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Grammamanti. Immaginare futuri con le parole
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Gheno, Vera

Grammamanti. Immaginare futuri con le parole

EINAUDI, 02/04/2024

Abstract: Le parole sono centrali nelle nostre vite e dischiudono infinite opportunità. Per questo dovremmo instaurare con loro una vera e propria relazione amorosa, sana, libera, matura. Perché le parole ci permettono di vivere meglio e ci danno la possibilità di cambiare il mondo. Chi può definirsi grammamante? Chi ama la lingua in modo non violento, la studia e cosí comprende di doverla lasciare libera di mutare a seconda delle evoluzioni della società, cioè degli usi che le persone ne fanno ogni giorno parlando. Essere grammarnazi significa difendere la lingua chiudendosi dentro a una fortezza di certezze tanto monolitiche quanto quasi sempre esili; chi decide di abbracciare la filosofia grammamante, invece, non ha paura di abbandonare il linguapiattismo, ossia la convinzione che le parole che usiamo siano sacre, immobili e immutabili. Perché per fortuna, malgrado la volontà violenta di chi le vorrebbe sempre uguali a loro stesse, le parole cambiano: alcune si modificano, altre muoiono, ma altre ancora, nel contempo, nascono. E tutto questo dipende da noi parlanti: non c'è nessuna Accademia che possa davvero prescrivere gli usi che possiamo farne; siamo noi a deciderlo e permettere il cambiamento. È tempo di smettere di essere grammarnazi e tornare ad amare la nostra lingua, apprezzandola per quello che davvero è: uno strumento potentissimo per conoscere sé stessi e costruire la società migliore che vorremmo.

Grammamanti
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Materiale linguistico moderno

Gheno, Vera <1975->

Grammamanti : immaginare futuri con le parole / Vera Gheno

Einaudi, 2021

Abstract: Le parole sono centrali nelle nostre vite e dischiudono infinite opportunità. Per questo dovremmo instaurare con loro una vera e propria relazione amorosa, sana, libera, matura. Perché le parole ci permettono di vivere meglio e ci danno la possibilità di cambiare il mondo. Chi può definirsi grammamante? Chi ama la lingua in modo non violento, la studia e così comprende di doverla lasciare libera di mutare a seconda delle evoluzioni della società, cioè degli usi che le persone ne fanno ogni giorno parlando. Essere grammarnazi significa difendere la lingua chiudendosi dentro a una fortezza di certezze tanto monolitiche quanto quasi sempre esili; chi decide di abbracciare la filosofia grammamante, invece, non ha paura di abbandonare il linguapiattismo, ossia la convinzione che le parole che usiamo siano sacre, immobili e immutabili. Perché per fortuna, malgrado la volontà violenta di chi le vorrebbe sempre uguali a loro stesse, le parole cambiano: alcune si modificano, altre muoiono, ma altre ancora, nel contempo, nascono. E tutto questo dipende da noi parlanti: non c’è nessuna Accademia che possa davvero prescrivere gli usi che possiamo farne; siamo noi a deciderlo e permettere il cambiamento. È tempo di smettere di essere grammarnazi e tornare ad amare la nostra lingua, apprezzandola per quello che davvero è: uno strumento potentissimo per conoscere sé stessi e costruire la società migliore che vorremmo.

La cosa più preziosa
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Materiale linguistico moderno

Santos, Victor D. O. <linguista>

La cosa più preziosa / Victor D. O. Santos, Anna Forlati ; traduzione e postfazione di Vera Gheno

Terre di mezzo : UNESCO, 2024

Abstract: Esiste da tantissimo tempo. Sa essere molto dolce, ma anche molto aspra. Puoi trovarla in ogni casa, in ogni strada, in ogni città. Se lei muore, scompare un mondo intero. È la lingua. Custode di ciascuna cultura, connette il passato col futuro ed è l’essenza della nostra umanità.

