima volta, ad attraversare le sale del Museo Russo mi è sembrato di leggere un libro di storia. Quando mi chiedono cosa ci dicono i romanzi di Dostoevskij sulla vita in Russia nell’Ottocento, a me vien da pensare che è vero, ci dicono molto, della vita in Russia nell’Ottocento, ma molto di più, mi sembra, ci dicono di noi, della nostra vita di adesso, del nostro coraggio e della nostra paura.»

Le cose non sono le cose
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Nori, Paolo

Le cose non sono le cose

Mondadori, 14/11/2023

Abstract: Con grande soddisfazione di nonna Carmela, Learco Ferrari si è laureato - letteratura russa - e ora sogna di pubblicare un romanzo autobiografico, Gli ultimi giri di Learco Ferrari. Siccome la strada che separa i sogni dalla necessità di campare è lunga, l'aspirante scrittore lavora come consulente linguistico free-lance per un'azienda di import-export, due-tre giorni la settimana. È un lavoro che non gli piace; preferisce suonare la tromba nell'improbabile gruppo dei Bogoncelli, musicisti e narratori. E stare con la sua ragazza, Bassotuba, anche se forse è meglio la gatta Paolo... Originale, dissacrante, insieme dolceamaro e divertentissimo, Le cose non sono le cose racconta senza pudore una storia di resistenza umana in cui il quotidiano diventa surreale.

Noi la farem vendetta
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Nori, Paolo

Noi la farem vendetta

Feltrinelli Editore, 10/10/2023

Abstract: "'Ma perché, vuoi fare un libro su questa storia?' 'Perché è una storia che mi commuove.'""Un libro che ricostruisce quello che è successo nella Piazza dei Teatri di Reggio Emilia il 7 luglio del 1960. È un libro sulla violenza dello stato, ma è anche un libro sull'educazione dei bambini, ed è anche un libro sulle cose che scompaiono, sulla memoria, e su come la coltivano in certe isolate comunità che meno male che ci sono, e su come se ti uccidono un fratello quando hai diciassette anni è un po' come quando ti nasce un figlio, e poi è anche un libro sull'Emilia, e, tutto sommato, adesso che ci penso, in un certo senso, se non fosse un'espressione abusata, si potrebbe anche dire che è un romanzo d'amore."Paolo Nori

È difficile essere un dio
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Strugackij, Arkadij - Strugackij, Boris - Nori, Paolo - Bacci, Diletta

È difficile essere un dio

Marcos y Marcos, 05/07/2023

Abstract: Sulla Terra regna la pace, città cristalline, acque fresche e pescose, libri, arte e ricerca sopra ogni cosa.Pianeti lontani, invece, sono oppressi da un feudalesimo dai toni molto grigi, con gli studiosi sulla forca, adulazione e vanità nei palazzi, terrore e sciatteria per le strade.Anton è un esploratore inviato dalla Terra, mascherato da don Rumata, di nobile casata.Dal cerchio d'oro che porta sulla testa, una telecamera trasmette sulla Terra immagini di miserie e crudeltà.Anton è forte, ha mani grandissime, è il migliore spadaccino del pianeta.Ma intervenire non può; la sua missione è documentare, e portare in salvo studiosi e scienziati.Servirebbe a qualcosa, intervenire? E come? Con i rivoltosi che in fretta si trasformano in nuovi oppressori?È difficile essere un dio.Milioni di copie vendute in Russia, traduzioni in tutto il mondo: la fantascienza non è mai stata tanto attuale.

