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× Autore Wlodek Goldkorn

Trovati 22 documenti.

Solidarietà
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Salvati, Mariuccia - Flores, Marcello - Wlodek, Goldkorn

Solidarietà

Treccani, 09/06/2023

Abstract: La parola "solidarietà" si è affermata a fine Ottocento in ambito sociologico ma ha avuto in passato sviluppi importanti anche nel campo storico, religioso e filosofico-giuridico. I saggi raccolti in questo volume, attinenti al tema dei legami stretti ‒ nel corso degli ultimi due secoli ‒ tra l'Europa e la solidarietà evidenziano, appunto, i passi avanti compiuti, oltre che nel processo di integrazione economica, anche sul terreno giuridico-costituzionale. La convinzione sottesa è che l'Europa abbia via via riconosciuto s. stessa alla prova dell'inclusione di fasce sempre più ampie di cittadini e che, a partire dalla seconda metà del Novecento, sia stato fondamentale il riconoscimento di un numero di diritti (umani e sociali) sempre maggiore. Oggi la solidarietà è considerata un valore sempre pi. necessario, non solo perché delinea un campo europeo ben definito, ma anche perché contiene in s. l'auspicio, in nome dell'ideale comune, di un futuro senza contrapposizioni e confini.

Diario
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Frank, Anne - Goldkorn, Wlodek - Paris, Franco - Paris, Dafne

Diario

Giunti, 11/01/2023

Abstract: Per il tredicesimo compleanno Anne riceve un album con la copertina a quadretti che diventerà il suo diario, proseguito poi su altri quaderni. Comincia a scriverlo pochi giorni prima che la sua famiglia, di origine ebraica, si trasferisca nella "Casa sul retro", il nascondiglio che l'accoglierà per due anni fino alla scoperta da parte della polizia nazista nell'agosto 1944: è la prima redazione, con tanto di foto incollate sopra, che questa edizione riproduce. Il 28 marzo del 1944 il governo dei Paesi Bassi lancia un appello alla popolazione, incoraggiandola a tenere diari perché, dopo la guerra, saranno pubblicati. Da quel momento Anne comincia una seconda redazione del suo diario, con l'idea di poter un giorno farlo pubblicare, ma non la completa perché viene deportata ad Auschwitz. Il suo diario tuttavia le sopravviverà, continuando a emozionare generazioni di lettori. Questa nuova edizione, fedele agli scritti di Anne e con una traduzione dal nederlandese attenta a rendere l'immediatezza e la spontaneità della lingua, è curata da Franco Paris ed è preceduta da uno scritto di WlodekGoldkorn, il quale ci restituisce un ritratto che va al di là della tradizionale immagine che si ha di Anne e sottolinea il grande valore letterario della sua opera.

Diario
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Materiale linguistico moderno

Frank, Anne <1929-1945>

Diario / Anne Frank ; presentazione di Wlodek Goldkorn ; a cura di Franco Paris ; traduzione di Dafne Paris

Giunti, 2023

Il bambino che venne dal fiume
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Materiale linguistico moderno

Goldkorn, Wlodek <1952-> - Staino, Sergio <1940->

Il bambino che venne dal fiume : le avventure di Mosè / Wlodek Goldkorn, Sergio Staino

Feltrinelli, 2021

Abstract: Mosè è un trovatello balbuziente, che viene cresciuto come nipotino del Faraone e che, diventando grande, prende consapevolezza dell'ingiustizia del potere. Scappa nel deserto, dove salva un gruppo di giovani donne tra cui sceglie in seguito la propria sposa. Così, in modo avventuroso, comincia il racconto della vita del liberatore del popolo di Israele. Nelle sue azioni Mosè sembra dotato di superpoteri ed è guidato dai colloqui che ha con Dio. O almeno, questo è ciò che racconta al suo popolo per spingerlo a liberarsi dalla schiavitù e intraprendere la strada verso la libertà... È invece proprio il potere delle storie (con qualche aiuto da parte della natura) a muovere gli ebrei alla ribellione e la forza dell'immaginazione a guidarli attraverso le imprese più ardue.