L'antidoto. 15 comportamenti che avvelenano la nostra vita in rete e come evitarli
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Gheno, Vera

L'antidoto. 15 comportamenti che avvelenano la nostra vita in rete e come evitarli

Longanesi, 29/08/2023

Abstract: Quanto tempo passiamo in rete ogni giorno? Quanti post, messaggi, frasi scritte scambiamo, spesso con persone a noi sconosciute? Siamo sicuri che lo stiamo facendo nel miglior modo possibile? Narcisismo, incompetenza, impulsività, invidia, noia. No, non è un elenco di peccati capitali 2.0, ma un assaggio di "veleni della rete" che troppo spesso accompagnano la nostra vita online. In questo piccolo e prezioso prontuario, la sociolinguista Vera Gheno mette la competenza delle parole al servizio della comunicazione digitale e offre al lettore un manuale di istruzioni che è al tempo stesso anche una grammatica social prêt-à-porter.Dalla deumanizzazione dei personaggi pubblici al demone della velocità che ci porta a postare senza riflettere, dalla lingua plastificata che appanna il senso e affatica la comprensione dei nostri scambi sino alle fallacie retoriche che fanno deragliare le conversazioni online, l'autrice passa in rassegna i 15 principali comportamenti che adottiamo ogni giorno sui social e ricostruisce la scala di disfunzioni relazionali e comunicative che ci avvelenano la vita. Una lettura illuminante e impegnata che a ogni "veleno" contrappone un "antidoto", una soluzione concreta in grado di aiutarci a costruire un clima migliore in rete.

Il malinteso della bellezza. Per un'antropologia del corpo
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Patrone, Sara - Gheno, Vera

Il malinteso della bellezza. Per un'antropologia del corpo

Meltemi, 21/03/2023

Abstract: Epilazioni laser, trattamenti antiage, ambiziose nail art sono una piccola parte delle tecniche del corpo che le estetiste erogano ogni giorno alla "tribù del salone di bellezza". Fra sieri e lozioni, quello che si erge è un quartier generale di appagamento dei bisogni estetici, per cui mettere le mani addosso al corpo (pensato in pezzi illimitatamente trasformabili) significa farlo corrispondere all'identità di chi lo abita, ricondurne le fattezze a ciò che sarà chiamato a significare per gli altri e fabbricarne immaginari in cui il miglioramento non solo è senza fine, ma è una crociata contro la finitudine umana.Le habitué del beauty center si concepiscono come vite prigioniere di corpi-Tupperware, esistenze i cui limiti sono mancanze imputabili a quel "fratello siamese, né me né separabile da me". Così, indissolubilmente legate alla pelle di cui sono fatte, professano la religione del "sentirsi bene con sé stesse", senza avere la piena consapevolezza di cosa tutto questo significa.

Parole d'altro genere
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Gheno, Vera - Gheno, Vera

Parole d'altro genere

BUR, 07/03/2023

Abstract: Per secoli le donne hanno nascosto le proprie parole dietro a pseudonimi o non le hanno pubblicate affatto, affidandole ai posteri. Lo testimonia la presenza delle scrittrici nelle antologie scolastiche di oggi, ridotta, per dirla coi codici cromatici cari alla tradizione, a una sfumatura rosa su un cielo tutto azzurro. Lo abbiamo considerato naturale, magari anche giusto (non sarà che le donne scrivono peggio degli uomini?), eppure, se guardiamo sotto il pelo dell'acqua, scopriamo che il sommerso, ovvero le parole che le donne non hanno mai smesso di scrivere, ha cambiato il mondo, con la bellezza dirompente della letteratura. La raccolta che avete tra le mani ci racconta queste parole attraverso le pagine affilate e sublimi delle donne che nella storia hanno fatto sentire la loro voce. Scopriamo così che l'indipendenza delle amazzoni di Christine de Pizan è, già nel XV secolo, così profonda da portarle a bandire gli uomini dalla propria terra; impariamo da Lady Mary Wortley Montagu che l'esplorazione per una donna del Settecento ha significato allargare il proprio orizzonte fino a introdurre pratiche rivoluzionarie come la vaiolizzazione nella medicina occidentale; ci lasciamo sedurre dall'idea assolutamente contemporanea che Virginia Woolf ha del genere come qualcosa di non immutabile, al punto che il suo Orlando si sveglia trasformato in donna senza alcun turbamento. Con una selezione originale e unica di testi - che parte da Saffo e passa per Zelda Fitzgerald, Margaret Mitchell e molte altre - Vera Gheno costruisce un dizionario invisibile che attraversa epoche, continenti e generi (non solo letterari), e ci guida in un viaggio nella cosiddetta scrittura femminile. Per scoprire come le donne hanno contribuito a trasformare il modo in cui pensiamo, e si sono guadagnate sul campo il loro posto tra i classici.