Vi avverto che vivo per l'ultima volta. Noi e Anna Achmatova
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Nori, Paolo - rollo, alberto

Vi avverto che vivo per l'ultima volta. Noi e Anna Achmatova

Mondadori, 21/02/2023

Abstract: "E noi, che cosa stiamo diventando? E io, cosa sono diventato?" si chiede Paolo Nori. E la risposta viene da una lontananza che in verità brucia distanze e porta con sé, come fosse turbine di visioni, di fatti, di sentimenti, e naturalmente di poesia, la vita di Anna Achmatova."Vogliamo raccontare" dice Nori "la storia di Anna Achmatova, una poetessa russa nata nei pressi di Odessa nel 1889 e morta a Mosca nel 1966. Anche se Anna Achmatova voleva essere chiamata poeta, non poetessa, e non si chiamava, in realtà, Achmatova, si chiamava Gorenko; quando suo padre, un ufficiale della Marina russa, seppe che la figlia scriveva delle poesie, le disse "Non mischiare il nostro cognome con queste faccende disonorevoli". Allora lei, invece di smettere di scrivere versi, pensò bene di cambiar cognome. E prese il cognome di una sua antenata da parte di madre, una principessa tartara: Achmatova." Anna era una donna forte, una donna che, "con la sola inclinazione del capo - come ebbe a dire Iosif Brodskij, suo amico e futuro premio Nobel - ti trasformava in homo sapiens". "Suora e prostituta" per i critici sovietici, esclusa dall'Unione degli scrittori, privata degli affetti più cari, diventata, durante la Seconda guerra mondiale, la voce più popolare della Russia sotto l'assedio nazista, indi rimessa al bando, sorvegliata, senza mezzi. Ha profuso ostinazione e fermezza. Ha patito come patiscono le anime che, anche quando cedono, non cedono. Non ha smesso di scrivere, anche quando la sua poesia si poteva soltanto passare di bocca in bocca. Ha saputo, alla fine della sua vita, essere quel che voleva diventare: la più grande poetessa, anzi, il più grande poeta russo dei suoi tempi.Dopo essere entrato in quella di Dostoevskij, Nori entra in un'altra vita incredibile, ma questa volta ci rendiamo conto che, nell'avvicinare Anna a noi come siamo diventati, e noi alla Russia come è diventata, ci troviamo di fronte a un'urgenza crudele, a una figura che ci guarda, ci riguarda, e ci tocca più forte dove siamo ancora umane creature.

Le avventure di Guizzardi. Storia di un senza famiglia
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Celati, Gianni - Nori, Paolo

Le avventure di Guizzardi. Storia di un senza famiglia

Feltrinelli Editore, 06/01/2023

Abstract: Guizzardi detto Danci è una sorta di Pinocchio adulto, che scivola lungo una serie di avventure comiche e surreali tra pericolose e irascibili vedove, vecchi laidi e taccagni, fantasmi scorbutici, condòmini che tramano nell'ombra, indovini e violinisti matti. Su tutti Guizzardi posa lo sguardo stralunato di chi vede il mondo per la prima volta, non dà nulla per scontato e non conosce il parametro della normalità comunemente intesa. La precarietà con cui abita l'esistenza è la stessa con cui si esprime: il suo è un linguaggio traballante e sbilenco, ma che proprio in virtù del suo essere "fuori asse" regala a Guizzardi un'autenticità e un genio inaspettati che rendono questo libro molto più che una commedia à la Buster Keaton. Come dice Paolo Nori nella sua prefazione, nel susseguirsi delle peripezie di Danci "c'è la miseria dei nostri pranzi e delle nostre vite geometrili, quella forza terribile e innominabile che ci costringe a stare insieme anche quando non ci sopportiamo, ci sono le nostre tristi, insignificanti esistenze che sono tutto quello che abbiamo."