Il diavolo in Francia
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Materiale linguistico moderno

Feuchtwanger, Lion <1884–1958>

Il diavolo in Francia / Lion Feuchtwanger ; con l'aggiunta dell'episodio conclusivo La fuga di Marta Feuchtwanger ; traduzione di Enrico Arosio ; prefazione di Wlodek Goldkorn

Einaudi, 2020

Abstract: Racconto acuto, ironico nella sua drammaticità, scritto in una prosa asciutta e al contempo riflessiva in cui l'autore riesce a vedere se stesso con l'occhio di uno scrittore e non di una vittima. Con la consapevolezza di narrare, in prima persona, una serie di episodi che preludono alla fine di un mondo. (...) L'opera piú importante di Feuchtwanger è la trilogia su Flavio Giuseppe, comandante delle truppe ebraiche ai tempi della guerra contro Roma, passato dalla parte dei Romani. Flavio Giuseppe era un traditore? O piuttosto un uomo colto che odiava i fanatici integralisti ebrei e ammirava il cosmopolitismo dei Romani? In ogni caso è lui il fondatore del canone della narrazione laica ebraica e forse il primo vero cronista di guerra. Feuchtwanger con ogni probabilità si identificava con Flavio Giuseppe, se non altro perché professava il cosmopolitismo come un modo di vivere e pensare. Ma capiva anche che l'Europa non era piú un luogo per i cosmopoliti. (...) E, amara ironia della storia, Il Diavolo in Francia , in questa Europa di oggi, dove la condizione del profugo e dell'apolide ci interpella perché specchio deforme e quindi fedele della nostra condizione umana, si rivela un testo piú che mai attuale.

L'asino del Messia
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Goldkorn, Wlodek

L'asino del Messia

Feltrinelli Editore, 05/09/2019

Abstract: "Guarda, questi sono i luoghi di re David, dei profeti." Nel 1968 Wlodek Goldkorn è un ragazzo gettato dal cuore dell'Europa in una stradina di Gerusalemme. Con la sua famiglia fugge da Varsavia, dove il suo stato è quello di apolide, di "non cittadino", in Israele, per trovare una terra in cui poter essere libero. Da un luogo perduto a un luogo da conquistare. "Osservavo mio padre, con le mani saldamente aggrappate alle assi del pick-up. Era di fronte a me. Anche io, come lui, ero posato sulla panchina in modo che tutta la superficie del mio culo vi aderisse per non perdere l'equilibrio e non cadere, lo sguardo rivolto fuori, i miei occhi pieni di curiosità, perché volevo conoscere, imparare a memoria, fare mio, il nuovo paesaggio della Patria."A Gerusalemme, Goldkorn sperimenta la curiosità per la sua nuova terra, ma anche l'attrazione per tutto ciò che è arabo. Con un formidabile esercizio della memoria, lo stesso protagonista di Il bambino nella neve racconta Israele e Gerusalemme: non solo la città reale, ma anche le altre Gerusalemme, immaginarie e sognate. Riflette sui simboli e le identità, su quella sovrapposizione dei ricordi e dei luoghi che in certi angoli della città ha qualcosa di morboso e di artificiale. La chiave di questo racconto è la nostalgia del futuro, che mette in moto il bisogno di ricostruire un passato denso di dolore, di contraddizioni, ma anche del desiderio di conoscere e di vivere che appartiene a ogni adolescente intento nella fatica di diventare uomo.