L'antidoto:
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Materiale linguistico moderno

Gheno, Vera <1975->

L'antidoto: : 15 comportamenti che avvelenano la nostra vita in rete e come evitarli/ / Vera Gheno

Longanesi, 2023

Abstract: Narcisismo, incompetenza, impulsività, invidia, noia. No, non è un elenco di peccati capitali 2.0, ma un assaggio di «veleni della rete» che troppo spesso accompagnano la nostra vita online. In questo piccolo e prezioso prontuario, la sociolinguista Vera Gheno mette la competenza delle parole al servizio della comunicazione digitale e offre al lettore un manuale di istruzioni che è al tempo stesso anche una grammatica social prêt-à-porter. Dalla deumanizzazione dei personaggi pubblici al demone della velocità che ci porta a postare senza riflettere, dalla lingua plastificata che appanna il senso e affatica la comprensione dei nostri scambi sino alle fallacie retoriche che fanno deragliare le conversazioni online, l’autrice passa in rassegna i 15 principali comportamenti che adottiamo ogni giorno sui social e ricostruisce la scala di disfunzioni relazionali e comunicative che ci avvelenano la vita. Una lettura illuminante e impegnata che a ogni «veleno» contrappone un «antidoto», una soluzione concreta in grado di aiutarci a costruire un clima migliore in rete. La social-linguista più famosa del web ci spiega come rendere la rete un posto migliore per tutti. Quanto tempo passiamo in rete ogni giorno? Quanti post, messaggi, frasi scritte scambiamo, spesso con persone a noi sconosciute? Siamo sicuri che lo stiamo facendo nel miglior modo possibile?

Parole d'altro genere
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Materiale linguistico moderno

Parole d'altro genere : come le scrittrici hanno cambiato il mondo / a cura di Vera Gheno

BUR, 2023

Abstract: Per secoli le donne hanno nascosto le proprie parole dietro a pseudonimi o non le hanno pubblicate affatto, affidandole ai posteri. Lo testimonia la presenza delle scrittrici nelle antologie scolastiche di oggi, ridotta, per dirla coi codici cromatici cari alla tradizione, a una sfumatura rosa su un cielo tutto azzurro. Lo abbiamo considerato naturale, magari anche giusto (non sarà che le donne scrivono peggio degli uomini?), eppure, se guardiamo sotto il pelo dell’acqua, scopriamo che il sommerso, ovvero le parole che le donne non hanno mai smesso di scrivere, ha cambiato il mondo, con la bellezza dirompente della letteratura. La raccolta che avete tra le mani ci racconta queste parole attraverso le pagine affilate e sublimi delle donne che nella storia hanno fatto sentire la loro voce. Scopriamo così che l’indipendenza delle amazzoni di Christine de Pizan è, già nel XV secolo, così profonda da portarle a bandire gli uomini dalla propria terra; impariamo da Lady Mary Wortley Montagu che l’esplorazione per una donna del Settecento ha significato allargare il proprio orizzonte fino a introdurre pratiche rivoluzionarie come la vaiolizzazione nella medicina occidentale; ci lasciamo sedurre dall’idea assolutamente contemporanea che Virginia Woolf ha del genere come qualcosa di non immutabile, al punto che il suo Orlando si sveglia trasformato in donna senza alcun turbamento. Con una selezione originale e unica di testi – che parte da Saffo e passa per Zelda Fitzgerald, Margaret Mitchell e molte altre – Vera Gheno costruisce un dizionario invisibile che attraversa epoche, continenti e generi (non solo letterari), e ci guida in un viaggio nella cosiddetta scrittura femminile. Per scoprire come le donne hanno contribuito a trasformare il modo in cui pensiamo, e si sono guadagnate sul campo il loro posto tra i classici.