E' difficile essere un dio
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Materiale linguistico moderno

Strugackij, Arkadij Natanovič <1925-1991> - Strugackij, Boris Natanovič <1933-2012>

E' difficile essere un dio / Arkadi e Boris Strugatzki ; traduzione di Diletta Bacci ; a cura di Paolo Nori; prefazione di Paolo Nori; postfazione di Boris Strugackij

Marcos y Marcos, 2023

Abstract: Arkanor è un pianeta lontano, abitato da una società tardo medioevale. Tartassato da predoni e assassini fascistoidi pronti a sterminare chiunque pensi con il proprio cervello, o peggio si dedichi a filosofia, musica, arte. Dalla Terra sbarcano gli 'osservatori': uomini ricchi, potenti, visti dagli abitanti come veri e propri dei. Anton è uno di loro: distaccato presso l'Istituto di storia sperimentale, salva alcuni intellettuali, addirittura li traghetta su altri pianeti. I colleghi lo convincono ad agire nell'ombra, a non interferire con la storia del pianeta e seguire invece il codice deontologico degli 'osservatori'. Ma quando la compagna viene brutalmente uccisa, abbandona ogni freno divino e scatena un bagno di sangue. Uno scenario che ricorda drammaticamente il nostro, una denuncia durissima di ogni possibile regime totalitario.

Vi avverto che vivo per l'ultima volta
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Materiale linguistico moderno

Nori, Paolo <1963->

Vi avverto che vivo per l'ultima volta : romanzo : noi e Anna Achmatova / Paolo Nori

Mondadori, 2023

Abstract: «E noi, che cosa stiamo diventando? E io, cosa sono diventato?» si chiede Paolo Nori. E la risposta viene da una lontananza che in verità brucia distanze e porta con sé, come fosse turbine di visioni, di fatti, di sentimenti, e naturalmente di poesia, la vita di Anna Achmatova. «Vogliamo raccontare» dice Nori «la storia di Anna Achmatova, una poetessa russa nata nei pressi di Odessa nel 1889 e morta a Mosca nel 1966. Anche se Anna Achmatova voleva essere chiamata poeta, non poetessa, e non si chiamava, in realtà, Achmatova, si chiamava Gorenko; quando suo padre, un ufficiale della Marina russa, seppe che la figlia scriveva delle poesie, le disse "Non mischiare il nostro cognome con queste faccende disonorevoli". Allora lei, invece di smettere di scrivere versi, pensò bene di cambiar cognome. E prese il cognome di una sua antenata da parte di madre, una principessa tartara: Achmatova.» Anna era una donna forte, una donna che, «con la sola inclinazione del capo – come ebbe a dire Iosif Brodskij, suo amico e futuro premio Nobel – ti trasformava in homo sapiens». "Suora e prostituta" per i critici sovietici, esclusa dall'Unione degli scrittori, privata degli affetti più cari, diventata, durante la Seconda guerra mondiale, la voce più popolare della Russia sotto l'assedio nazista, indi rimessa al bando, sorvegliata, senza mezzi. Ha profuso ostinazione e fermezza. Ha patito come patiscono le anime che, anche quando cedono, non cedono. Non ha smesso di scrivere, anche quando la sua poesia si poteva soltanto passare di bocca in bocca. Ha saputo, alla fine della sua vita, essere quel che voleva diventare: la più grande poetessa, anzi, il più grande poeta russo dei suoi tempi. Dopo essere entrato in quella di Dostoevskij, Nori entra in un'altra vita incredibile , ma questa volta ci rendiamo conto che, nell'avvicinare Anna a noi come siamo diventati, e noi alla Russia come è diventata, ci troviamo di fronte a un'urgenza crudele, a una figura che ci guarda, ci riguarda, e ci tocca più forte dove siamo ancora umane creature.