L'asino del Messia
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Materiale linguistico moderno

Goldkorn, Wlodek <1952->

L'asino del Messia / Wlodek Goldkorn

Feltrinelli, 2019

Abstract: "Guarda, questi sono i luoghi di re David, dei profeti". Nel 1968 Wlodek Goldkorn è un ragazzo gettato dal cuore dell'Europa alle strade di Gerusalemme. Con la sua famiglia è costretto a lasciare Varsavia, da apolide, da "non cittadino", e va in Israele, per trovare una terra in cui poter essere libero. Da un luogo perduto a un luogo da conquistare. "Osservavo mio padre, con le mani saldamente aggrappate alle assi del camioncino. Era di fronte a me. Lo sguardo rivolto fuori, i miei occhi pieni della curiosità di imparare a memoria il nuovo paesaggio della patria". Goldkorn prova interesse per la sua nuova terra, ma anche attrazione per tutto ciò che è arabo. Con un esercizio della memoria, lo stesso protagonista del "Bambino nella neve" racconta Israele e Gerusalemme: non solo la città reale, ma anche le altre Gerusalemme, immaginarie e sognate. Riflette sui simboli e sulle identità, su quella sovrapposizione dei ricordi e dei luoghi che ha qualcosa di morboso e artificiale. Parla dello scarto fra l'ideale sionista di creare un ebreo nuovo, pioniere e agricoltore, e la realtà che ha riprodotto il vecchio mondo, popolato dai fantasmi della Shoah. Ma si dichiara innamorato della lingua ebraica e della grande letteratura israeliana, quella di Amos Oz e di Lea Goldberg. La chiave del suo racconto è la nostalgia del futuro, che mette in moto il bisogno di ricostruire un passato denso di dolore e di violenza, ma anche il desiderio di conoscere e amare che appartiene a ogni adolescente impegnato nella fatica di diventare uomo.

Storie del ghetto di Budapest
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Materiale linguistico moderno

Pressburger, Giorgio <1937-2017> - Pressburger, Nicola <1937-1985>

Storie del ghetto di Budapest / Giorgio e Nicola Pressburger ; postfazione di Wlodek Goldkorn

Marsilio, 2019

Abstract: Sappiamo molto del ghetto di Varsavia, abbastanza del ghetto di Venezia, lo sgombero del ghetto di Roma del 16 ottobre 1943 è stato mirabilmente raccontato da Giacomo Debenedetti. Ma prima dell'infanzia dei fratelli Pressburger (Giorgio e Nicola) nell'Ottavo distretto, del ghetto di Budapest non sapevamo niente. Eppure è qui che viene raccontata un'idea di ebraismo fatta di violini, commerci, ironia e nostalgia. E si verifica, nella piccola comunità dei mercanti, una bizzarra apparizione: Jom Tow produce salsicce, sua moglie Ester vende oche e il figlio Isacco, a dar credito alla profezia del rabbino, è destinato a grandi imprese. Nelle «Storie del ghetto di Budapest» vengono riuniti le «Storie dell'Ottavo distretto» e «L'elefante verde».

L'ultima lezione
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Bauman, Zygmunt - Goldkorn, Wlodek - Goldkorn, Wlodek

L'ultima lezione

Laterza, 11/01/2018

Abstract: "Mi concentrerò sui motivi che spingono le persone, in un certo momento della loro storia, a dedicarsi con una passione e un interesse particolari a predizioni, congetture e manifestazioni di panico al pensiero di una possibile fine del mondo."Bauman era uno degli ultimi veri intellettuali pubblici in circolazione e attività in questi primi due decenni del Terzo Millennio. Certo, era un accademico, e di successo: un sociologo e sicuramente anche un filosofo. Ma che cosa è un intellettuale pubblico? È una figura che trae, in Occidente, le sue origini dalla tradizione dei profeti, uomini contro il potere, così come ci è stata tramandata più nella versione ebraica – anarchica, iconoclastica, irriverente – che in quella cristiana dove potere e sapere coincidono.

Il sessantotto sequestrato
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Materiale linguistico moderno

Crainz, Guido <1947->

Il sessantotto sequestrato : Cecoslovacchia, Polonia, Jugoslavia e dintorni / Guido Crainz ; saggi di Pavel Kolar ... [et al.]