Tentazione
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Materiale linguistico moderno

Székely, Janos <1901-1958>

Tentazione / János Székely ; traduzione di Vera Gheno

Adelphi, 2023

Abstract: Per una volta non ci sono dubbi: Bela, il protagonista di questo romanzo, ha molti dei tratti che fecero di János Székely quello straordinario personaggio che fu. Uno che, nato povero in Ungheria all'alba del Novecento, riuscì (al pari di celebri conterranei come il produttore Alexander Korda, il regista George Cukor, gli attori Bela Lugosi e Zsa Zsa Gabor) ad arrivare a Hollywood, dove diventò un brillante soggettista e sceneggiatore, e vinse perfino un Oscar nel 1941. Il libro, pubblicato in inglese nel 1946 sotto pseudonimo, è stato definito dai critici americani a mix of Charles Dickens and Vicki Baum: come dire, un po' Oliver Twist, un po' Grand Hotel. In realtà, tutto quello che potrebbe esserci di patetico nell'infanzia del piccolo Bela, abbandonato dalla madre nelle grinfie di un'orribile virago, è costantemente contraddetto dal tono del narratore, la cui ironia non viene meno neanche nei momenti più difficili. E quando infine, a quattordici anni, Bela raggiungerà la madre, anche sopravvivere nella Budapest degli anni Venti, e poi degli anni Trenta, si rivelerà un'impresa quasi disperata. Tanto più che dovrà continuamente barcamenarsi fra due mondi agli antipodi l'uno dall'altro: l'insanabile miseria del quartiere in cui abita e il lusso sfrenato, sfavillante di luci, del grande albergo in cui riesce a trovar lavoro.

Altri orizzonti. Camminare, conoscere, scoprire
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Vanoli, Alessandro - Vannini, Marco - Gheno, Vera - Demetrio, Duccio - Favole, Adriano - Aime, Marco

Altri orizzonti. Camminare, conoscere, scoprire

UTET, 19/04/2022

Abstract: Mettersi in viaggio per scoprire il mondo e se stessi, è stato questo anelito a segnare l'evoluzione del genere umano. Il cammino verso nuovi orizzonti, il pellegrinaggio degli studiosi, l'avventura degli esploratori. È il movimento ad averci reso umani, e l'esigenza di andare oltre il qui e ora alla ricerca di forme di spiritualità, di nuovi incontri, di altri orizzonti geografici, linguistici o filosofici è il fil rouge di questo volume. Sei interventi per approfondire il tema del cammino: Marco Aime ci racconta la storia di due donne che a inizio Novecento sfidarono l'ambiente maschile dell'antropologia per uscire dall'accademia ed effettuare ricerche sul campo; Duccio Demetrio descrive la relazione tra pensiero e cammino, individuando nel movimento la metafora filosofica della condizione umana; Adriano Favole recupera i resoconti di viaggio di Bruce Chatwin per ritrovare quel senso del vagabondaggio che può aiutarci a esaminare il presente e reimparare a spostarci in un mondo postpandemico; Vera Gheno osserva il vagare inafferrabile della lingua, necessario per districarci nella complessità del presente; Marco Vannini parte dall'ascesa di Petrarca al Monte Ventoso per parlarci dell'allargamento degli orizzonti esteriori, punto di vista privilegiato sull'interiorità per conoscere veramente la propria anima; infine, Alessandro Vanoli spazia dalla leggenda di Sindbad al Milione di Marco Polo per mostrarci come la mente umana abbia sempre immaginato mondi favolosi prima ancora di osservarli, e come sia stato il potere della fantasia a spingerci oltre l'ignoto. Un'antologia che supera i confini tra le discipline per affrontare il rapporto tra movimento e conoscenza, perché muoversi è l'unica possibilità per allargare sempre più l'orizzonte di quel che sappiamo. Interventi nel libro: Marco Aime Lettere da Sanga. Denise Paulme e Deborah Lifchitz: due etnologhe sul campo Duccio Demetrio Filosofia del camminare. Passeggiare, peregrinare, vagabondare Adriano Favole Le Vie dei Canti di Bruce Chatwin al crocevia del viaggio Vera Gheno La via delle parole verso una società più equa Marco Vannini Oltre l'orizzonte dell'anima. Il cammino della mistica Alessandro Vanoli La scoperta e il sogno. Come i viaggi e l'immaginazione hanno creato il nostro mondo