Disastri
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Charms, Daniil I. - Nori, Paolo

Disastri

UTET, 18/10/2022

Abstract: Per tutta la vita Daniil Charms è stato considerato un autore per bambini - e lui i bambini non li sopportava. Mentre le sue fiabe bislacche popolavano libri e riviste illustrate dandogli qualcosa di cui campare, nel silenzio della sua stanza scriveva febbrilmente anche racconti per adulti, altrettanto immaginifici ma abitati da una malinconia lancinante, come di fiabe andate a male. Agli albori dell'urss questa sua fantasia disperata era però tollerabile solo se confinata dove era meno pericolosa, nella letteratura infantile. Erano gli adulti i veri bambini, da motivare e consolare con romanzi edificanti volti a glorificare l'ascesa del proletariato. Così, mentre fuori infuriava il realismo socialista, Daniil Charms scovava mondi impossibili tra le pieghe della realtà più prosaica: vecchie pettegole che si ribaltano dalla finestra, curiosi che si rompono l'orologio cercando di cogliere l'attimo, uomini seppelliti vivi che si rallegrano del bel funerale, uccelli dotati di denti (o forse no), sfide mortali a colpi di cetriolo, caterpillar col muso coperto di polvere. Un arsenale incredibile di storie che circolerà a lungo solo clandestinamente nei samizdat, libri illegali ricopiati a mano o battuti a macchina di nascosto. Paolo Nori, che ci ha rivelato la grandezza di questo pioniere della letteratura dell'assurdo, seleziona e monta insieme centinaia di frammenti narrativi, alternati a stralci dei diari, in cui Charms mette a nudo la sua tragica quotidianità. L'affresco di personaggi funambolici e animali incredibili si intarsia così con il minuto resoconto di una vita agra, vissuta ai margini della società letteraria fino a quando l'occhio fosco del Partito non si posa su questo strambo dissidente. L'Unione Sovietica cercò di cancellare Charms lasciandolo morire in un manicomio, ma per fortuna ha fallito: a noi, del mondo a venire, resteranno per sempre questi sfavillanti lampi di letteratura che lui chiamava "scemenze". Perché la scrittura, anziché stenografare la realtà, può reinventarla, così che ci appaia più vera.

Picnic sul ciglio della strada. Stalker. Ediz. integrale
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Strugatzki, Arkadi - Strugatzki, Boris - Bacci, Diletta - Nori, Paolo

Picnic sul ciglio della strada. Stalker. Ediz. integrale

Marcos y Marcos, 12/10/2022

Abstract: Red Schuhart, detto il Rosso, è uno Stalker: un ribelle, un clandestino, un abilissimo avventuriero.Il migliore, quando si tratta di penetrare nella Zona, il prescelto da scienziati e trafficanti.Red conosce la Zona palmo a palmo. Non gli sfugge suono, scintillio, odore: schiva trappole mortali e torna con oggetti dalle proprietà miracolose, fonti di energia e di inesauribili ricchezze. Kirill, puro di cuore, lo ha convinto che la Zona è un dono, un buco verso il futuro; un invito lanciato da una civiltà aliena.Dopo aver visto anche Kirill morire in una spedizione sfortunata, dopo aver visto sulla figlia i segni di una contaminazione fatale, Red vorrebbe ritirarsi, lasciare quella città condannata per sempre dalla presenza di oggetti diabolici, avanzi di un misterioso picnic sul ciglio della strada.Pensa di essere libero, il Rosso, ma la Zona torna a chiamarlo, con la sua sfida assoluta, con il suo miraggio di felicità per tutti.Il capolavoro del fantastico tradotto per la prima volta dal testo integrale, non più "deturpato da duecento umilianti correzioni".

Memorie del sottosuolo
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Materiale linguistico moderno