Donzelli, 2018

Abstract: A distanza di cinquant’anni dal simultaneo manifestarsi dei movimenti di contestazione del ’68 in tante parti del Vecchio continente, iniziamo forse a comprendere che per la sua storia successiva sono rilevanti soprattutto i rivolgimenti, i traumi e i processi che segnarono la Cecoslovacchia, la Polonia e altre aree dell’Europa «sequestrata » dall’impero sovietico, per dirla con Milan Kundera. Per molti versi quei rivolgimenti rappresentarono uno spartiacque: la conferma definitiva che il «socialismo reale» non era riformabile. I processi che attraversarono allora quest’area furono solo apparentemente stroncati a Praga dai carri armati del Patto di Varsavia e in Polonia da una brutale offensiva di regime che assunse violenti toni antisemiti, provocando l’esodo di una ricca comunità intellettuale e di una parte significativa degli ebrei rimasti nel paese dopo la Shoah. In realtà, pur nel modificarsi di prospettive e di visioni del mondo, si dipanano da allora alcuni esili e al tempo stesso straordinari fili che portano al 1989, passando per Charta 77 in Cecoslovacchia o per il Kor e Solidarność in Polonia. Eppure, in quel fatidico ’68, i giovani, gli intellettuali e i rinnovatori di quei paesi, i sostenitori di un «socialismo dal volto umano », non trovarono nei movimenti studenteschi dell’Occidente quel solidale sostegno che sarebbe stato necessario. Né lo ebbero dai partiti comunisti europei. Perché? E perché in molte ricostruzioni storiche complessive ha prevalso spesso una sostanziale rimozione di questi aspetti? A queste domande e a questi nodi rispondono i contributi del libro: il saggio di apertura di Guido Crainz; quelli di Pavel Kolář, Wlodek Goldkorn, Nicole Janigro, Anna Bravo; e i documenti di studenti e intellettuali di allora, con le successive testimonianze di personalità come Jiří Pelikán, Adam Michnik, Zygmunt Bauman.

L'ultima lezione
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Materiale linguistico moderno

Bauman, Zygmunt <1925-2017>

L'ultima lezione / Zygmunt Bauman ; con un saggio di Wlodek Goldkorn

Laterza, 2018

Il bambino nella neve
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Goldkorn, Wlodek - De Benedetti, Neige

Il bambino nella neve

Feltrinelli Editore, 28/04/2016

Abstract: Cos'è la memoria? Cos'è il passato? Cosa resta delle vite e delle morti di chi abbiamo amato, di chi ci ha dato la vita? Riflessioni universali, che diventano lancinanti quando si applicano al passato di un ebreo polacco e comunista, cresciuto nel dopoguerra in una patria che l'ha poi rinnegato.

Il bambino nella neve
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Materiale linguistico moderno

Goldkorn, Wlodek <1952->

Il bambino nella neve / Wlodek Goldkorn ; fotografie di Neige De Benedetti

Milano : Feltrinelli, 2016

Varia

Abstract: Cos'è la memoria? Cos'è il passato? Cosa resta delle vite e delle morti di chi abbiamo amato, di chi ci ha preceduto? Riflessioni universali, che diventano lancinanti quando si applicano al passato di un ebreo, polacco e comunista, cresciuto nel dopoguerra in una patria che l'ha poi rinnegato. Wlodek Goldkorn è da molti anni una voce conosciuta della cultura italiana, ha intervistato grandi artisti, scrittori, premi Nobel, e raccontato molte storie, mai la sua personale. Quella di un bambino nato da genitori scampati agli orrori della seconda guerra mondiale, che abitava in una casa abbandonata dai tedeschi in fuga, ancora piena di piatti e mobili provvisti di svastica, che crebbe nel vuoto di una memoria familiare impossibile da raccontare, impossibile da dimenticare, impossibile da vivere. "Poi, capita che nascano i nipotini. E arriva il momento in cui ci si pone la domanda: come dire loro l'indicibile? Come trasmettere la memoria?" Ecco allora un viaggio di ritorno: a Cracovia, a Varsavia, ad Auschwitz, a Sobibór, a Treblinka. E un viaggio nella memoria, da ricostruire, da inventare, da proiettare nel futuro: i genitori, gli amici, gli eroi e le vittime, il ragazzino che gioca con i compagni nel cortile fingendo di essere ad Auschwitz, l'uomo che sceglie Marek Edelman come maestro di vita, il nonno che deve raccontare ai nipoti la storia.