Non si può più dire niente? 14 punti di vista su politicamente corretto e cancel culture
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Bordone, Matteo - Cuter, Elisa - D'Alessio, Federica - D'Antona, Giulio - Faloppa, Federico - Ferracchiati, Liv - Gheno, Vera - Guerra, Jennifer - Raimo, Christian - Rielli, Daniele - Sciuto, Cinzia - Srivastava, Neelam - Tonini, Laura - Ventura, Raffaele Alberto

Non si può più dire niente? 14 punti di vista su politicamente corretto e cancel culture

UTET, 08/03/2022

Abstract: Proposte di legge per contrastare le discriminazioni, discussioni parlamentari sui sostantivi femminili, regolamenti aziendali che sanzionano comportamenti inappropriati, circolari scolastiche su tematiche di genere, partite sospese per cori razzisti. Da tempo i temi distinti ma incrociati di politicamente corretto e cancel culture sono all'ordine del giorno, investendo la sfera privata e quella pubblica, i litigi in famiglia o tra amici e le prese di posizione su giornali cartacei, programmi televisivi, podcast, blog, riviste online e social network. Sono temi che spopolano proprio sui social, dove macinano commenti e polemiche, creando una frattura in un certo senso politicamente inedita: nella contrapposizione tra chi nega l'esistenza della cancel culture e chi si lamenta che "non si può più dire niente" non viene per forza ricalcato il dualismo classico tra sinistra e destra, o tra progressisti e conservatori. Vediamo infatti che il licenziamento di un attore o il macero di un libro innescano discussioni infuocate anche tra persone che su molti altri temi (economici, politici, sociali) sono perfettamente d'accordo. Che cosa sta succedendo? Mentre i media cavalcano il dibattito rilanciando pseudonotizie acchiappaclick su censure a Omero o Biancaneve, la contrapposizione tra i fronti si consuma per lo più in litigate pubbliche sui social o singoli interventi lanciati online o offline come una voce nel deserto, attorno a cui si rinserrano i ranghi della rispettiva fazione. Ognuno finisce sempre così per parlare ai convertiti, senza che si costruisca un dibattito che sia anche un dialogo costruttivo. Come antidoto alla polarizzazione, in questo libro si incontrano idealmente quattordici persone che non sono affatto d'accordo tra loro, ma sono disposte a sedersi a un tavolo di confronto. Ognuna ha scelto di inquadrare il tema secondo i suoi campi di interesse, le sue esperienze e professionalità: linguistica, televisione, comicità, filosofia, storia, sociologia, teatro, pedagogia, politica e quant'altro. Così, nel cercare una risposta alla domanda Non si può più dire niente?, questi quattordici punti di vista aprono inevitabilmente ad altre domande e risposte, che restituiscono complessità al nostro intricato presente.