Dostoevskij, Fëdor Mihajlovič

Memorie del sottosuolo / Fedor Dostoevskij ; traduzione di Paolo Nori

Milano : Garzanti, 2022

I libri della spiga

Abstract: «Tu sai cos'è un cambio di tonalità musicale», scrive Dostoevskij al fratello Michail il 14 aprile del 1864, «ecco, qui è la stessa cosa. Nel primo capitolo sembra che non ci siano altro che delle chiacchiere, poi, d'un tratto, queste chiacchiere si trasformano in un'improvvisa catastrofe.» La catastrofe cui Dostoevskij si riferisce è quella del protagonista diMemorie del sottosuolo: un uomo senza nome e senza qualità, «né cattivo, né buono, né disonesto, né onesto, né un eroe, né un insetto». Un uomo frustrato e orribilmente infelice, pieno di rancore e risentimento nei confronti di un mondo ai suoi occhi spregevole, che pur consapevole di cosa sia il bene sprofonda sempre più in uno stato di fredda, velenosa cattiveria, tra desideri insoddisfatti e propositi di vendetta. In queste pagine, in cui il soliloquio si alterna a sconnessi ricordi di episodi della sua vita, si abbandona a una tormentata confessione mettendo a nudo impietosamente la propria anima. Senza alcun timore di affondare il coltello nella piaga, ma anzi ricavando dalle umiliazioni, dalla degradazione e dalla sofferenza un morboso piacere, rinuncia a ogni difesa e ci restituisce, come in uno specchio, il riflesso di ciascuno di noi, prigionieri come il protagonista delle nostre contraddizioni e condannati a convivere con gli orrori del nostro privato sottosuolo

Picnic sul ciglio della strada
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Materiale linguistico moderno

Strugackij, Arkadij Natanovič <1925-1991> - Strugackij, Boris Natanovič <1933-2012>

Picnic sul ciglio della strada : stalker / Arkadi e Boris Strugatzki ; traduzione di Paolo Nori e Diletta Bacci ; prefazione di Paolo Nori ; postfazione di Boris Strugatskij

Marcos y Marcos, 2022

Abstract: Marmont, una cittadina industriale come tante altre. Eppure, poco oltre la periferia, qualcosa è cambiato irreversibilmente. Al di là di hangar e capannoni, in mezzo a una natura splendida, si estende un territorio dalle caratteristiche uniche. È la Zona: uno dei sei luoghi del mondo 'visitati' dagli extraterrestri. La Zona: un luogo magico e pericoloso, che pullula di fenomeni sconvolgenti, di oggetti dalle qualità straordinarie. Come dopo un picnic sul ciglio della strada, a metà del viaggio fra una galassia e l'altra, gli extraterrestri hanno mollato i propri avanzi sul prato. Accumulatori eterni, gusci energetici, antigravitometri sono strumenti di altissimo valore scientifico ed economico, prede prelibate di studiosi e trafficanti. A Marmont nasce una nuova professione, quella di 'stalker'. Gli stalker entrano nella Zona a caccia di questi oggetti e li rivendono al miglior offerente. Tenace 'Cercatore' dell'Istituto delle civiltà extraterrestri, Red Schouart, in arte Roscio, è sedotto dalla potenza della Zona. Rapido, fortissimo, deciso, è pronto a strisciare su un suolo imprevedibile a temperature insostenibili. L'Eldorado sembra a un passo, in quel luogo assoluto, ma non sono né la ricchezza, né il potere, né la verità che premono a Roscio: è il brivido estremo della sfida, il desiderio di 'bucare' lo schermo del possibile che Io spingono a trasgredire le leggi - fisiche e morali - di una comunità pavida e corrotta.

Come è andata veramente tra Mascia e Orso
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Materiale linguistico moderno

Nori, Paolo <1963-> - Kostin, Tim <1966->

Come è andata veramente tra Mascia e Orso : cosa cambia nella vita di uno scemo se pianta dei piselli, cosa succede a sposare una ranocchia e altre storie del folklore russo / tradotte e raccontate da Paolo Nori ; e illustrate da Tim Kostin

Nuova ed.

Gallucci Bros., 2022

Abstract: C'è un signore russo che era giovane duecento anni fa che una volta, a Parigi, aveva detto che la Russia è quel paese dove le favole sono allegre e le canzoni tristi. Be', questa è una raccolta di favole allegre, anche se alcune un po' fanno paura, perlomeno a me, fanno paura, e sono favole allegre che hanno la caratteristica che non le ha scritte nessuno." (Paolo Nori)