Il guardiano
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Materiale linguistico moderno

Assuntino, Rudi - Goldkorn, Wlodek <1952->

Il guardiano : Marek Edelman racconta / Rudi Assuntino, Wlodek Goldkorn

Sellerio, 2016

Abstract: Marek Edelman aveva poco più di vent'anni quando, nell'aprile del 1943, fu uno dei comandanti dell'insurrezione del ghetto di Varsavia, la prima ribellione in Europa, armi in pugno, contro i nazisti. Il ghetto era stato istituito nel 1940 e intorno alle strade destinate alla popolazione ebraica - mezzo milione di persone vissute tra gli stenti e la fame - venne costruito un muro. La rivolta del ghetto di Varsavia, "armata" di una decina di pistole e qualche chilo di esplosivo, tenne in scacco la strapotenza nazista dal 19 aprile al 10 maggio 1943. Marek Edelman era nato nel 1921; militante del Bund, il partito socialista degli ebrei che nella Polonia di prima della guerra lottavano per l'autonomia culturale della nazionalità ebraica e contro il nazismo, non volle mai lasciare il suo paese. Finita la guerra, cardiologo all'ospedale di Lodz, a metà degli anni Settanta venne coinvolto nelle attività dell'opposizione democratica polacca. Leggenda vivente, prigioniero del generale Jaruzelski dopo il golpe del 1981, leader di Solidarnosc in clandestinità, punto di riferimento etico per migliaia di polacchi, Edelman si schierò a fianco della popolazione di Sarajevo durante l'assedio da parte dei serbi. Edelman è morto, novantenne, nel 2009.

L'Espresso Pasolini
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Materiale linguistico moderno

L'Espresso <periodico> - L'Espresso <periodico>

L'Espresso Pasolini / a cura di Loredana Bartoletti e Wlodek Goldkorn ; progetto editoriale di Bruno Manfellotto

Roma : Gruppo editoriale L'Espresso, 2015

La Grande Guerra
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Materiale linguistico moderno

La Grande Guerra : raccontarla cent'anni dopo per capire l'Europa di oggi / a cura di Wlodek Goldkorn e Claudio Lindner ; presentazione di Bruno Manfellotto ; introduzione di Giovanni De Luna

Roma : L'Espresso, 2014

Il ghetto di Varsavia lotta
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Materiale linguistico moderno

Edelman, Marek <1919-2009>

Il ghetto di Varsavia lotta / Marek Edelman ; a cura di Wlodek Goldkorn

Firenze : Giuntina, 2012

Abstract: A quei tempi, non esisteva alcun canone della scrittura sulla Shoah, e neanche la parola. Non si sa come raccontare l'inenarrabile. Marek Edelman è uno dei primi a tentare. Il risultato: questo testo è oggi più attuale che mai. Lo è perché non è un racconto epico delle gesta belliche, ma una storia su come un gruppo di ragazzi e ragazze abbia tentato di riscattare la dignità e salvare la vita di un'intera città che si voleva condannata a morte e all'ignominia. (dall'Introduzione di W. Goldkorn)

La notte e' il nostro giorno
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Materiale linguistico moderno

Kaczerginski, Shmerke

La notte e' il nostro giorno : diario di un partigiano ebreo del ghetto di Vilna / Shmerke Kacserginski ; traduzione e note di Gabriela Soltz e Anna Marcolin ; prefazione di Wlodek Goldkorn