Abigail
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Materiale linguistico moderno

Szabó, Magda <1917-2007> - Szabó, Magda <1917-2007>

Abigail / Magda Szabò ; traduzione di Vera Gheno ; introduzione di Alessandro Zaccuri

3. ed. riveduta

Anfora, 2022

Abstract: Seconda guerra mondiale: un generale dell'esercito ungherese, vedovo, segretamente nelle liste di coloro che non desiderano il conflitto, decide di proteggere l'unica figlia inserendola in un isolato collegio. Profondamente uniti, il distacco è struggente. Comincia per Georgina Vitay un duro percorso formativo tra le mura dell'austero istituto dalle rigide regole, verso una crescita che la porterà a vedere la realtà sotto la superficie, tra conflitti con le compagne, ribellioni, insofferenza verso gli insegnanti. La osservano la misteriosa Abigail, una statua che pare avere misteriosi poteri, ed il segreto protettore inserito nel collegio dal padre che la veglia in incognito.

Chiamami così
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Materiale linguistico moderno

Gheno, Vera <1975->

Chiamami così : normalità, diversità e tutte le parole nel mezzo / Vera Gheno ; presentazione di Fabrizio Acanfora

Il Margine, 2022

Abstract: Negli ultimi tempi, si parla in toni anche molto accesi di linguaggio inclusivo o ampio: che cos'è, come funziona, a chi e a cosa serve? Si tratta di un eccesso di politicamente corretto, oppure è un tema con cui, volenti o nolenti, dobbiamo fare i conti? In cinque brevi e stimolanti capitoli (Differenze; Normalità; Normali, diversi, parole; Inclusività; Rapportarsi con le differenze) Vera Gheno cerca di fare il punto sul dibattito che si è sviluppato in Italia intorno al linguaggio, con l'intento di aiutare il lettore a prendere una posizione. Perché non c'è giustificazione più banale che non curarsi dell'argomento affermando «Ho sempre detto così».

1945 e altre storie
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Materiale linguistico moderno

Szántó, T. Gábor <1966->

1945 e altre storie / Gábor T. Szántó ; traduzione di Richárd Janczer e Mónika Szilágyi ; a cura di Mónika Szilágyi

Anfora, 2022

Abstract: Gli otto racconti che compongono questa raccolta di Gábor T. Szántó riflettono tematiche tra le più importanti del nostro tempo e della nostra storia: il genocidio degli ebrei e le riflessioni ancora poco approfondite sul secondo dopoguerra come la questione delle proprietà abbandonate degli ebrei deportati, delle sepolture di coloro che non sono sopravvissuti e dei monumenti (mancanti) commemorativi; l’incapacità di fare i conti con il passato traumatico e il bisogno di rielaborarlo sia da parte di chi il trauma lo ha subito sia da chi è rimasto solo a guardare; i legami familiari, le condizioni di chi è gravemente disabile e lo stigma nei confronti di coloro che se ne prendono cura; l’omosessualità e la questione di genere anche negli ambienti dove meno sembra possibile. Sono racconti audaci, profondi e taglienti, ma nello stesso tempo toccanti, grazie allo stile asciutto e senza fronzoli dell’autore, spinto da un elementare senso di giustizia e compassione per le prospettive dei sommersi che vivono con noi (immancabile il riferimento a Primo Levi).

Le ragioni del dubbio
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Gheno, Vera

Le ragioni del dubbio

EINAUDI, 21/09/2021

Abstract: Guardiamoci intorno: quante sono le persone che intervengono nelle discussioni senza alcuna competenza specifica pensando di averla? Quanti criticano gli esperti con un "Io non credo che sia cosí" dall'alto di incrollabili certezze? Ci siamo abituati un po' troppo a parlare e a scrivere senza fermarci prima un attimo a pensare, e rischiamo cosí di far sempre piú danni. Perché le parole non sono mai solo parole, si portano dietro visioni differenti della realtà, tutte le nostre aspirazioni e le nostre certezze: ovvio che possano generare conflitti e fare male. Ma possono anche generare empatia e fare del bene, se impariamo a usarle meglio. Vera Gheno indaga i meccanismi della nostra meravigliosa lingua, e lo fa con la leggerezza calviniana di chi ammira il linguaggio senza peso perché conosce il peso del linguaggio. E in queste pagine, lievi ma dense, distilla un "metodo" per ricordarci la responsabilità che ognuno di noi ha in quanto parlante. Un metodo che si fonda innanzitutto sui dubbi, che ci devono sempre venire prima di esprimerci: potremmo, nella fretta, non aver compreso di cosa si sta davvero parlando, capita a tutti, anche ai piú "intelligenti". Poi sulla riflessione, che deve accompagnarci ogni volta che formuliamo un concetto. E infine sul silenzio, perché talvolta può anche succedere, dopo aver dubitato e meditato, che si decida saggiamente di non avere nulla da dire.

Trovare le parole
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Materiale linguistico moderno

Faloppa, Federico <1972-> - Gheno, Vera <1975->

Trovare le parole : abbecedario per una comunicazione consapevole / Federico Faloppa, Vera Gheno

Gruppo Abele, 2021

Abstract: I rapporti sociali sono fondati sulle parole, senza le quali si ridurrebbero a poca cosa. Da sempre. Ma oggi il peso delle parole è accresciuto dalla moltiplicazione e dalla pervasività dei mezzi di comunicazione e, soprattutto, dei social. Accade così che le parole, sganciate dal contatto fisico tra le persone, diventino incontrollate. Ciò ne favorisce un uso improprio e, talora, aggressivo. Con conseguenze gravissime, sul piano personale e su quello sociale, quando sfociano in "discorsi d'odio". Riappropriarsi delle parole, del loro senso, delle loro implicazioni, della loro portata comunicativa è, dunque, l'imperativo della nostra epoca. Per farne un uso consapevole, anche ricorrendo a un abbecedario ragionato.

Femminili singolari
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Materiale linguistico moderno

Gheno, Vera <1975->

Femminili singolari : il femminismo è nelle parole / Vera Gheno

2. ed., nuova ed.

Effequ, 2021

Abstract: Sindaca, architetta, avvocata: c’è chi ritiene intollerabile una declinazione al femminile di alcune professioni. E dietro a queste reazioni c’è un mondo di parole, un mondo fatto di storia e di usi che riflette quel che pensiamo, come ci costruiamo. Attraverso le innumerevoli esperienze avute sui social, personali e dell’Accademia della Crusca, l’autrice smonta, pezzo per pezzo, tutte le convinzioni linguistiche della comunità italiana, rintracciandone l’inclinazione irrimediabilmente maschilista. Questo libro mostra in che modo una rideterminazione del femminile si possa pensare a partire dalle sue parole e da un uso consapevole di esse, vero primo passo per una pratica femminista. Tutto con l’ironia che solo una social-linguista può avere.

Le ragioni del dubbio
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Materiale linguistico moderno