Firenze : Giuntina, 2011

Abstract: Mai più parleremo serenamente. Mai più, da nessuna parte. In notti di impenetrabile oscurità, superate le palizzate del ghetto e del campo di concentramento, ci trascinavamo verso i boschi come lupi famelici, per prendere e distruggere. Invidiavamo gli animali che popolavano i verdi paesaggi a noi sconosciuti. Il bosco era divenuto il nostro ideale: una leggenda, un mito avvolto nel verde, penetrato da fasci di luce. E se ci domandassero: come avete fatto a sopravvivere nelle foreste, sotto la pioggia, il fango e il freddo? Come siete riusciti a procurarvi il cibo circondati dall'esercito tedesco, a contatto con una popolazione impaurita? Dove avete dormito nelle gelide notti d'inverno? Dove avete trovato le armi? Chi medicava le vostre ferite? Chi poteva lenire le vostre pene e prendersi cura di voi ebrei, da tutti abbandonati e perseguitati? Riuscivate a trovare almeno tra compagni di lotta, in quei boschi selvaggi, riposo e amicizia? La risposta è semplice: mai più troveremo serenità. Mai più, da nessuna parte. Tutto aveva un aspetto diverso da lontano. Ma da vicino, quando ne fummo protagonisti, ci accorgemmo di quanto fosse diversa la realtà. Con questo libro vorrei provare a togliere il velo a questo mito. Forse le tante domande troveranno risposta. Mi auguro che la luce, per quanto tetra o debole, possa sorgere dalla macchia misteriosa. Il lettore troverà in queste pagine anche momenti di felicità e di gioia. (Shmerke Kaczerginski). Prefazione di Wlodek Goldkorn.

C'era l'amore nel ghetto
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Materiale linguistico moderno

Edelman, Marek <1919-2009>

C'era l'amore nel ghetto / Marek Edelman ; testo raccolto da Paula Sawicka ; edizione italiana a cura di Wlodek Goldkorn, Ludmila Ryba e Adriano Sofri

Palermo : Sellerio, 2009

Abstract: C'è uno spreco e un cattivo uso delle parole e delle analogie, quando si parla della Shoah: un impiego della retorica che privilegia la metafora a scapito della vita e delle vite. Si dimentica, o si ignora, che anche nel ghetto ci si innamorava, si litigava, si faceva politica, si sognava. Si sperava in un avvenire, addirittura. Si dimentica quello che Marek Edelman, un uomo che ha visto andare verso la morte quasi 500.000 persone, ama ripetere: la vita viene prima di ogni altra cosa. Ecco: il ghetto che cos'era? L'anticamera della morte? Certo, anche. Ma era, in condizioni davvero disumane, anche una vita supplementare, una prosecuzione della vita che gli ebrei conducevano prima della guerra, in Polonia. Tra le due guerre mondiali, in Polonia esistevano e fiorivano teatri yiddish; si producevano - assieme agli studios di Hollywood - film sonori in yiddish; c'erano reti di biblioteche, case editrici, associazioni sportive, sindacati, partiti politici. C'era una nazione di tre milioni di persone che parlava, pensava, scriveva, sognava, faceva politica e progettava il futuro in yiddish. Qui Marek Edelman racconta che cosa successe a questo mondo, a un pezzo di questa nazione, una volta finito nel ghetto. Non aspettarono passivamente di morire; non si avviarono alle camere a gas come le pecore al macello. Cercarono invece in ogni modo, ciascuno a suo modo, di continuare il filo della vita di prima. (Dalla Prefazione di Wlodek Goldkorn e Adriano Sofri)

La canzone dimenticata
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Materiale linguistico moderno

Burg, Josef

La canzone dimenticata : racconti yiddish / Josef Burg ; traduzione di Arturo Zilli e Maria Enrica D'Agostini ; revisione di Giovanna Luce ; prefazione di Wlodek Goldkorn ; postfazione di Arturo Zilli

Firenze : Giuntina, 2006

Abstract: I racconti di Burg parlano dell'amore per la vita e della memoria degli Ebrei dell'Europa orientale, del mondo sommerso dello shtetl e dell'ebraismo dell'Est ai tempi dei grandi totalitarismi. L'autore descrive piccole storie di kleine mentshele, piccoli uomini sommersi dalle bufere storico­politiche che hanno cancellato il paesaggio umano dell'Ostjudentum, l'ebraismo orientale. Burg dipinge le esistenze di uomini e donne coraggiosi che hanno vissuto storie d'amore ed epoche di violenza che riaffiorano nei racconti dei loro magici incontri sulle strade della storia del XX secolo.