Gheno, Vera <1975->

Le ragioni del dubbio : l'arte di usare le parole / Vera Gheno

Einaudi, 2021

Abstract: Guardiamoci intorno: quante sono le persone che intervengono nelle discussioni senza alcuna competenza specifica pensando di averla? Quanti criticano gli esperti con un "Io non credo che sia cosí" dall’alto di incrollabili certezze? Ci siamo abituati un po’ troppo a parlare e a scrivere senza fermarci prima un attimo a pensare, e rischiamo così di far sempre più danni. Perché le parole non sono mai solo parole, si portano dietro visioni differenti della realtà, tutte le nostre aspirazioni e le nostre certezze: ovvio che possano generare conflitti e fare male. Ma possono anche generare empatia e fare del bene, se impariamo a usarle meglio. Vera Gheno indaga i meccanismi della nostra meravigliosa lingua, e lo fa con la leggerezza calviniana di chi ammira il linguaggio senza peso perché conosce il peso del linguaggio. E in queste pagine, lievi ma dense, distilla un "metodo" per ricordarci la responsabilità che ognuno di noi ha in quanto parlante. Un metodo che si fonda innanzitutto sui dubbi, che ci devono sempre venire prima di esprimerci: potremmo, nella fretta, non aver compreso di cosa si sta davvero parlando, capita a tutti, anche ai più "intelligenti". Poi sulla riflessione, che deve accompagnarci ogni volta che formuliamo un concetto. E infine sul silenzio, perché talvolta può anche succedere, dopo aver dubitato e meditato, che si decida saggiamente di non avere nulla da dire.

Parole contro la paura
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Gheno, Vera

Parole contro la paura

Longanesi, 28/04/2020

Abstract: Quali parole scegliereste per descrivere il tempo sospeso dell'isolamento che stiamo vivendo, e perché? Una riflessione linguistica sull'emergenza più social della storia dell'umanità, si trasforma in un inaspettato e potente album di istantanee dai giorni che non dimenticheremo mai.Le misure di isolamento imposte alla popolazione per fronteggiare la pandemia hanno stravolto le vite di tutti, nessuno escluso. Dal "ventre" della quarantena è difficile sia vederne la fine sia immaginare un futuro normale. Ma il futuro arriva sempre, travolgendo il passato. Cosa ci resterà di questo tempo sospeso, forzosamente privato? Magari un po' alla volta perderemo di vista i piccoli particolari: le fotografie del pane appena sfornato, dei balconi, dei videoaperitivi in compagnia. Finiranno affogati dalla "narrazione ufficiale" e noi avremo perso la parte più ingenua, fallata, quotidiana di un evento epocale che per chiunque è e sarà, inevitabilmente, anche intimo e personale.Vera Gheno, sociolinguista dall'animo social, ha chiesto alle persone sulla sua pagina Facebook di raccontarsi nell'emergenza attraverso tre parole simbolo della loro quarantena, perché una parola non è mai "solo" una parola, ma un gancio teso verso un mondo di significati. Intrappolati in una situazione che molti non esitano a definire distopica, gli italiani hanno risposto in modo inaspettato e, invece di rilanciare i termini più dibattuti da notiziari e giornali, hanno raccontato una storia completamente diversa, intessuta delle piccole e grandi preoccupazioni di chi vive immerso nel quotidiano. Dalla A di attesa alla Z di zombie, passando per guanti, jogging e libri, questo libro raccoglie una potente galleria di immagini rilevanti del "tempo della pandemia", così da renderlo raccontabile anche alle generazioni che verranno. Magari, imparandone anche qualcosa.Clouds Longanesi è la serie di instant ebook che offre ai lettori strumenti agili per affrontare i nuovi bisogni sorti dall'emergenza che stiamo vivendo. Una proposta di letture autorevoli e di qualità per comprendere i nostri tempi, trovare nuovi spunti di riflessione, ottenere un aiuto concreto per la vita quotidiana. Altre uscite della serie: Valerio Rossi Albertini, Conosci il tuo nemico. Cos'è, da dove viene e cosa ci insegna il coronavirus e Annalisa Perino, Bambini a casa e felici. Le attività Montessori

Lolò, il principe delle fate
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Materiale linguistico moderno

Szabó, Magda <1917-2007>

Lolò, il principe delle fate / Magda Szabò ; traduzione di Vera Gheno ; postfazione Antonella Cilento ; illustrazioni Ivett Lénart e Réka Imre

2. ed. riveduta

Anfora, 2020

Abstract: Le avventure del piccolo Lolò, il figlio della regina delle fate, con il desiderio di diventare un bambino del mondo reale e costretto a combattere, con fantastici amici ed animali magici, un perfido mago che attenta a sua madre e minaccia il regno delle fate.